Home CULTURA E SOCIETA'Commenti (Brunello Volpe) La riduzione dei parlamentari e altre notarelle

La riduzione dei parlamentari e altre notarelle

by Brunello Volpe

Sarà populismo…. Ma  devo dire che il taglio dei parlamentari (anche se,  si sa che non risolve) mi fa molto piacere. Ci volevano gli “incapaci” ad obbligare l’oligarchia politica a fare una cura dimagrante. Solo in pochi hanno avuto il coraggio di votare contro, chiaro segnale anch’esso di ipocrisia della casta. Qualcuno continuerà a sostenere che non risolve il problema, ma francamente mi viene da pensare che provvedimenti di questa entità vorrei fossero votati spesso dal nostro parlamento. 600 parlamentari rispetto a oltre 1000 non sono poi noccioline.
Appoggiando Renzi… Sembra impossibile che qualcuno trovi il coraggio, ma anche la faccia appropriata, per appoggiare una eventuale formazione politica che abbia come riferimento Matteo Renzi. E’ veramente straordinario che persone che non hanno incarichi dipendenti da questo signore (almeno credo), trovino la convinzione necessaria per sposare una causa e un personaggio politico ormai del tutto esaurito (bollito). E’ veramente un grande atto di fede. Almeno, che non vi siano possibilità future che noi comuni mortali ignoriamo. Leggo della nascita del nuovo partito anche a Viareggio e… Conoscendo la ex senatrice che in tempi passati fu miracolata dal fato benigno, colei che portò insieme ad altri personaggi in cerca di autore nella nostra città l’attuale sindaco presentandolo come il Messia salvatore, ovvero in realtà confezionando  un discreto bidone, atto rapidamente rinnegato, allontanamento dalla loro invenzione compiuto insieme ad altri “buontemponi” che in modo progressivo si sono sfilati dalla compagnia di Capannori…  Tutto questo lascia pensare ad una rapida conclusione di questa nuova storia renziana, alimentando il sospetto che queste signore siano alla ricerca da tempo di un autore che dia loro una parte importante nel film. La fede, in fondo, è una cosa seria. Che non cangia dalla sera al mattino.
L’estate è finita e se fosse stata necessaria una ennesima riprova… Sia lui direttamente che la sua compagine di governo non hanno brillato nel coinvolgimento delle residue forze della città,iIn quello che doveva essere il progetto di rinascita più volte ribadito. L’assenza di presenza, di guida, si nota e si è notata nella quotidianità di questi anni. L’estate è trascorsa, di giornaliera desolazione, con due sole giornate che comunque non possono certo ritenersi sufficienti per sanare la pochezza complessiva riscontrata nell’insieme della stagione. Lo stesso apparato comunale, quasi del tutto invisibile, non presente, nascosto. Una città che sta vivendo il suo declino con rassegata tristezza. Adesso che si stanno per concludere i tempi di legislatura (voto di primavera), si può e si deve commentare questa esperienza, voluta e certamente ricca di attese e aspettative. Se non si può, in tutta onestà, definire la stessa in modo negativo, non è altrettanto possibile assegnarle un buon voto. Sicuramente, come dicevano i professori, avrebbe potuto fare di più e meglio. Questa esperienza amministrativa vissuta attraverso una figura estranea rispetto alla tradizione locale, priva non per sua colpa delle conoscenza necessarie della storia e del tessuto cittadino, avrebbe potuto rivelarsi peggiore di quello che si è visto. Il punto forse più dolente di questa esperienza rimane lo stallo che la città sta vivendo. E la mancanza totale di possibilità reali di rilancio vero, turistico e residenziale. Inoltre, questa incapacità personale del sindaco di non riuscire ad entrare in sintonia con la città e la sua essenza (quella rimasta) resta il punto cruciale per una sua riconferma. Questo mio pensiero non pretende di essere maggioritario nel sentire dei cittadini di Viareggio, semplicemente esprime una preoccupazione reale riferibile a quello “Stallo”, all’immobilità declinante, priva di energia innovativa che vediamo ogni giorno guardandoci intorno.

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