8 settembre 1990: moriva Cosimo Zappelli, grande alpinista nella storia italiana

Viareggio & la Versilia hanno sempre proposto – non solo nello sport – storie che a prima vista possono sembrare bizzarre ma che conoscendole a fondo, incontrando i personaggi o i loro familiari, proiettano sull’ideale palcoscenico uomini di grande personalità e carisma. Un esempio? Stefano Ticci, il versiliese doc amante del mare, che vince una medaglia olimpica in una disciplina lontana anni luce dalla spiaggia come il bob a due. Un altro grande esempio di questa – apparente – bizzarria è la storia di Cosimo Zappelli, uno dei più grandi alpinisti della storia d’Italia, nato e cresciuto nel quartiere marinaro per eccellenza di Viareggio, la Darsena.Ma perché oggi parliamo di Cosimo Zappelli? Semplicemente perché ricorre proprio in queste ore l’anniversario della sua tragica scomparsa: era l’8 settembre 1990 quando arrivò la notizia dell’incidente in montagna, sul massiccio del monte Bianco, nel quale perse la vita Cosimo Zappelli, presidente delle guide alpine di Courmayer. Zappelli era stato rapito dalla passione per la montagna dopo avere fatto conoscenza delle Alpi Apuane. Un dolce rapimento nel cuore e nell’anima che l’aveva portato – lui, infermiere professionale – lontano da Viareggio a contatto con le Alpi. Nel suo curriculum, tante scalate. Un personaggio di spessore mondiale. Sarebbe bello che la città di Viareggio – visto che fra un anno ricorrerà il trentennale della scomparsa (sicuramente i soci del club alpino locale ci staranno già pensando) – ricordasse uno dei suoi figli più noti con qualche iniziativa. Un’ultima curiosità in questo caso calcistica: nella storia centenaria del calcio viareggino c’è anche il nome di Cosimo Zappelli visto che ha preso parte ad una partita del campionato di Promozione toscana 1952-53 nella trasferta di Vernio. D’altronde il calcio lo aveva in casa visto che il padre Giacomo era stato già giocatore delle zebre e poi collaboratore della società bianconera e infine segretario delle ‘Vecchie Glorie del Viareggio’.