La bella stagione influenza la psiche, ecco come

Scopriamo i legami tra il benessere psicologico e la primavera, dagli effetti positivi alle possibili problematiche

La primavera è arrivata da tempo ad allungare le giornate, regalando più ore di luce e temperature miti. Un cambiamento di stagione accolto in genere con gioia, un risveglio della natura dopo lunghi mesi di freddo. Non tutti, però, reagiscono allo stesso modo alle variazioni stagionali. Non mancano gli estimatori dell’inverno e dell’autunno, decisamente più a loro agio in quei periodi dell’anno.

L’arrivo della bella stagione influenza concretamente la nostra psiche. Dal modo in cui reagiamo deriva il nostro atteggiamento verso la primavera.

In questa fase le giornate lunghe e calde portano le persone a trascorrere più ore all’aria aperta. Ciò comporta, naturalmente, un’esposizione ai raggi solari superiore rispetto all’autunno e all’inverno. Il sole aumenta nell’organismo la produzione della serotonina, l'”ormone del buonumore” associato a sensazioni di benessere.

In inverno, oltre a disporre di un’illuminazione solare più ridotta, un altro fattore contrasta la serotonina. Si tratta di una proteina chiamata REST, il cui tasso nell’organismo è più alto nella stagione fredda. La sua azione inibisce la produzione di serotonina.

Altri effetti positivi della primavera

La primavera ha anche influenze indirette sulla sfera psicologica. Ad esempio, praticando più attività fisica all’aperto (anche semplici passeggiate) favoriamo il rilascio di endorfine, altri ormoni che inducono piacevoli sensazioni. Contempliamo inoltre la natura che rifiorisce; i paesaggi naturali rigogliosi suscitano reazioni distensive, come testimoniano diversi studi scientifici.

Secondo l’Attention Restoration Theory dei coniugi Kaplan, psicologi americani, passeggiando in mezzo alla natura godiamo anche di un “recupero dell’attenzione”. In pratica la nostra capacità attentiva si rilassa, perché ci troviamo in un luogo simile all’habitat in cui la nostra specie si è evoluta per secoli. L’attenzione vaga esplorando l’ambiente con naturalezza spontanea: il contrario di quanto avviene nel caos urbano, dove dobbiamo forzarci a tenere “sotto controllo” vari stimoli artificiali, dalle auto in movimento ai semafori.

Possibili problematiche

Da quanto abbiamo visto, è evidente che l’arrivo della bella stagione possa avere effetti positivi sul benessere psicofisico. Eppure, non sempre le reazioni che suscita sono piacevoli. Ad esempio, le giornate più lunghe e la vita più attiva, soprattutto all’aria aperta, rischiano di indurre momentanee alterazioni del ciclo sonno veglia che possono sfociare nell’insonnia. Diventa più che mai opportuno mantenere le abitudini e una corretta “igiene del sonno”: andare a letto alla solita ora senza attardarsi alla TV o al PC, garantire una temperatura giusta (né troppo calda né troppo fresca) della stanza in cui si dorme, non lasciarsi tentare dalle “sieste pomeridiane” che possono alterare ancora di più i ritmi.

Una condizione particolare riguarda le persone con depressione. Con la vita che si risveglia e una generale sensazione di buonumore e brio nell’aria, possono sentirsi ancora più sole e “diverse” dagli altri, aggravando il disturbo.

Al di là di queste “controindicazioni”, in genere l’arrivo della primavera si rivela un toccasana per i sensi e per la psiche, reduci dal freddo e dall’oscurità dell’inverno. Basta evitare di “strafare”, fiondandosi in un’iperattività stressante.

Questo articolo è un testo puramente informativo e non rappresenta in nessun modo prescrizioni o consigli medici.