Diapason d'Or 2021

Il Diapason d’Or 2021 a I Virtuosi Italiani

di GIOVANNI VILLANI – Uno dei premi discografici più accreditati al mondo. Il prestigioso riconoscimento è dedicato a musiche di Rossini.

Il cd “Amici e Rivali” inciso al Teatro Ristori da I Virtuosi Italiani diretti dal maestro Corrado Rovaris, ha conquistato l’annuale Diapason d’Or 2021, uno dei premi discografici più accreditati al mondo. Il prestigioso riconoscimento è dedicato a musiche di Rossini, edito da Warner Classic Erato, valendosi del contributo dei tenori Lawrence Browlee e Michael Spyres.

La registrazione è un autentico tributo al virtuosismo rossiniano, con un focus prevalente sul periodo napoletano, nel comprendere brani da Armida, Ricciardo e Zoraide, Otello, Elisabetta regina d’Inghilterra, non tralasciando tuttavia la parte seria di quello parigino con L’assedio di Corinto e quella comica con Il barbiere di Siviglia. Grande entusiasmo all’impresa è stato espresso dal direttore artistico e primo violino de I Virtuosi Italiani, Alberto Martini, che ha spiegato come la sede veronese del Teatro Ristori – di cui è pure il referente artistico – sia stata la location acusticamente perfetta per effettuare la registrazione. “Della nostra proposta si sono convinti anche i responsabili della Warner, con in testa il producer Daniel Zalay, che inizialmente voleva utilizzare la Sala Gustav Mahler di Dobbiaco. Ma dopo un apposito viaggio da Parigi a Verona si è arreso alla bontà della nostra offerta al Ristori, un teatro utilizzato da tante altre case discografiche internazionali, come Harmonia Mundi, Cpo, Decca, Da Vinci Records e dal pianista Nicolay Lugansky”.

Il violinista Alberto Martini, col collega e socio violinista Alberto Ambrosini, rappresentano oggi un sano esempio di coraggiosa imprenditoria musicale. Partiti vent’anni fa con l’idea di formare un equipe di archi (Accademia I Filarmonici) hanno poi ottenuto in concessione d’uso la prestigiosa Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico, in pieno centro di Verona, per svolgervi una serie di concerti “aperitivo” domenicali che ottennero immediatamente il consenso del pubblico.

Dopo qualche anno di attività ed alcune utili incisioni, soprattutto di Vivaldi, si presentò loro la possibilità di rimettere in funzione e acquisire la ragione sociale de I Virtuosi Italiani, ferma da qualche tempo per evidenti difficoltà di gestione.

Con la nuova dirigenza l’attività de I Virtuosi Italiani è andata così, via via ad intensificarsi, grazie ad oculati tour internazionali in Spagna, Inghilterra (Albert Hall di Londra), Russia, Giappone, America Latina, Usa e per la collaborazione di noti compositori e direttori, da Penderecki, a Kancheli, Pärt, Glass, Kremer, per finire a Corrado Rovaris, che dal 2005 ricopre pure la direzione musicale dell’Opera di Filadelfia.

Attualmente Alberto Martini, primo violino e konzertmeister de I Virtuosi Italiani, è responsabile dell’intera stagione artistica del Teatro Ristori (proprietà della Fondazione Cariverona), che unisce alla musica cameristica, un programma comprendente quella sinfonica, il balletto, la prosa, il jazz e la sezione educational riservata ai ragazzi.

Dall’altro versante il collega violinista Alberto Ambrosini conduce a Venezia, con i componenti strumentali de I Virtuosi Italiani (oggi una compagine stipendiata di 13/14 elementi), un’intensa attività concertistica (quasi cento concerti annui) alla Chiesa della Pietà, il luogo dove operò per quasi trent’anni Antonio Vivaldi, posto sulla Riva degli Schiavoni edificato nel 1760 su progetto dell’architetto Giorgio Massari. Nell’intenzione dei governatori dell’Ospedale della Pietà, la chiesa doveva svolgere una duplice funzione, come luogo di culto e come auditorium. Nelle sue ampie cantorie si esibivano le “Putte del Choro”, giovanissime trovatelle debitamente istruite alla musica e al canto da Antonio Vivaldi e Francesco Gasparini, che composero per loro anche musica rimasta poi famosa. Erano strumentiste e cantanti famose in tutta Europa per la loro bravura che per i loro concerti richiamavano un variegato pubblico tra cui quali figuravano influenti nobili veneziani, ambasciatori e l’intellighenzia della città di Venezia.