CULTURA, SPORT, SPORT DALLA TV - di Tommaso Gardella

Il drift, un altro modo di fare automobilismo

di TOMMASO GARDELLA – Il Drift è una competizione automobilistica dove i piloti vengono chiamati a ‘danzare’ con la propria auto

Fredric Aasbo, drifter legato alla casa nipponica Toyota, ha deciso di cambiare auto per la prossima stagione del Fromula Drift, campionato americano appunto di drifting, decidendo di sedersi al volante della bellissima Toyota GR Supra, un mostro, sponsorizzato Monster Energy – appunto –  da 1000 cavalli.

Ma…che cos’è il Drift? Il Drift è una competizione automobilistica dove i piloti vengono chiamati a ‘danzare’ con la propria auto mettendola di traverso, ovvero in condizioni di perdita di aderenza delle ruote posteriori, con l’asse longitudinale della vettura quindi non allineato alla traiettoria ottimale di percorrenza e con le gomme che graffiano disperatamente l’asfalto alla ricerca di aderenza, producendo la tipica nuvola di fumo bianco che tanto caratterizza questa maschia disciplina. Il tutto percorrendo curve di diverso raggio, con la macchina in estremo sovrasterzo e senza tener conto del cronometro, particolarità questa che accomuna il Drift al pattinaggio artistico e che non ne nega il paragone.

Per chi mastica motorsport non sto per dire niente di nuovo, per tutti gli altri invece il nome di Keiichi Tsuchiya è sconquassato. Tsuchiya, che nella sua carriera ha anche corso per ben quattro volte la 24h di Le Mans ottenendo come miglior risultato un secondo posto nel 1999 – nella classifica generale! -, è da tutti considerato il Drift King, il padre che ha messo al mondo il Drift così come lo conosciamo oggi.

Ma anche lui, prima di essere padre è stato bambino e anche lui ovviamente aveva il suo idolo. Per poter parlare di questa disciplina è obbligatorio nominare – perché non basterebbe un libro per parlarne – Kunimitsu Takahashi, figura emblematica del motorsport giapponese a due e quattro ruote e primo Drift King sulla faccia della Terra. Takahashi, oltre ad essere il primo giapponese a vincere una gara nel motomondiale – nel 1961, nella classe 250 -, è anche uno dei primi piloti di macchine a capire che intraversando la macchina si poteva percorrere una curva ad una velocità maggiore – ovviamente il discorso vale per certe tipologie di vetture! -.

Insomma, Tsuchiya si innamora di questa tecnica e decide di farne una disciplina a se stante ma non avendo soldi deve trovare un posto dove poter sviluppare la pratica. Decide allora di andare ad allenarsi sui passi di montagna, i famosi touge, perfetti viste le loro svariate curve, dando così inizio al mito. Affinata la tecnica, decise di mostrarla al mondo intero, filmando le sue gesta nel video Pluspy – se vogliamo, l’antenato videoludico della serie Gymkhana di Ken Block -, con l’unica differenza che, complice un’organizzazione che non ha niente a che vedere con quella odierna grazie a sponsor e ai milioni che ci sono in ballo, le strade non erano chiuse al traffico! Inutile dire che questo video gli costò la licenza da pilota, poi ripresa.

Oggi ovviamente – e sfortunatamente? – il Drifting viene praticato in appositi circuiti, con regole, giudici e campionati, più di 200 in tutto il mondo, come il D1GP in Giappone, il Formula Drift in america e il Drift Masters European Championship, e certificati da varie federazioni nazionali – l’Italia fu la prima al mondo.

La gara si svolge in due run, la prima di qualificazione, chiamata SOLO, e la seconda, chiamata TWIN o TSUISO, dove i piloti si sfidano a coppie, seguendo lo stile del tabellone tennistico. Nella run SOLO, i punti vengono assegnati in base alla linea, ovvero la traiettoria richiesta dai giudici e alla quale i piloti devono avvicinarsi il più possibile, all’angolo, tecnicamente chiamato angolo di imbarcata, che è l’effettiva misurazione dell’angolazione con la quale la macchina sta affrontando la curva- più ci si avvicina a 90°, più punti si ricevono -, e infine lo stile, anche qui più è pulita ed elegante la tecnica più punti si ricevono.

Per quanto riguarda le run in coppia, il discorso è molto diverso. Le coppie vengono stabilite in base al punteggio che ogni pilota ha fatto registrare nella run di qualifica, il pilota con il punteggio più alto sarà quello che, nella coppia, partirà davanti, dettando il passo e la traiettoria, e viene chiamato LEAD. Dietro di lui ci sarà il secondo pilota classificatosi con un punteggio più basso, chiamato CHASE, e avra il compito di seguire il più vicino possibile, senza superare o toccare, il drifter lead. Il confronto si ripete poi a parti invertite e i piloti complessivamente più bravi avanzeranno al turno successivo fino alla finale, mentre quelli eliminati verranno classificati in base al punteggio ottenuto nella run di qualifica.

Il Drift è una delle discipline più spettacolari ed elettrizzanti che il mondo del motorsport possa offrire, in 5 anni è lo sport motoristico che più è cresciuto, grazie alla sua capacità di inglobare il pubblico all’interno del proprio mondo e grazie anche a figure di spicco come Ken Block, Michael ‘Mad Mike’ Whiddett, Youichi Imamura e all’ex conduttore di Top Gear America Tanner Foust che, autori di incredibili video su You Tube, stanno sempre più ingrandendo la notorietà di questa pratica. Quindi seguiamoli!

Piccola chicca! L’uomo che nel film “Fast & Furios: Tokyo Drift” viene ripreso mentre pesca al porto di Tokyo, disturbato da Sean Boswell – il protagonista – intento ad apprendere l’arte del drift a bordo di una Mitsubishi Lancer Evo, è proprio Keichii Tsuchiya.

(foto: forografadrian – licenza pixabay https://pixabay.com/it/photos/drift-automobile-auto-sportivo-3244058/ )