Fabio Massimo Castaldo - Vicepresidente Parlamento Europeo
LUCCA - di Paolo Pescucci

Il vicepresidente EU Castaldo, allarme Morti sul lavoro

di PAOLO PESCUCCI – Nei primi 3 mesi del 2021 ci sono state in Toscana 9.827 le denunce di infortunio sul lavoro.

Prendo l’occasione delle dichiarazioni del Vicepresidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo per focalizzare la situazione della sicurezza del lavoro anche a livello locale. Oltre l’incidente di Prato, che in questi giorni ci ha sconvolto e riportato alla dura realtà dello sfruttamento sul luogo di lavoro, dobbiamo segnalare che nei primi 3 mesi del 2021 ci sono state, in Toscana, 9.827 le denunce di infortunio sul lavoro ed anche in provincia di Lucca abbiamo avuto già 2 morti per infortuni sul lavoro. Occorre andare oltre le parole, siano rinforzate le attività ispettive dell’Inail, delle ASL e delle forze dell’ordine.

Le dichiarazioni del Vicepresidente Castaldo

“In appena quattro mesi dall’inizio dell’anno, in Italia, 185 persone hanno perso la vita sul lavoro, l’11,4% in più rispetto allo scorso anno: sono madri, padri, sorelle, fratelli e figli che non ritorneranno più tra i loro cari. La domanda che dobbiamo porci è se sia possibile accettare che, in un Paese civile come il nostro, si possa ignorare che gli investimenti sulla sicurezza siano prioritari e non semplicemente un mero spreco di risorse”. A dirlo il Vicepresidente del Parlamento europeo ed esponente del Movimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo nel giorno in cui a Prato, a due giorni dalla tragica morte di una giovane operaia impegnata a un orditoio, i sindacati hanno proclamato sette ore di sciopero e organizzato un presidio in piazza insieme con i lavoratori del distretto tessile, mentre è atteso per oggi pomeriggio il ministro del Lavoro Andrea Orlando.

“Il distretto tessile di Prato – ha aggiunto – sta risentendo, come e forse più di tanti altri settori produttivi, della crisi pandemica che ha colpito trasversalmente il mondo intero. Ciò deve farci riflettere e, soprattutto, deve fornire un forte impulso a fare di più. Quel che serve all’economia di quest’area non è solo una ripartenza ma una giusta ripartenza, uno slancio con il quale si compia una rivoluzione che vada a tutto vantaggio della formazione dei lavoratori e della tutela della loro stessa vita. Lo dobbiamo a Luana, lo dobbiamo a Cristian, morto ieri in un’azienda in provincia di Varese, e lo dobbiamo a tutti coloro che sono morti semplicemente perché a prevalere è stata la logica del profitto o della sopravvivenza di una piccola azienda di fronte alla concorrenza più o meno leale”.