CAMPO DI MARTE - Editoriale di Aldo Belli

Il sindaco di Lucca Tambellini folgorato come Paolo

di ALDO BELLI – Il sindaco, il PD e la maggioranza gettano la spugna sull’ex-Manifattura Tabacchi: è vero, manca l’interesse pubblico.

Leggo questa mattina (poiché Toscana Today non beneficia del diritto d’informazione di ricevere i comunicati stampa dal Comune di Lucca, come del resto anche dal Comune di Viareggio) che il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini sarebbe stato folgorato, come Paolo, sulla via della Manifattura Tabacchi.

Paolo, poi è divenuto santo, era un agguerrito persecutore dei cristiani, fariseo intransigente, pare che fu presente anche alla lapidazione di Stefano. Un giorno, sulla via di Damasco, una luce improvvisamente lo abbagliò facendolo sobbalzare e precipitare dal cavallo, una voce si rivolse a lui dicendo: “Saulo, perché mi perseguiti?”. La conversione di Paolo si materializzò di fronte a Pietro, il Principe degli Apostoli, e la sua vita proseguì rendendo testimonianza della Verità fino al martirio.

Leggo (luccaindiretta.it): “Con oggi – esordisce il primo cittadino – decade l’ipotesi della finanza di progetto. È questa la conclusione di un iter che ha richiesto numerosi approfondimenti e osservazioni. La linea del Comune è sempre stata chiara: valutare la presenza di interesse pubblico. Nessun ‘ccordo segreto né tanto meno la volontà di andare avanti a tutti i costi”.

Che la gestione amministrativa dell’ex Manifattura Tabacchi era un pasticcio, lo sapevano tutti da tempo. La mancanza di interesse pubblico del project-financing sostenuto dal sindaco Tambellini e dalla maggioranza PD era evidente, ed è stata ripetutamente esposta pubblicamente, con dati alla mano, dai numerosi comitati cittadini riuniti nel Comitato Salviamo la Manifattura.

Fino ad oggi la luce della verità per Tambellini e il PD erano solo falsità (“Manifattura sud, dai consiglieri di opposizione solo falsità” dichiarava il 13 aprile scorso), “discorsi senza senso, petulanze e stupidità” (Il Tirreno 21 maggio). Neppure il dubbio, come il romano Paolo. E il disprezzo (ancora il 22 aprile scorso Tambellini e i suoi consoli disertavano la videoconferenza organizzata dal Comitato). Finché un giorno, appunto, una luce folgorante li ha abbagliati: il sindaco Alessandro Tambellini, gli assessori Giovanni Lemucchi e Serena Mammini, e i capigruppo di maggioranza Roberto Guidotti, Daniele Bianucci e Claudio Cantini. “Saulo, perché mi perseguiti?”

La voce che li ha fatti sobbalzare da cavallo non è quella di Dio, ma la voce della Legge e della Democrazia. La privatizzazione dell’ex-Manifattura Tabacchi non corrispondeva all’interesse di Lucca e dei suoi cittadini. E l’intera ricostruzione della gestione amministrativa parrebbe non priva di suggestioni andate ben oltre l’imparziale condotta della pubblica amministrazione sancita dalla nostra Costituzione: invito a leggere o a rileggere la puntuale disamina che l’on.Piero Angelini fece il 6 settembre 2020.

La differenza tra il romano Paolo e i lucchesi Tambellini Lemucchi Mammini Bianucci e Cantini, è che Paolo improvvisamente abbagliato dalla luce di Dio e della Verità si convertì sinceramente al cristianesimo; mentre Tambellini e i suoi assessori sono improvvisamente caduti da cavallo solo per il bagliore della paura. E quale tipo di paura, giunti a questo punto della vicenda, si può facilmente immaginare.

Paolo, tratto dinanzi a Nerone, fu condannato alla decapitazione, e la sua vita di martire della Verità finì con un colpo di spada.

Considerando che noi non abbiamo Nerone e che detestiamo ogni forma di violenza, Tambellini e i suoi consoli dovrebbero avere almeno la dignità di dimettersi. Anche se non entreranno nell’elenco dei santi e dei martiri della Legge e della Democrazia, avranno almeno salvato la faccia di fronte ai propri concittadini e alla memoria futura di Lucca.

Rimane aperto il capitolo del ruolo svolto in questa vicenda dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca: ma di questo si occuperà la Vigilanza della Banca d’Italia.