L'Intelligenza artificiale cambia anche il turismo.

Il turismo punta sull’intelligenza artificiale

Come va cambiando il Turismo, gli strumenti digitali al servizio di chi viaggia, le implicazioni per gli operatori e le nuove professionalità.

Viaggiare, per molte persone, rappresenta un’opportunità di svago importante, oltre che di arricchimento culturale. In passato, si sfogliavano cataloghi cartacei alla ricerca di ispirazione e si ascoltavano i racconti di amici rientrati da mete lontane. Oggi, invece, ci si basa molto sulla tecnologia ed è anche l’intelligenza artificiale ad offrire servizi inattesi, che cambiano radicalmente l’idea di partenza, arrivo e permanenza. Organizzare un viaggio può diventare più semplice attraverso piattaforme digitali, chatbot avanzati e sistemi di analisi dei dati. L’innovazione si muove in fretta e si percepisce un notevole fermento tra i professionisti del turismo, le amministrazioni locali e i viaggiatori stessi.

Gli strumenti digitali al servizio di chi viaggia

È molto ricco l’insieme di servizi attualmente a disposizione dei viaggiatori, un numero sempre più ampio grazie anche all’adozione di soluzioni che si basano su reti neurali e algoritmi di apprendimento. Non si fa riferimento esclusivamente ai software pensati per la comparazione di prezzi di voli e hotel, ma di veri e propri ecosistemi digitali capaci di comprendere le preferenze personali e di adattarsi ai gusti di ognuno. Alcune applicazioni danno consigli su itinerari tematici, altre analizzano la cronologia di navigazione per offrire pacchetti e proposte compatibili con lo stile di vita dei viaggiatori.

Inoltre, i chatbot e gli assistenti virtuali sono in grado di rispondere a domande specifiche in tempo reale, eliminando le attese e semplificando molte attività. Basta avviare una conversazione digitale per ricevere indicazioni su come raggiungere un luogo, prenotare una visita guidata o scoprire se un museo è aperto in un determinato giorno.

Questo salto di qualità nasce dal costante scambio di informazioni tra i dispositivi di chi viaggia, i portali specializzati e le reti neurali che analizzano grandi quantità di dati. Il risultato è un’offerta completa e personalizzata, in cui ogni percorso viene disegnato sulle reali esigenze di chi parte e non esiste più l’idea di “turista standard”.

A questo proposito, un caso interessante di integrazione tra turismo e AI riguarda la città di Roma, dove la tecnologia comincia a ricoprire un ruolo essenziale nell’accoglienza dei visitatori. Infatti, è stata creata Julia, chatbot che utilizza il modello GPT-4 di Microsoft e che è stato sviluppato grazie ad una collaborazione tra NTT e l’amministrazione locale.

La nuova tecnologia in questione, in base a quanto affermano le fonti, ad esempio secondo questo sito che si occupa di intelligenza artificiale, è stata pensata per aiutare chi arriva nella capitale in occasione del Giubileo, offrendo indicazioni su orari, monumenti e spostamenti.

La personalizzazione e l’assistenza continua

È evidente che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale abbia generato un cambiamento importante nelle modalità di organizzazione dei viaggi. Se in precedenza la pianificazione avveniva consultando siti poco interattivi o telefonando a un call center, con il rischio di trovare linee occupate, oggi basta digitare una domanda su una chat virtuale e la risposta arriva in pochi istanti. È un’efficienza che si riversa su tutta l’esperienza del viaggio: meno stress, più tempo da dedicare alla scoperta di cose interessanti.

Chi viaggia per la prima volta in una città, così, si trova assistito come se avesse al proprio fianco un amico esperto del posto, che può suggerire, ad esempio, una visita a un mercato rionale o a una chiesa poco conosciuta.

Le implicazioni per gli operatori e le nuove professionalità

L’uso crescente dell’AI nel settore turistico si riflette anche sul mercato del lavoro. Alcune attività di routine possono essere demandate ad algoritmi o chatbot, liberando risorse umane che possono così dedicarsi a compiti più complessi e di elevato valore relazionale. Nei grandi hotel, per esempio, i check-in automatizzati consentono di ridurre code e attese, mentre il personale può concentrarsi sull’accoglienza di qualità, offrendo un trattamento più curato a chi arriva da lontano.

Allo stesso tempo, c’è una crescente richiesta di figure specializzate nella programmazione di sistemi di intelligenza artificiale, nell’elaborazione dei dati e nella gestione delle piattaforme digitali. Questi professionisti collaborano con esperti di comunicazione e con chi lavora in prima linea a contatto con i viaggiatori, per un team variegato e coeso, in cui operano contemporaneamente la tecnologia e la sensibilità umana.

(foto: licenza pxhere – https://pxhere.com/it/photo/398579)