Teatro dell'Accadente, Forte dei Marmi
COMMENTI E CULTURA, CULTURA E ARTE - di Giuseppe Rudisi

Il Teatro dell’Accadente di Forte dei Marmi vince a Roma

di GIUSEPPE RUDISI – Intervista a Lucia Menapace, la compagnia teatrale si è aggiudicata a Roma il Premio Mecenate Teatro Amatoriale XL

E’ il Teatro dell’Accadente di Forte dei Marmi la compagnia teatrale che si è appena aggiudicata a Roma il Premio Mecenate Teatro Amatoriale XL. E’ un importante contest teatrale nazionale riservato a tutte le compagnie amatoriali iscritte alla Fita (Federazione Nazionale Italiana Teatro Amatori) e ad altre Associazioni che viene assegnato esclusivamente al miglior spettacolo tra quelli iscritti.

La proclamazione è avvenuta in diretta streaming domenica scorsa al termine di un lungo iter di selezione. I giurati hanno ristretto il campo a 5 opere finaliste per poi far convergere il loro giudizio, anche con l’aiuto di una votazione on line, sul Teatro dell’Accadente e sull’opera presentata dalla sua presidente Gabriella Ghilarducci, ovvero, la commedia tragica violenta “Le serve”, scritta nel 1946 dal grande drammaturgo parigino Jean Genet e ispirata a un fatto di cronaca realmente accaduto, incentrato su un rapporto di amore odio tra due cameriere e la loro altezzosa padrona di casa.

La regia dell’adattamento è di Luca Brozzo e le attrici dei tre personaggi principali sono Patrizia Pucciarelli nel ruolo della Madame mentre le due cameriere sono interpretate da Gabriella Ghilarducci e da Lucia Menapace a cui abbiamo chiesto un commento su questo importante riconoscimento.

E’ un attrice carrarese che vanta un percorso artistico ricco e variegato sia nel cinema che nel teatro contemporaneo e classico nonché in poesia e in numerosi recital eventi culturali.

(foto: Enry’s photo-Garcia Loca)

Le chiediamo: Cosa rappresenta questo premio per la Compagnia e in particolare per lei attrice tra le tre protagoniste?

Per il Teatro dell’Accadente rappresenta sicuramente l’ennesima soddisfazione dopo un percorso felice che dura da anni, con numerosi riconoscimenti; per me è una conferma che la mia esperienza pluriennale, soprattutto in ambito teatrale, ha un apprezzamento importante e concorde. E che questo testo, difficile e spesso poco amato, nella rielaborazione drammaturgica e registica, ha stupito ma anche colpito positivamente.

Come vive da attrice questo momento di stasi pandemica e cosa si aspetta dal futuro?

Beh, questo periodo ha bloccato molte iniziative sia con la Compagnia dell’Accadente che per altri nuovi progetti. Nonostante questo, attraverso il web, sto avendo molte soddisfazioni e mi aspetto in futuro di poter riprendere, e non solo io, le attività artistiche che tanto mi fanno sentire appagata nella mia passione verso questo mondo.

Come si è rapportata con Genet e con Solange, il personaggio da lei recitato?

Non conoscevo Genet e ho scoperto la sua difficoltà e complessità, sia come autore che per i caratteri dei personaggi. Ma visto che amo particolarmente i ruoli drammatici che spesso e volentieri mi trovo a recitare, Solange, il “mio personaggio” ne Le serve, mi ha costretto a tirar fuori molteplici sfaccettature sia per l’impegno fisico e la gestione del corpo, nonché per i vari sbalzi di umore che pervadono la stessa. Folle, cruenta, disperata, sadica, dominante ma anche dolce a tratti e severa. Potrei andare ancora avanti. Ho avuto l’imbarazzo della scelta.

Cosa le piacerebbe interpretare in futuro? Quali ruoli affrontare e/o quali personaggi?

Non disdegnerei provare ad impegnarmi in testi di autori particolarmente comici, ma la mia predisposizione è verso il dramma. Amo i testi moderni più del classico. Mi piace fare reading in poesia compresi i recital. Ci sono autori come Annibale Ruccello, scomparso prematuramente, che mi attraggono molto. Oltre al mio amato Pirandello di “Vestire gli ignudi” e del “Come tu mi vuoi”. Anche Shakespeare sarebbe una bella sfida.

Come vede la realtà teatrale in Toscana in merito anche al suo percorso personale?

La Toscana, che ho vissuto essenzialmente a livello di organizzazione spettacoli e rappresentazioni attraverso la Fita e in passato attraverso altre realtà professionali, ha offerto la possibilità di poter avere delle piazze per rappresentare gli spettacoli come Le serve e Xanax (spettacolo di anni fa con la mia regia e presentato dalla Compagnia Teatro d’Autore). Sono diversi i fermenti e le iniziative che hanno mosso il teatro e le compagnie; credo che ci sia sempre molto da fare, soprattutto per avere spazi più accessibili senza costi troppo onerosi. La vicina Liguria, La Spezia soprattutto negli ultimi anni mi ha offerto l’opportunità di esibirmi in diverse produzioni e occasioni. Noto che in questa regione ci sia molta creatività sia in campo teatrale che cinematografico, energie che cercano di tenere alto il valore della cultura. 

Programmi futuri?

Come Teatro dell’Accadente siamo in finale in alcuni premi teatrali compreso il Gran Prix Nazionale Teatro che quest’anno si svolge in Calabria in rappresentanza della Regione Toscana, sempre con “Le serve” di Genet; stiamo aspettando gli esiti. Personalmente mi sto dedicando, visto il periodo restrittivo, alla registrazione di video poesie e brani per concorsi nazionali importanti, incaricata dagli autori. Anche questa esperienza mi sta dando inaspettati riconoscimenti e soddisfazioni. Inoltre, ho in programma un lavoro che mi piace chiamare “multimediale” di grande effetto che inizierò a provare appena possibile: unirà recitazione in versi, mimo e danza. Speriamo di riuscire al più presto.

(foto in alto: Patrizio Molinaro – gentilmente concessa dalla signora Lucia Menapace)