Home COMMENTIPENSIERI BREVI - di Pier Franco Quaglieni I primi vent'anni del nuovo secolo

I primi vent'anni del nuovo secolo

by Pier Franco Quaglieni

Sono passati vent’anni da quando salutammo pieni di speranza il 2000, contenti di liberarci dal retaggio ideologico del Novecento caratterizzato da due guerre mondiali,rivoluzioni e dittature intollerabili. Ci illudevamo di mettere alle nostre spalle un passato fatto di violenza e di sangue , anche se il 900 è stato anche un secolo di straordinarie e sconvolgenti soperte scientifiche. E’ bastato il tragico attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri gemelle a riportarci con i piedi per terra. La storia non era finita con la fine del comunismo, come si pensava ottimisticamente ,ma era più che mai vitale attraverso il nuovo mostro rappresentato dal terrorismo e dal fondamentalismo islamico. Ma questo non basta perché  la crisi nata negli Usa e diffusasi in tutta Europa e il globalismo hanno distrutto  le diverse economie. Nuovi colossi come la Cina e l’India minacciano l’Europa che è sempre più marginale se è vero che gli Stati Uniti con Trump hanno rinunciato di fatto ad un rapporto di vera alleanza con lei, imponendole dei dazi.

Quel poco di buono che era stato faticosamente costruito nel secolo passato, e’ andato o sta andando definitivamente in fumo.Restano solo le nefaste eredità negative dell’ individualismo esasperato, dell’edonismo, del sesso sfrenato, dell’uso più o meno legalizzato  di droghe. I valori etici di ogni tipo,laico o religioso, sono sotto i piedi e la vita e’ diventata una lotta nella giungla, un homo homini lupus  in cui la violenza predomina. Forse la vita è sempre stata così. Basta leggere Hobbes e Machiavelli per rendersi conto della realtà. Ma oggi , a causa della tecnologia di cui possiamo fare uso, i danni che possiamo provocare sono immensi rispetto alle zanne del lupo.I valori cristiani che potrebbero aggregare una società migliore appartengono a pochi e le chiese sono vuote ,anche se c’è chi specula  tristemente sulla religione . E’ certo che “ le magnifiche sorti e progressive dell’umanità “ su cui ironizzava Leopardi ,non sono più pensabili . Il progresso non si può più vedere come un fatto solo positivo. Questi ultimi vent’anni hanno posto all’attenzione di tutti il problema dell’ambiente che molti hanno sottovalutato in Europa o del tutto ignorato in Cina. E’ certo in ogni caso  che i primi vent’anni di questo nuovo secolo sono migliori  dei primi vent’anni del secolo scorso perché non abbiamo vissuto la tragedia della Grande Guerra e gli sconvolgimenti successivi al periodo bellico. Ma stiamo soffrendo di una instabilità politica molto forte e ben presente in molti Paesi, in governi fragili e spesso inetti. Sono in drammatica crisi la democrazia novecentesca  e le sue forme rappresentative.

La stessa democrazia liberale sembra appannata o addirittura rifiutata come un elemento di debolezza. La simpatia verso uomini forti e’ preoccupante e genera confronti con  quanto accadde cento anni fa anche se la storia non si ripete mai e chi crede che invece possa replicarsi sbaglia o vuole fare della rozza  strumentalizzazione politica . Certamente vanno reinventate le forme di partecipazione alla vita politica e i partiti novecenteschi non sono più adeguati, sia quelli storici, sia quelli più recenti. E’ un discorso non solo italiano,ma europeo e in fondo non solo europeo. Auguriamoci che il 2020 porti nuove idee e nuove proposte per uscire da una crisi che sembra senza vie di uscita. Non credo sia Greta la nuova stella a cui guardare per sperare in un avvenire diverso. Occorre l’impegno di tutte le intelligenze più illuminate , al di là delle divisioni politiche contingenti,capaci di guardare lontano,ma anche vicino.

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