Operazione Spartito

Il “Maggio”, a De Blasi e Masi l’assessore risponde picche

FIRENZE – Maggio Musicale Fiorentino – L’assessore alla Cultura nega l’elenco degli artisti scritturati ai consiglieri comunali 5Stelle

In agosto i consiglieri comunali di Firenze Roberto De Blasi e Lorenzo Masi (5Stelle) avevano presentato un’interrogazione al sindaco, partendo da due presupposti: che “il Comune di Firenze ogni anno versa un sostanziale contributo al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino previsto per il bilancio di previsione 2020-22 nella misura di €4.500.000“; e “che l’articolo 29 della legge n. 800/67 sugli spettacoli dal vivo prevede che gli spettacoli devono prevedere l’esibizione di artisti italiani in misura prevalente mentre, dai nominativi degli artisti presenti nel calendario della stagione 2020-2021 della Fondazione Maggio Musicale Fiorentino, ciò sembra non essere stato attuato”.

L’interrogazione

“A Torino è stata avviata l’indagine denominata “SPARTITO” dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria in relazione ad alcune ipotesi di corruzione nell’ambito della gestione della Fondazione Lirica del Teatro Regio di Torino e nell’assegnazione di scritturazioni ed incarichi… I militari hanno avviato svariate perquisizioni in tutt’Italia; in particolare, al centro dell’indagine c’è il legame professionale tra l’ex sovrintendente e un’agenzia teatrale svizzera il cui fatturato è cresciuto proprio grazie alle scritture di artisti sostenute da Graziosi; successive notizie di stampa hanno evidenziato che un sistema analogo, per cui due agenzie (nello specifico la Inart a Venezia e quella facente capo ad Ariosi a Milano) risulterebbero avere un rapporto numerico sproporzionato di ingaggi rispetto alle altre agenzie, si sarebbe verificato in altre due strutture di grande spessore come “La Fenice” di Venezia e “La Scala” di Milano. La vicenda getterebbe alcune ombre anche sull’attuale gestione della Fondazione Arena di Verona…”.

La richiesta dei consiglieri De Blasi e Masi al sindaco e alla giunta comunale

1. “se intendono attivarsi, nel brevissimo termine, al fine di raccogliere tutti gli elementi necessari per fornire alla Commissione consiliare V un quadro dettagliato ed esaustivo delle procedure di selezione degli artisti scritturati al Maggio Musicale Fiorentino nel biennio 2018-2020… al fine di comunicare precisamente, tra le altre cose, il numero di contratti con riferimento a ciascuna agenzia, nonché di verificare che tali rapporti giuridici siano conclusi in ossequio ai principi di buon andamento, imparzialità, trasparenza e rotazione dell’attività pubblica amministrativa. 2) di fornire il numero di contratti sottoscritti per primi ruoli distinti per società di selezione nel biennio 2018-2020.

Il 25 agosto 2020 il consigliere De Blasi protocollava la richiesta ufficiale di accesso agli atti.

La risposta dell’assessore alla Cultura

Riproduciamo la lettera di risposta. La domanda non era particolarmente difficile (“l’elenco dei contratti sottoscritti per primi ruoli di artisti scritturati dalla Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino, distinti per società di selezione, nel biennio 2018-2020”), ciò nonostante l’assessore alla Cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi si è avvalso, così potremmo dire, della facoltà di non rispondere: “Le procedure di selezione degli artisti rientrano tra i compiti direttamente svolti dalla Fondazione e che i programmi e le stagioni artistiche vengono regolarmente sottoposte al Consiglio di Indirizzo, come si evince dai regolari verbali stilati ad ogni seduta”. Gramo senso delle istituzioni (in barba all’art. 43 comma 2 D.Lgs. n. 267/2000, dell’art. 23 dello Statuto del Comune di Firenze e dell’art. 39 del Regolamento del Consiglio Comunale). E se c’era un modo per aumentare i dubbi sulla vicenda, l’assessore Sacchi ha scelto il migliore.

Il sovrintendente del Maggio Musicale Pereira ha dichiarato naturalmente la propria disponibilità ad una sua audizione in Consiglio Comunale, decisamente più elegante e rispettoso della non-risposta dell’assessore alla Cultura. Ci auguriamo che il ritorno delle sedute del Consiglio Comunale a distanza non diventi una scusa per non farne di niente. (AB)


Anche in questa circostanza, come abbiamo ripetuto per altri teatri interessati dalla questione sollevata sul Regio di Torino, lo scopo della nostra inchiesta è quello di portare alla luce la gestione della lirica in Italia. Citando per dovere di cronaca presunti reati e persone indagate, teniamo a ripetere – coerenti con la nostra concezione liberale e libertaria della giustizia – che nessuno è colpevole fino a quando non venga dichiarato tale secondo i gradi del processo italiano. Confidiamo di poter ospitare anche la voce di coloro che sono stati direttamente chiamati in causa.