Viareggio
DIARIO - di Moreno Bucci, FOCUS, Focus Attualità

La bellezza di Viareggio in funzione dei supermercati

di MORENO BUCCI – A chi si pone la domanda, basta fare un giro su Google Map e vedere a pro di chi è stata trasformata la mobilità.

Se ben ricordo era il 1964 quando il comandante dei Vigili Urbani, Eugenio Rossi, risolse il problema dell’incrocio tra la via Aurelia ed il Cavalcavia, creando un anello a maglia larga che uscendo da Via Montramito, costeggiava Largo Risorgimento, si immetteva sulla Via Aurelia e permetteva di salire il cavalcavia o di proseguire verso Pisa ed anche di ritornare sulla Via Montramito girando a sinistra sull’Aurelia subito dopo il Bar “Lupo di Mare”.

Una soluzione molto intelligente e funzionale. Finché un giorno un uomo, chiamato da potenti, disfece l’anello e posizionò una “rotondina” in fondo al cavalcavia.

Non voglio soffermarmi oggi sugli effetti di questa “rotondina” sulla circolazione. Però, da questa “rotondina” è scattata in me la ricerca delle “ragioni ideali” che l’hanno ispirata.   Escluderei il traffico perché chiaramente inadeguata. Qualcuno può andarci a cercare “la bellezza”, altri la sua “utilità funzionale”. Io l’ho posta in relazione a quello che stava accadendo nei terreni in Via Pisana. Fino ad allora, al massimo, era stata formulata l’ipotesi di far passare da quei terreni il sottopasso per collegare il Varignano alla zona a mare della ferrovia, al posto del sottopasso previsto in via S. Francesco.

No, stava spuntando un “centro commerciale”: La Burlamacca. Si, a Viareggio, piano piano nel tempo, si erano insediati alcuni supermercati: là dove ora sta tornando la Pam, l’Esselunga in Via Aurelia, la Coop alla Cittadella ed altri alla Migliarina, al Varignano.

Ma non formavano un “centro commerciale”.

C’era una ragione, nel fondo delle scelte, che portava a questo. Innanzi tutto, Viareggio è sempre stata “città commerciale”, nel suo complesso. La Passeggiata, Via Battisti, il Piazzone, Via Marco Polo, Via Coppino, tanto per fare qualche esempio che spiega il “delicato” inserimento di strutture di vendita più aggressive. Il “genius loci” di Viareggio lo aveva impedito…  

Pensiamo ad esempio ai “Capannoni del Carnevale”: molto dentro al cuore dei viareggini, ma sempre inseriti con attenzione nel tessuto cittadino: dal tempo in cui erano in fondo a Via Cairoli, a quando, dopo il rogo che li distrusse, furono trasferiti in fondo a Via Marco Polo e poi alla Cittadella. Sempre con attenzione alle “atmosfere” nelle quali Viareggio è intriso.

Ecco, nel governare c’è sempre stata, nel sottofondo, l’idea della “città ideale”. E’ l’idea che guida le scelte, che compone i contrasti, che fa volare alto, che risolve in armonia le esigenze del vivere in comunità. Ecco allora che dalla “rotondina” io sono andato alla ricerca del modello di città ideale che ha messo in moto il meccanismo che ha portato alle soluzioni di Via Pisana e “in fieri”, di Largo Risorgimento. Non è Pienza, non è Sabbioneta, non è Palmanova, non è Brasilia.

Mi sembra di aver  trovato il “modello” che pare aver ispirato le scelte urbanistiche degli ultimi anni. E’ San Concordio: non il Viale che dalla ferrovia va verso la campagna; no, è il Centro commerciale che è in fondo a quel Viale. E’ bastato un colpo d’occhio su “Google maps” per avere l’illuminazione: rotonde, viali, supermercati, magazzini, parcheggi. Quella è la “magica atmosfera” che ha ispirato quel nuovo ambiente che ha la “rotondina“ come ombelico.