Jova Beach. Viareggio dopo la sbornia

di SILVIO BERTOLDI – Il contributo del Comune per lo spettacolo mentre la città rimane senza lo Stadio, il Politeama è chiuso, il vuoto.

Dopo la sbornia del discotecone viaggiante sulle fragili spiagge italiane cosa resterà?
Tutto oggi pare concesso, i media all’unisono ripetono uno stanco ritornello, sottolineando i grandi incassi dell’evento. Nel mentre le attività economiche del fu Vialone ci fanno capire che non è proprio stato cosi.

Un contributo di ben 250 mila e quasi 20 mila per la protezione civile che mancheranno dalle nostre casse, mentre Viareggio affonda senza un progetto per il Politeama, lo Stadio, questo sconosciuto, il Centro Vasco Zappelli e tanto altro ancora. Contributi dati a un privato per un evento privato, questo il nuovo che sa di vecchio.

Una parte degli ecosistemi è stata tutelata, ma sarebbe stato così se tutto il mondo dell’ambientalismo non avesse rivolto uno sguardo su quest’area preziosa dal punto di vista ambientale e paesaggistico? La risposta è no e si palesa negli atti.

In tutto questo ne esce molto sminuita l’amministrazione comunale che fino all’ultimo ha mostrato le sue debolezze, una capacità mostrata nel palesare numeri di partecipanti, ma senza uno studio di settore per capire se veramente quel contributo aveva senso. Un contributo molto più basso in altre realtà ricordiamocelo.

Una città sotto assedio tra divieti, limitazioni delle libertà di movimento e tutto per un evento dove la maggioranza dei partecipanti si sono spostati con treni, pullman e parcheggi a pagamento. Una città oggi vuota che pare aver già dimenticato la transumanza dei due giorni precedenti.

Adesso, nostro malgrado, ci attendiamo una nuova offensiva sul piano ambientale, la riproposizione dell’Asse di Penetrazione con tutti i media locali a rispolverare i comitati cittadini composti da due o tre cittadini vicini al palazzo. Oramai è così…

Resta, a un anno dalla grande manifestazione contro la Ciclovia Tirrenica alla Lecciona, la soddisfazione di essere riusciti a fare squadra su temi oggi fondamentali e a difesa del Parco, un Parco che oggi interessa a molti, forse fin troppo. Riaver rimesso al centro dell’attenzione le procedure autorizzative è stato un grande successo, speriamo che all’interno della macchina comunale sappiano riconoscere il merito delle realtà associative.