Il manganello in Italia è passato di mano

di BEATRICE BARDELLI – I “duri e puri” del PD Michele Emiliano e Vincenzo De Luca negano il rientro al lavoro dei medici non vaccinati.

I “duri e puri” del PD (Partito Democratico o Partito/di sinistra Defunto?), Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, e Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, non riescono proprio a digerire il “rospo” del reintegro al lavoro dei medici e sanitari che hanno rifiutato di sottoporsi all’obbligo vaccinale imposto dal governo Draghi. E si ergono a giudici integerrimi di una legge…che non esiste più proprio grazie al nuovo governo guidato da una loro concorrente politica, Giorgia Meloni, che li ha costretti a mangiare la polvere della sconfitta alle ultime elezioni. Non giudici imparziali ma giudici di parte: sostenitori “senza se e senza ma” di un obbligo giudicato da più parti come anticostituzionale e che non è stato imposto nella stragrande maggioranza degli Stati europei.

Chissà perché…Oltre che giudici, vestito l’abito da giuristi i due presidenti hanno deciso che al personale non vaccinato non sarà permesso di entrare in contatto con i pazienti, ribellandosi apertamente al nuovo corso deciso dal neogoverno di Destra che reintegra sul posto di lavoro centinaia di sanitari che con dignità, coscienza, sapienza e coraggio hanno preferito la “fame” piuttosto che sottoporre il proprio corpo a quel siero vaccinale sperimentale ma propagandato come “miracoloso” che, come sta emergendo da più parti in questi ultimi tempi, ha provocato morti ed effetti avversi anche gravissimi come ha già denunciato più volte l’europarlamentare Francesca Donato.  

C’è Stato e Stato.

A Cuba, considerato uno Stato terrorista da quel grande paese “esportatore di democrazia” che sono gli Stati Uniti d’America, dopo il primo caso di morte dovuto ad un vaccino non prodotto in patria, il governo bloccò immediatamente le vaccinazioni salvando così la vita ad altri suoi cittadini. Ma Cuba è un paese socialista che tra i suoi principi fondamentali vanta, tra gli altri, l’Eguaglianza e la non discriminazione e…udite! Udite! La “Ricerca della FELICITA’”. Parola inesistente nel vocabolario dei due ultimi governi Conte-Draghi che, anzi, hanno usato il pugno di ferro e inaudite “punizioni”, come i molteplici lockdown e l’imposizione della “tessera verde”, a chi ha deciso liberamente di non vaccinarsi.

 Un medico chiede giustizia.

Si chiama Luca Speciani, di Monza, ed ha scritto una bellissima lettera alle autorità del governo attuale che ha deciso di reintegrare i medici al loro posto di lavoro. “E così dal 2 novembre torniamo ad essere medici” inizia la lettera che pubblichiamo integralmente. Innanzitutto Speciani pretende delle scuse a tutti coloro che sono stati obbligati a “questa vigliacca sperimentazione pena la perdita del lavoro”. Non solo sanitari ma anche forze armate, insegnanti, studenti molti dei quali hanno “hanno avuto la vita distrutta” da una serie di effetti avversi gravi. In secondo luogo, Speciani pretende i risarcimenti “equi e soddisfacenti per chi ha perso lavoro, salute, affetti”. In terzo luogo pretende che tutti coloro che hanno agito pubblicamente, a vari livelli, per perorare la campagna vaccinale, debbano “rispondere delle proprie omissioni (e dei loro conflitti di interesse) con il loro patrimonio. E dei loro omicidi con la perdita della libertà”.

Non solo il ministro Speranza che Speciani definisce “fantoccio” ma anche “politici, giornalisti, virostar, CTS, magistrati, giornalisti”. Tutti questi “saranno presto o tardi chiamati a rispondere delle loro malefatte. Chi con l’oblio, chi con la galera. Perché l’omicidio in questo paese è ancora un reato”. Lo aveva già scritto e descritto lo stesso Speciani nella conclusione de “I sacrificabili”, il suo ultimo libro (ne ha scritti più di venti su medicina, sport, alimentazione) edito da Paesi Edizioni nel febbraio di quest’anno, dove aveva previsto tutto.

La lettera termina con una tirata di orecchie agli studenti che mentre oggi manifestano contro il fascismo, non si sono accorti, l’altro ieri, che “veniva impedito ai vostri genitori di accedere al posto di lavoro” ed “ai vostri coetanei di fare sport se non sottostavano al vile ricatto cui voi avete miseramente ceduto per poter continuare a godervi l’aperitivo”. L’ultimo paragrafo è rivolto ai colleghi, “medici e sanitari coraggiosi”, a cui va “l’onore di avere rappresentato […] la parte migliore di questo paese, che forse, un domani, anche grazie a noi, potrà ancora dirsi libero, fiero e sovrano”. 

Chi è Luca Speciani.

E’ un medico di Monza molto noto, ed anche molto amato, tra coloro che hanno rifiutato il vaccino sperimentale. Speciani si è sempre battuto per la “libertà di scelta” in ambito vaccinale. Nutrizionista, Ideatore di DietaGIFT, un approccio alimentare innovativo detto “di Segnale”, Speciani è presidente dall’ottobre 2011 dell’Ampas, “Associazione medici per un’alimentazione di segnale”, che conta circa 1400 professionisti in tutta Italia, con la quale segue progetti culturali e di divulgazione con istituzioni, scuole, aziende, per la diffusione dei concetti alimentari di segnale.  

