DIARIO - di Moreno Bucci, OPINIONI

Intercettare da’ anche la licenza di uccidere?

Un altro risvolto delle intercettazioni ambientali per indagini di giustizia, il caso di “Giuseppe” che probabilmente non è il solo in Italia

Giuseppe non ha pace. Ci aveva raccontato, lo scorso dicembre, dei disturbi che lo avevano colpito, dopo alcuni mesi che era stato sottoposto ad un microfono direzionale per intercettazione, a dieci metri dalla sua finestra. Questi apparecchi funzionano ad onde hertz. Sono molto pericolosi.

Giuseppe ne risente ancora in molti campi. Qualcosa alla testa, con fitti dolori molto persistenti, poi sulla pelle: dermatite, nuovi nei, fenomeni venosi; poi dolore ad un orecchio con scrocchio mandibolare,  dolore alla gola, dolori muscolari sparsi per il corpo, diminuzione del visus, dolore ai testicoli, dolori tendinei, catarro, perdita di memoria, incontinenza, gonfiore dita  e piede. Poi sudori non giustificati dalla temperatura di casa.

Il confinamento del coronavirus ha peggiorato la situazione, poiché, più restava in casa, più era sottoposto a bombardamento continuo, 24H  su 24, di onde hertziane.

Vicino al Natale dello scorso anno “Pippo” (così  Giuseppe ha chiamato quel giovanottone scuro) si è dato da fare. Gli è venuto in aiuto uno che ha chiamato “Zaza”: sono state modificate le frequenze. Non tutto tutti i giorni. Era troppo forte. No, hanno modulato le frequenze, così che i disturbi non si accumulano, ma si distribuiscono nei diversi giorni. Come sono umani!

Oddio, a me viene in mente il Dottor Mengele. E, comunque Giuseppe non ha scampo.

Ecco, io mi chiedo se esiste una deontologia in questo “mestiere”. Sappiamo che di solito c’è un ufficio di polizia che intercetta, ma certamente viene fatto ricorso anche a ditte private. Questi possono fare quello che vogliono? La tecnologia offe ottimi prodotti, ma se nuocciono alla salute dell’intercettato, non c’è deontologia?  E’ permesso egualmente? E’ la “Ditta” che decide, o si tratta di un’iniziativa “brillante” dell’operatore? Se lo sono posto il problema gli inquirenti?

Giuseppe ha in mente di scrivere un “trattatello” sulla frequenza dei suoi disturbi nel tempo. Potrebbe mandarlo alla rivista “Lancet”.

Il “Virus 1H9” si è anche manifestato impresso sulla tendina antizanzare

La tendina anti-zanzare fotografata il 17 novembre 2019
La tendina anti-zanzare fotografata il 15 giugno 2020

Nota

(* http://www.fe.infn.it/u/spizzo/met_fis/onde%20elettromagnetiche/effetti_biologici.pdf )

Recentemente numerosi studi hanno messo in evidenza i possibili effetti nocivi dei campi elettromagnetici sull’uomo; effetti la cui entità dipende sia dal tempo di esposizione, sia dall’intensità dei campi, sia dalle eventuali sinergie con altri fattori inquinanti.

Effetti biologici prodotti da campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde

Per i campi ad alta frequenza bisogna distinguere principalmente tra due tipi di effetti: quelli cosiddetti “termici” e quelli “non termici”. Gli effetti termici sono dovuti al fatto che i campi elettromagnetici ad alta frequenza inducono un riscaldamento dei tessuti che è causato dall’acqua in essi contenuta, in quanto questa possiede proprietà dielettriche tali per cui l’energia elettromagnetica trasportata dall’onda incidente si trasforma in calore. In base alle caratteristiche peculiari del tessuto (tra le quali forma, orientamento, composizione, dimensioni, ecc.) e alla frequenza dell’onda elettromagnetica incidente, si possono formare dei fenomeni parziali di risonanza tissutale con formazione di “punti caldi”, ovvero zone in cui la formazione di calore è particolarmente accentuata.

A questo meccanismo si può poi associare anche un’accentuata sensibilità da parte degli organi del corpo umano interessati dall’esposizione. Occhi, testicoli (prove su animali hanno per esempio dimostrato che anche esposizioni brevi, con intensità di 100÷200 mW/cm2 , possono provocare l’insorgere della cataratta e di una temporanea sterilità), nonché alcune zone del cervello e, più in generale gli organi con scarsa circolazione sanguigna (che favorisce la dispersione del calore) e bassa conducibilita’ termica sono risultate essere le zone più sensibili. Quando l’aumento della temperatura in corrispondenza di queste zone è molto accentuato, ovvero il campo elettromagnetico associato raggiunge valori elevati (condizione che si può realizzare solo in situazioni particolari, quali quelle riscontrabili in alcuni ambienti lavorativi), si può avere morte cellulare e necrosi tissutale, con segni fisici evidenti.

Gli effetti non termici dei campi elettromagnetici ad alta frequenza sono tutto sommato simili a quelli descritti per i campi elettromagnetici a bassa frequenza per quanto concerne gli effetti a lunga scadenza, mentre per quanto riguarda gli effetti a breve termine vanno sottolineate le interferenze che tali campi possono generare su pacemakers cardiaci (in particolare a frequenze tipiche della telefonia cellulare). Sono infatti state segnalate alterazioni del sistema atriale e secondariamente inibizione del segnale ventricolare. Tale inibizione, se si protrae per più di alcuni secondi, può essere clinicamente molto rilevante. Altri effetti secondari possono essere dati da una manifesta ipersensibilità ai campi elettromagnetici di cui numerose persone soffrono, con sintomatologia assai variabile che può consistere in astenia di grado più o meno marcato, nervosismo, sapori metallici, insonnia, dermatiti rosacea-lieve di maggiore o minore intensità, ecc.