Spiaggia libera di Viareggio

Jova Beach Viareggio. No scaricabarile please!

di ALDO BELLI – Aperto un fascicolo dalla Procura della Repubblica di Lucca, il Comune di Viareggio è co-organizzatore del Jova Beach Party.

Il megaraduno musicale di Jovanotti fa discutere in Italia (meno del dovuto). Il 2-3 settembre è atteso sulla spiaggia di Viareggio, e anche qui è balzato agli onori della cronaca (e non per la musica). Confesso di non avere capito molto (tra il grande e il piccolo mondo).

Per la tappa di Viareggio abbiamo capito che qualcosa ancora manca per le autorizzazioni. A confermarlo è stato il sindaco nell’intervista rilasciata domenica al quotidiano La Nazione: “Le questioni amministrative e burocratiche verranno risolte dai professionisti incaricati dall’organizzazione”. Ovvio che quel “verranno” conferma che un problema esiste. E non da poco, trattandosi di Nulla Osta per dare corso alla preparazione e allo svolgimento del Jova Beach (a soli dieci di giorni dal grande evento). Il Ministero della Cultura attraverso la Soprintendenza competente anche alla tutela paesaggistica avrebbe chiesto “approfondimenti”: non sappiamo di che tipo. Ma poiché di “tutela paesaggistica” si tratta, presumiamo che riguardi l’idoneità del luogo prescelto: ovvero, la spiaggia libera del Muraglione a levante di Viareggio. Rimanendo al piccolo mondo, l’attenzione al territorio del ministero ci conforta, mi auguro che con uguale zelo prima o poi la Soprintendenza (competente per le Belle Arti) conforti l’opinione pubblica anche sulla scomparsa viareggina della statua del maestro Giulio Turcato, per altro donata alla città.

Abbiamo capito poi, che anche a Viareggio niente di nuovo sotto il sole. Specchio del paese nella supponenza e nello scaricabarile. La collocazione della dichiarazione del sindaco proprio all’inizio dell’intervista, suona così: intanto chiariamo subito, un problema sì esiste, ma non riguarda l’efficienza del Comune di Viareggio bensì gli “organizzatori”. Il giornalista, forse per distrazione nella paginata di giornale, si è dimenticato di chiedere al sindaco chi fossero gli “organizzatori”. E il motivo, sempre forse, è comprensibile: il Comune di Viareggio è “co-organizzatore” del Jova Beach Party (quindi organizzatore a tutti gli effetti, con ingente intervento delle casse comunali) insieme alla produzione di Jovanotti. A dichiararlo ufficialmente è il comandante della Polizia Municipale dottoressa Iva Pagni. Il distacco celestiale con il quale si esprime il sindaco, come se gli “organizzatori” fossero altra cosa dall’amministrazione che lui guida, pertanto suona male. Di ogni problema riguardante il Jova Beach, quindi, risponde anche il Comune insieme alla produzione di Jovanotti. Alla fine “prevarranno buon senso e correttezza” dice il sindaco. Io continuo a pensare che i vincoli imposti dalla legge si risolvono applicando la legge e rispettandola, o contestandola alla luce del sole se ritenuta sbagliata; il buon senso rappresenta, invece, il comportamento da tenere in quanto pubblici amministratori affinché i problemi non si creino.

L’idoneità del luogo sollevata dagli ambientalisti e da Italia Nostra avvicina il piccolo e il grande mondo. Nel problema autorizzativo ricadrebbe, infatti, la Valutazione di Incidenza Ambientale, a quanto pare mancante a Viareggio e ritenuta da Italia Nostra obbligatoria per legge. Io cancellerei l’80% delle leggi vigenti in Italia, ma il nostro potere politico vive storicamente di burocrazia e gli italiani anziché abbattere la burocrazia preferiscono aggirarla. Può essere, quindi, che anche la pretesa necessità di una autorizzazione paesaggistica nel caso del Jova Beach sia un orpello del tutto esagerato. Ciò non toglie (anche indipendentemente dagli imperativi di legge) che la natura è una cosa seria: dire che l’arenile del Muraglione sia sabbia di riporto non significa niente per qualificare il suo valore naturalistico, anche la pineta di Viareggio è artificiale e non per questo ha meno valore; l’arenile del Muraglione è oggi la spiaggia più bella di tutta la costa versiliese, con una trasparenza del mare da fare invidia, sentirla trattata come un ammasso insignificante di rena l’ho trovato semplicemente di cattivo gusto.