E’ responsabile nazionale della rete dei professionisti GIFT italiani (oltre duecento) e della rete di esercenti (farmacie, palestre, centri benessere, negozi bio) ad essa collegati.Dal 2016 è Direttore Medico-Scientifico Welfood e partecipa alle attività formative rivolte alle principali Aziende italiane in tema di salute, prevenzione, benessere e invecchiamento attivo.È, inoltre, tecnico della FIDAL (Federazione di Atletica Leggera), e della FITRI (Federazione Italiana Triathlon), e istruttore di Nordic Walking. E’ responsabile medico nutrizionale (per il secondo quadriennio consecutivo) della nazionale italiana di Ultramaratona.

Da molti anni è anche responsabile della sezione nutrizione della più diffusa rivista italiana rivolta alla corsa (“Correre”) per la quale ha anche diretto l’inserto medico-scientifico “Correre e vita”, ed è anche collaboratore delle riviste “Triathlete”, “Ciclismo”, “Starbene”, e da luglio 2019 è direttore scientifico ed editoriale de “L’altra medicina”. Conta anche numerose collaborazioni giornalistiche e radiotelevisive (Rai uno, Radio 24, radio Deejay, radio Svizzera, TV private, Vero TV, Sky) anche occasionali su temi di medicina, sport e alimentazione.  E’ statocandidato, alle ultime elezioni politiche, per Italexit.  (https://medicinadisegnale.it/professionisti/dott-luca-speciani/).     

Il testo della Lettera. Ringrazio il canale Telegram di Guerrieri per la libertà (https://t.me/guerrieriperlaliberta) per aver pubblicato questa “calda” testimonianza di un diretto protagonista di una vicenda storica che ricorda tempi che credevamo del tutto passati.


“E così dal 2 Novembre torniamo ad essere medici.

Grazie. Era un atto dovuto.

Essere stati tenuti ai margini dell’attività sanitaria per la sola colpa grave di avere mantenuto la mente libera dai condizionamenti dei produttori di vaccini e aver scelto di proteggere i nostri pazienti e le nostre famiglie, invece del nostro conto in banca, resta uno degli episodi più vergognosi della storia del nostro paese. Ora, vi prego, si passi alla fase successiva.

In primis pretendiamo delle scuse (non solo a noi ma a tutti coloro che sono stati obbligati a questa vigliacca sperimentazione pena la perdita del lavoro: sanitari, forze armate, insegnanti, studenti). Molti, tra questi, hanno avuto la vita distrutta da miocarditi, pericarditi, infarti, ictus, gravi recrudescenze erpetiche, cancri, malattie autoimmuni (quasi 5.000.000 di danneggiati nella sola Europa, dati Eudravigilance/EMA). Poi si passi ai risarcimenti. Equi e soddisfacenti, per chi ha perso lavoro, salute, affetti a causa della miopia (o della malafede) di tutti i complici di questo gioco allo sterminio che aveva il nome di “grande reset”, come teorizzato da Schwab a Davos.

Non pensino quindi i tanti complici di Speranza, modesto burattino nelle mani di “filantropi” assassini, di passarla liscia. Il ministrino non ha infatti agito da solo ma fiancheggiato da politici, giornalisti, virostar, CTS, magistrati, giornalisti. Che dovranno rispondere delle proprie omissioni (e dei loro conflitti di interesse) con il loro patrimonio. E dei loro omicidi con la perdita della libertà. I dati, ormai, sono infatti sotto gli occhi di tutti (bastino per tutti le ammissioni Pfizer all’UE) e solo un cieco può non vederli.

Patetici i colpi di coda da pesce agonizzante dei Mentana, dei Parenzo, dei Burioni, dei Fazio, delle Ronzulli. Leggere oggi i loro ridicoli passi indietro (si, beh, in parte è vero, però…) fa solo venire il vomito. L’ho scritto con chiarezza ne “I sacrificabili” con un anno di anticipo sui fatti: i burattini che hanno goduto, da beceri ignoranti, di fama ed esposizione mediatica supportando il regime, quando il progetto crolla diventano sacrificabili. È ciò che succederà al fantoccio Speranza, unico in aula con quel marchio d‘infamia chiamato mascherina, sui cui appalti ci auguriamo venga fatta presto luce, così come su tamponi e banchi a rotelle. Scandali degni del paese di Arlecchino e Pulcinella.

Se però pensano, sacrificando il pagliaccio di turno, di passarla liscia, si sbagliano. Come descritto nella conclusione de “I sacrificabili” (che aveva previsto tutto) saranno presto o tardi chiamati a rispondere delle loro malefatte. Chi con l’oblio, chi con la galera. Perché l’omicidio in questo paese è ancora un reato.

Dormite sereni, ragazzi de “La Sapienza” che manifestate oggi contro il fascismo, e che non vi siete accorti, giusto l’altro ieri, che veniva impedito ai vostri genitori di accedere al posto di lavoro (nel silenzio dei sindacati) e ai vostri coetanei di fare sport se non sottostavano al vile ricatto cui voi avete miseramente ceduto per poter continuare a godervi l’aperitivo. Non auguro a nessuno, una volta indegnamente laureati, di cadere sotto le vostre mani per la progettazione di un ponte o l’asportazione di una cistifellea. Ho vergogna per voi.

A noi, medici e sanitari coraggiosi, che non abbiamo avuto paura del potere e abbiamo affrontato a testa alta, senza escamotage, la perdita del lavoro e gli insulti dei minus habens, l’onore di aver rappresentato, insieme a uno sparuto gruppo di altri resistenti, la parte migliore di questo paese, che forse, un domani, anche grazie a noi, potrà ancora dirsi libero, fiero e sovrano.”