di ALDO BELLI – Il PD fa dimettere il presidente della partecipata pubblica del Comune LUCCA CREA per nominare la sconfitta Francesca Fazzi
La macchina cecoslovacca toscana non ha perso tempo. La prima cambiale elettorale è stata pagata, e incassata, a Lucca: con la pronta consegna della presidenza di Lucca Crea Srl (importante società pubblica del Comune) per la poltrona perduta in Regione da Francesca Fazzi (quotata nel listino del 20-21 settembre già con il pass per varcare la soglia della massima assise regionale e viceversa amaramente delusa dagli elettori).
I fatti. Mario Pardini è stato invitato (si fa per dire) a dimettersi da presidente di Lucca Crea reo di avere accolto gli onorevoli (della Repubblica Italiana) Susanna Ceccardi e Matteo Salvini in occasione della loro visita a Lucca per le elezioni regionali, di averli accompagnati per le vie di Lucca e di avere assistito al loro comizio, con l’aggravante di avere partecipato alla cena organizzata dai loro simpatizzanti facendosi ritrarre in fotografie.
La vicenda potrebbe arrestarsi al limite della pubblica indignazione: almeno per quanti ancora resistono nutriti dal rispetto verso le istituzioni della Repubblica e credono nella democrazia praticata nei fatti. Se non fosse che anche questo limite, a Lucca è stato superato. Il messaggio santificato (e quanto mai tale parola dovrebbe fare inorridire i sepolcri imbiancati lucchesi) dal sindaco Tambellini con la presa d’atto delle dimissioni, possiede un solo significato: il Comune è cosa nostra, chi non sta con noi è fuori dal consesso civile lucchese come gli untori della Colonna Infame, o meglio ancora chi non è del PD e chi non lecca le stringhe delle scarpe al senatore Marcucci a Lucca è nessuno o se è ancora qualcosa troverà chiusa ogni porta. Confesso di provare un certo imbarazzo di fronte a tanta spregiudicatezza del potere assoluto e intollerante, guardando le fotografie di Alessandro Tambellini dietro la Santa Croce durante la storica processione.
Non conosco personalmente Francesca Fazzi né Mario Pardini. Della signora Fazzi conosco ovviamente non solo il prestigio della sua casa editrice, ma anche la sua appartenenza ad una storica famiglia di Lucca, il loro essere uno dei salotti lucchesi più ambiti, e sicuramente potenti nel sistema politico-finanziaro lucchese (sebbene, a quanto pare, non lo siano stati al punto di ottenere un seggio in Consiglio Regionale). Ho letto i commenti di questi giorni, incluso quello, l’unica voce libera della politica lucchese a quanto pare, di Massimiliano Bindocci (che abbiamo pubblicato), e dissento su un punto.
Francesca Fazzi ha un curriculum ineccepibile per la nomina ricevuta nel Consiglio di Amministrazione di Lucca Crea destinata alla sua presidenza, (ovviamente, al di là della cambiale elettorale), ma non si dica che è una vera donna di cultura e rappresentante la nobile tradizione culturale di Lucca: perché se così fosse, avrebbe rifiutato di essere nominata sulla base di un presupposto macchiato dall’intolleranza e dal terrorismo politico dei quali è vittima Mario Pardini.
Maria Eletta Martini non avrebbe mai fatto né autorizzato ciò che Tambellini ha fatto, né avrebbe mai accettato una nomina gravata dall’orrore dell’intolleranza politica e dall’arroganza del potere. Nessuno me ne voglia, io a Lucca sto ancora dalla parte di Maria Eletta Martini.
Aldo Belli giornalista.