La verifica di sostenibilità ambientale sollevata da Italia Nostra si basa sull’effetto che 70-100.000 persone contemporaneamente generano nell’ecosistema, suffragata da docenti della materia. Mi pare una richiesta ragionevole. Dopo anni di litanie sull’asta degli stabilimenti balneari, finalmente qualcuno ha posto all’attenzione della cronaca che le spiagge sono anche un valore da tutelare al di là della loro immediata produzione di ricchezza economica. Italia Nostra ha fatto il proprio dovere, mostrando che in Italia esistono ancora organizzazioni che non si sono asservite al potere politico e continuano le proprie battaglie per il bene comune. Il sindaco di Viareggio (come altrove) ha il dovere, dunque, di fare sapere ai cittadini se la spiaggia del Muraglione sia una natura viva o una natura morta: nelle forme previste dalla legge ovviamente. Se lo si era dimenticato, questa è l’occasione per redigere la Valutazione di Incidenza Ambientale, utile per il presente e per il futuro.

Il rischio di questa accesa polemica è che si generi in Italia un nuovo ostracismo nei confronti della musica dal vivo, un conflitto tra la musica e l’ambiente. Oltre che amico, ho lavorato con i due più grandi produttori-organizzatori di musica live che hanno segnato il costume italiano (e debbo aggiungere, rischiando sempre in proprio senza contributi pubblici). Se fossero ancora vivi potrebbero dire molto della fatica per dimostrare che la musica è vita e non distrugge gli stadi, le piazze e gli spazi. E proprio perché la musica è vita rispetta l’ambiente.

Ma poiché l’ambiente come anche la musica oggi, non sono esenti da estremismi ideologici e dal Dio Denaro, ecco allora la necessità, vorrei dire l’urgenza, di una normativa e di una pratica di chi governa che riconosca questo meraviglioso connubio tra la musica e l’ambiente, i luoghi delle città, che rappresentano il suo corollario di bellezza. I luoghi, la natura, devono essere salvaguardati dall’usura del tempo e degli uomini, ma non sono stati creati per vivere in solitudine, per questo ci sono i deserti.

Conosco molto bene il fondatore della PRG, l’organizzazione toscana del Jova Beach Party (non mi spingo a dire amici fin da ragazzi per non comprometterlo politicamente, tant’è che è scomparso nella mia rubrica telefonica e quindi può stare tranquillo): potrei però mettere le mani sul fuoco che l’arenile di Viareggio dopo il concerto sarà più pulito ed ordinato di prima, e che Massimo non offenderebbe mai l’ambiente neppure per profitto personale.

Ciò non toglie che l’obbiettiva e scientifica valutazione dell’idoneità dei luoghi è il primo strumento per impedire il conflitto tra la musica e l’ambiente. Ma questo rimane un dovere di chi governa le città e il paese. Come nel caso di oggi, dove il titolare della concessione dell’area è il Comune di Viareggio.

Ultim’ora.

Il sindaco ieri alle 10.11 aveva postato su Facebook: “E con questa comunicazione possiamo considerare conclusa anche l’ennesima polemica estiva viareggina. L’Arpat chiarisce che la spiaggia del Muraglione NON è habitat finale e le specie vegetali NON sono specie protette. Buona giornata”. Probabilmente non sono tutti del medesimo avviso (il che è già un fastidio a prescindere per il primo cittadino): il Corriere della Sera (Simone Innocenti) questa mattina ha pubblicato che “la Procura di Lucca ha aperto un’inchiesta sul Jova Beach Party” ipotizzando “il 733 bis del codice penale, vale a dire il reato che configura la distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto. Il fascicolo è contro ignoti e nessuna persona — almeno per il momento — è iscritta sul registro degli indagati”. L’inchiesta sarebbe nata a seguito di un esposto presentato da un’associazione ambientalista con lo studio redatto dal professor Giovanni Baccaro dell’Università di Trieste.

Per TOSCANA TODAY, come sempre, nessuno è colpevole fino a prova contraria. Attendiamo di vedere gli sviluppi.