Jova Beach. Diamo a Cesare quel che è di Cesare

JOVA BEACH/1 – (VIDEO) Chi ama la musica ama il mondo. La polemica non basta per un evento fatto da centinaia di migliaia di giovani.

Non capita spesso di registrare nella cronaca ottantamila persone provenienti da ogni parte d’Italia riunite per partecipare a un evento. Comprendo l’attenzione dei media interamente rivolta alla crisi energetica, le imminenti elezioni politiche, la guerra in Ucraina. Tuttavia, ottantamila persone (l’ultima tappa del tour sulla spiaggia di Viareggio), giovani per lo più, dovrebbero smuovere almeno la curiosità di chi fa opinione pubblica: fosse solo per cercare di capire. Un numero del genere potrebbe essere associato alla capienza dello Stadio di San Siro, due volte gli spettatori del Juventus Stadium, alla messa in piazza San Pietro per la Domenica delle Palme erano presenti 50.000 fedeli (se poi sommiamo le date del Jova Beach già svolte a Lignano Sabbiadoro, Marina di Ravenna, Aosta Gressan, Albenga Villanova, Marina di Cerveteri, Barletta, Lido di Fermo, Roccella Ionica, Vasto, Castelvolturno, i numeri assumono una dimensione di massa impossibile da ignorare. Non si tratta di stilare una classifica. E sarebbe troppo scontato confrontare questi numeri con quelli che la politica oggi è in grado di riunire in una piazza. Un evento come il Jova Beach rimarrà un segno nella storia del costume italiano, come lo è stato Notre Dame de Paris di David Zard: un giorno, quando l’Italia uscirà dalla sua depressione morale, qualcuno sicuramente ritornerà su queste pagine per capire meglio le contraddizioni in cui l’Italia ha vissuto.

Tra le diverse chiavi di lettura è prevalsa fino ad oggi solo la polemica ambientalista: la compatibilità o meno del Jova Beach con i siti naturali prescelti per accogliere un pubblico di queste dimensioni. Iniziamo, quindi, questo viaggio con un’anteprima: il prima e il dopo la festa di Viareggio avendola seguita da vicino (penultimo appuntamento del tour che si è concluso a Milano Bresso il 10 settembre con la presenza di oltre 55.000 persone fino a notte fonda).

Un aspetto del dietro le quinte. La simpatia o meno verso Jovanotti, la diversità di opinioni sui luoghi prescelti e sulla logica commerciale dell’evento, non impediscono l’osservazione obbiettiva di un’eccellenza italiana rappresentata dai produttori e organizzatori dello spettacolo dal vivo. Si è sempre parlato e scritto poco di loro, ai quali non raramente si deve anche il successo dei grandi nomi: li potremmo definire dei direttori d’orchestra considerando la quantità di figure professionali (fino all’ultimo addetto alla sicurezza e all’approvvigionamento dell’acqua e del cibo), da sincronizzare per rendere possibile a ottantamila persone di vivere un giorno liberamente gioioso.

Organizzare un grande spettacolo può comportare anche l’assurdo, quello che si vede in questo video, ma che in realtà rivela l’anima dei veri organizzatori di musica dal vivo. Perché chi ama la musica ama il mondo. La PRG di Claudio Bertini e Massimo Gramigni ha organizzato il Jova Beach di Viareggio. (AB)