SPORT, SPORT DALLA TV - di Tommaso Gardella

Il wisbase jumping è uno degli sport più elettrizzanti

Il wisbase jumping è uno degli sport più elettrizzanti, ma richiede molto tempo, soldi, sacrifici, pratica, e anche un filo di pazzia.

Quando parliamo di sport estremi, nulla è più estremo di indossare una tuta, un casco e buttarsi da un dirupo con l’unico scopo di disegnare vie il più estreme possibile, sfiorando il costone delle montagne, passando tra due rocce o rasentando il suolo a più di 180km/h, per poi aprire, in tutta tranquillità, il paracadute e godersi la vista fino all’atterraggio.

Questo è il wisbase jumping e da quando è stato inventato è uno degli sport più elettrizzanti che ci siano, capace di farti provare emozioni indescrivibili e difficilmente ripetibili ma allo stesso tempo, parliamo di una disciplina che per essere praticata richiede molto tempo, soldi, sacrifici, pratica e, ovviamente, pazzia.

Bisogna, però, fare subito una distinzione paracadutismo e B.A.S.E. – un acronimo che sta per Buildings (edifici), Antennas (torri abbandonate o simili), Span (ponti) e Earth (terra); ovvero tutti i luoghi possibili da cui ci si può lanciare per spiccare il volo – jumping, attività spontanea non regolamentata e vietata in molti Paesi per i molti decessi connessi.

Per capirci, il paracadutismo sta al basejumping come la MotoGP alle gare tra le strade montuose la domenica pomeriggio e, nonostante la MotoGP non sia una passeggiata è uno sport relativamente sicuro se praticato in sicurezza e nel modo corretto.

Le wingsuit fecero la loro prima comparsa in torno agli anni ’30 con i cosiddetti ‘birdmen’, i primi pionieri sperimentatori che riuscivano a mala pena a stabilizzarsi in volo e a fare qualche evoluzione, ma il merito di aver messo a punto la prima vera tuta alare va al francese Patrick de Gayardon, che fu il primo a capire che per creare la perfetta tuta alare ci si dovesse ispirare ai mammiferi anzichè agli uccelli e in particolare ai patagi, i cugini volanti di Cip e Ciop.

I primi studi, che partirono nel 94, riprendevano quelli di Giovanni Carta – o John Carta -, aviatore paracadutista nato ad Alghero ma naturalizzato americano. Vero pioniere del moderno B.A.S.E jumping moderno, fu il primo ad atterrare sul World Trade Center e a cimentarsi in imprese come lanciarsi con una moto da una rampa sopra il Foresthill Bridge, il ponte più alto della California non lontano da San Francisco.

Il 31 ottobre del 1997, sul Monte Bianco, venne compiuta l’impresa. Gayardon è il primo uomo sulla terra a volare senza aiuto di componenti meccaniche, percorrendo più metri in avanzamento che perdendone in caduta. Un tuffo da 6.000m e un volo lungo più di 6km entrati nella storia dell’uomo, possibili grazie alla presenza di due strati di tessuto sovrapposti e cassonati che, gonfiandosi, aumentano la durata di planata orizzontale, diminuendo la velocità di caduta e offrendo quindi una sensazione di discesa libera più controllata nella quale puoi fare più o meno quello che vuoi.

Una manna per gli adrenalinici dell’estremo!

(foto: Free-Photos – licenza pixabay https://pixabay.com/it/photos/salto-acqua-piscina-all-aperto-1209647/ )