Il PD preferisce la prigione di Biden a Julian Assange

di ALDO BELLI – No alla cittadinanza onoraria a Milano, No allo status di “rifugiato politico” da parte della Camera dei Deputati.

27 maggio 2022, Palazzo Marino, Milano. Il commento più scontato è: con tutti i problemi che ci sono, anche di Assange ci dobbiamo occupare? La guerra in Ucraina, il post-Covid, il rincaro delle bollette… E poi: che c’incastra l’estradizione dell’ultimo ribelle internazionale con il Consiglio Comunale di Milano?

Lo strabismo tra il pane e lo spirito è sempre esistito, è tipico del popolino, come quando nella Germania nazista di fronte al fiorire delle stelle gialle di David sugli abiti, nelle stanze delle grandi democrazie occidentali si continuava a ripetere: tutta propaganda, e poi sappiamo come è andata a finire.

Per carità, niente che possa accadere di fronte ai nostri occhi sarà mai paragonabile all’Olocausto. E’ solo per ricordare che ogni volta che nella storia lo sguardo si divarica tra il pane e lo spirito è sempre cattivo segno.

Chi è Julian Assange. E’ un giornalista nato nel 1971 a Townsville, in Australia, con una certa dimestichezza di sistemi informatici, cofondatore di WikiLeaks: un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro nata per fare conoscere al mondo i documenti coperti da segreti di Stato militari, industriali e bancario. Nata nel 2006 diventa famosa nel 2010 quando spara sul Web i documenti riguardanti i crimini di guerra statunitensi segretati, ricevuti dalla ex militare Chelsea Manning. E’ solo l’inizio.

Un fuorilegge, dunque. E per i fuorilegge come Jesse James, il pistolero dalla mira infallibile, c’è solo la prigione, spesso la pena di morte: se non che, Julian Assange non rapinava i treni unionisti e le banche nel Far West come Jesse James, bensì le porcate che i padroni del mondo chiudono nei cassetti.

Gli Stati Uniti d’America l’hanno condannato a 175 anni di prigione. Nel frattempo però, Assange trova riparo in suolo straniero, almeno fino al 20 aprile 2022 quando il tribunale di Londra autorizza formalmente la sua estradizione. Per Assange non vale nessuna norma di diritto internazionale che lo tuteli alla libertà come rifugiato politico: per la giustizia americana è considerato alla pari di Jesse James il pistolero. Assange in tutto questo tempo riceve solidarietà da ogni parte del mondo: da quanti continuano a credere che la libertà sia un nutrimento dell’essere umano importante quanto il pane.

L’esempio è proprio ciò che stiamo vivendo in questi ultimi anni e giorni: se il mondo sapesse ciò che sta chiuso nei cassetti segreti dei padroni del mondo riguardante la pandemia del Covid e la guerra in Ucraina, molto probabilmente il nostro pane quotidiano sarebbe più buono per tutti. Perché in questi cassetti è protetta la verità.

L’idea trasfusa dal potere nel popolo, nel corso dei secoli, secondo la quale pensi al pane la gente comune piuttosto che allo spirito del mondo, equivale all’antico principio: che al resto pensiamo noi. Il problema, storico, è che quel resto in realtà, ci appartiene poiché determina la nostra vita. Procedendo con una semplificazione, diciamo che questa separazione tra noi (i comuni mortali) e loro (il Potere), nella storia ha marcato la linea di demarcazione tra la sinistra e la destra, tra gli illuministi e i conservatori dell’ancien règime. Ma adesso l’Europa, che di questa storia è stata il cuore (insieme a George Washington sull’altra sponda dell’Atlantico), pare avere perso il significato di quel confine. Così, di sicuro, è accaduto in Italia: dove tra non molto la sinistra arriverà, probabilmente, anche a sostenere che in fondo Giacomo Matteotti se l’è cercata, la morte, giacché aveva annunciato di rivelare in Parlamento segreti inconfessabili tenuti chiusi nel cassetto dal Duce.

Accade così che a Milano, città medaglia d’oro dei martiri della libertà, in Consiglio Comunale il Partito Democratico (piaccia o meno, è oggi il partito della sinistra in Italia) voti contro una mozione (presentata dal consigliere dei Verdi Francesca Cucchiara) per concedere la cittadinanza onoraria a Julian Assange. Del resto, nel dicembre 2021 la Camera dei Deputati votò contro il riconoscimento di Assange come “rifugiato politico”: 225 no, 22 sì e 137 astenuti (Liberi e uguali, 5 Stelle e Fratelli d’Italia). Di quei 225 no gran parte dei parlamentari stavano seduti sui banchi della sinistra. I Democratici Italiani preferiscono Jesse James.

Il titolo originale della Statua della Libertà nella baia di Manhattan è La Liberté éclairant le monde, la libertà che illumina il mondo. Fu posta lì dagli americani a imperitura memoria, anche per l’America.

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