Meraviglie della Mente - di Ugo Cirilli

Il neurodesign, progettare per la mente

L’obiettivo del design è colpire positivamente l’utente, conquistarlo/a grazie alla bellezza e alla funzionalità. Ma cosa significa veramente?

Che si parli di utensili, auto, arredamento di ambienti o packaging pubblicitario, ogni dettaglio dev’essere elaborato in base agli obiettivi, al target di riferimento, alle emozioni e ai valori che si desidera evocare.

Da tempo esiste un interessante settore che cerca di combinare il design e le scoperte scientifiche sul funzionamento della mente umana: il neurodesign. L’obiettivo è considerare, nelle fasi di progettazione, tutti gli aspetti psicologici e neurologici che condizionano la percezione della realtà. Unire sempre meglio, quindi, estetica e funzionalità, un obiettivo importante per i designer.

Il neurodesign e il benessere psicologico

Se qualcuno immagina il neurodesign come un settore del tutto “commerciale”, mirato soprattutto a realizzare prodotti che “vendano bene”, deve considerare un altro aspetto. Progettare secondo il funzionamento della nostra mente significa pensare anche al benessere dell’utente.  

Il neurodesign, progettare per la mente
Foto di Tung Nguyen da Pixabay

Se pensiamo all’applicazione del neurodesign al packaging questa connessione forse non appare subito evidente. In tal caso, il settore studia elementi come le emozioni attivate da un determinato tipo di confezione, o il ruolo della multisensorialità (ad esempio l’interazione tra i colori e l’aspetto tattile). Se consideriamo però che il neurodesign si applica anche all’interior design, alla progettazione di ambienti pubblici e privati, capiamo meglio le possibili implicazioni di questa disciplina sulla vita quotidiana.

Il ruolo degli ambienti nel nostro quotidiano

Gli spazi in cui trascorriamo molto tempo, dalla casa al luogo di lavoro, possono influenzare in maniera profonda la mente.

Lo spiega chiaramente l’esperta svedese Isabelle Sjövall in un’intervista a Repubblica, soffermandosi su alcuni aspetti considerati dai neurodesigner nella progettazione degli ambienti. Ad esempio l’utilizzo del colore, con il rosso e l’arancione che risultano molto attivanti per il sistema nervoso, mentre il verde e il blu favoriscono il relax. Perfino l’altezza dei soffitti, spiega Sjövall, ha specifici effetti: se sono alti possono stimolare il pensiero creativo, se sono bassi, come dicono alcune ricerche, favoriscono la capacità di concentrazione. Un soffitto basso consente infatti allo sguardo di spaziare meno, riducendo le distrazioni. Il neurodesign degli ambienti può perfino occuparsi degli eventuali profumi da diffondere, che saranno diversi a seconda delle funzioni degli spazi.

Il neurodesign, progettare per la mente
Foto di StockSnap da Pixabay

Infine, non dimentichiamo che il neurodesign può essere applicato anche alla progettazione dei siti web. In tale settore (e non solo) si sta affermando sempre più l’UX Design, il design dell’esperienza utente: un campo di studi e di progettazione volto a migliorare l’interazione con la tecnologia.

Anche nel mondo web, infatti, entrano in gioco le nostre dinamiche percettive: il colore di un logo, la disposizione di un menù possono influenzare molto la navigazione online, rendendo un sito Internet più o meno piacevole, più o meno intuitivo.

In vari settori, quindi, è in atto una vera rivoluzione. Appare sempre più chiaro che le Neuroscienze e la Psicologia non devono rimanere relegate al solo ambito clinico, ma possono rivelarsi utilissime in tante dimensioni del quotidiano.