Cronaca della Versilia

Il CRO a Riomagno, dove spira l’aria di Michelangelo

Lo storico circolo ricreativo torna in vita dopo tre anni, per iniziativa di Samanta Vietina e Rodolfo Martin Hauber, un’occasione di incontro con il cibo, il buon bere e la musica

Riomagno è un borgo di trecento abitanti affacciato sulla riva sinistra del fiume Serra, lungo la strada che da Seravezza cresce con dolcezza verso il Monte Altissimo. La sua storia si perde nel tempo, forse sorto per mano di popolazioni germaniche durante le invasioni barbariche. Il crocchio di case indicato dagli estimi nei primi decenni del 1400 ignorava che un secolo dopo nuove genti avrebbero segnato il loro umile nome insieme a quello della Grande Storia: l’arrivo di Michelangelo. Il maestro richiamò gli scalpellini di Settignano: questi, naturalmente, trovarono alloggio lì sulla riva del Serra, dando inizio alla moltiplicazione delle anime e delle case. Almeno, è così che si narra. La trattura del torrente, la strada per la carra de’ marmi, era inadeguata e risulta che Michelangelo scrisse a Berto di Filicaia, personaggio di spicco della politica fiorentina, affinché si mettesse in opera la sua costruzione: da lì avrebbe origine il filo di seta che attualmente possiamo percorrere da Riomagno alla Cappella, Azzano, fino all’Altissimo.

Il circolo ricreativo di Riomagno, Circolo Ricreativo Operaio Primo Maggi- Società Mutua Operaia fondata nel 1906, offre, dunque, l’occasione per respirare l’aria buona dell’Alta Versilia sulla Via di Michelangelo, con gli itinerari disegnati nella storia e nella natura. Senza dimenticare che ci troviamo nella Valle del Serra con i suoi ravaneti e le fronde selvagge, Desiata è distante pochi chilometri e scendendo sul greto la vista s’imbatte nella meraviglia delle pozze del fiume ambite in estate per immergersi nell’acqua ghiacciata che sa di erba e di pietra.

Samanta Vietina, Rodolfo Martin Hauber e i compaesani di Riomagno partecipi all’iniziativa, sono l’esempio di quell’Italia lontana dalle cronache rosa, e nere, e fatiscenti nella loro esteriorità televisiva, che con il proprio lavoro, l’ingegno nutrito dalla terra in cui vivono, affrontano la vita costruendo qualcosa, rischiando con il proprio lavoro. Samanta ha un’esperienza nella ristorazione alle spalle, Rodolfo Martin, presidente del circolo, è un elettricista navale argentino. Aprire un attività commerciale, anche se con finalità mutualistiche, e ristrutturare un locale distrutto, ci vuole del coraggio nell’Italia del 2020, e poi in un luogo, per i più, sperduto come Riomagno. L’obiettivo di Samanta e Rodolfo Martin è di tenerlo aperto tutto il giorno, dalla colazione alla cena, l’ambiente contiene quaranta posti all’interno ma con il buon tempo c’è anche il piazzale esterno.

Per informazioni: la pagina Facebook del circolo

L’inaugurazione. I Mad (Michele Leonardi, Andrea Cozzani, Daniele Catabiani)
Durante l’inaugurazione