L'Inquisizione
FOCUS, Focus Opinioni, LA PIETRA DI MINERVA - Giancarlo Altavilla

La censura del Vaticano al disegno di legge Zan

di GIANCARLO ALTAVILLA – Una posizione ridicola, fastidiosa, greve e grave, una forma di ingerenza negli affari interni dello Stato italiano.

È ridicolo e fastidioso. È tanto greve quanto grave. Mi riferisco alla censura dello Stato del Vaticano al disegno di legge Zan, quello che intende combattere l’omofobia, la transfobia e, in generale, il diffuso senso di intolleranza nei confronti (e ai danni) delle persone ‘diversamente normali’.

I prelati non vogliono quella legge; e non è che non la vogliono a casa loro (nella ricca e potente monarchia ecclesiale): non la vogliono in Italia, nella repubblica laica e sovrana in cui liberamente viviamo.

È ridicolo, perché non so quale consesso di vescovi e cardinali possa ritenere di interloquire (e condizionare) il parlamento italiano.

È fastidioso, perché nessuno stato estero (tale è il Vaticano) può permettersi di interferire negli affari di un paese sovrano.

È greve, perché il disegno di legge Zan si occupa di diritti civili e di libertà individuali, la cui tutela è affar di Stato, non di chiesa.

È grave, perché le norme che sollecitano il rispetto tra gli uomini, che riconoscono la parità e l’eguaglianza tra le persone, che stigmatizzano l’intolleranza e il razzismo dovrebbero essere apprezzate dalla chiesa, non osteggiate.

Può darsi che sbagli, ma credo che non sia mai accaduto che il Vaticano prendesse carta e penna e santamente scrivesse all’Italia le sue rimostranze su una (probabile) legge dello Stato. Nemmeno per il divorzio e l’aborto la Chiesa di Roma osò tanto, limitandosi ad una parrocchiale raccomandazione ai fedeli di votare secondo la coscienza (cattolica). Ma la legge Zan, no, quando è troppo è troppo: che diventi illecito malmenare ed emarginare gli omosessuali, le lesbiche e i trans, non si può accettare. I vangeli, le scritture e i comandamenti impongono di porgere l’altra guancia, nel senso di voltarsi dall’altra parte: per non vedere e non sapere, per fingere. La pedofilia ecclesiastica merita attenzione e distinguo, spesso omertà e perdono. Ma la tolleranza nei confronti dell’oscuro mondo ‘omo’, impone solo l’ostracismo, l’indifferenza, la condanna (amen). E, poi, se arriva qualche mazzata a questi disgraziati, la cristiana rassegnazione aiuterà i cattolici a tollerarla.

Negli ultimi anni in Italia sono state approvate leggi liberticide che hanno conculcato i diritti dei lavoratori, quelli dei malati e dei pensionati. Sono state approvate norme che hanno consentito i respingimenti in mare di gente povera e stremata, e la falsa accoglienza dei profughi, costretti in lager che hanno offeso la dignità dell’uomo, sia quello prigioniero, sia del suo carceriere. Abbiamo assistito ai terremoti senza ricostruzione, ai crolli dei ponti per infame avidità, all’avvelenamento di città strette nella morsa d’acciaio di imprenditori senza scrupoli, alle morti per una pandemia fortificata da una sanità pubblica colpevolmente impoverita.

E dal Vaticano, niente. Né scomuniche, né condanne.

Solo quando l’Onorevole Alessandro Zan ha detto che non esistono i diversi e che ogni uomo ha diritto alla sua identità, alla sua dignità e al rispetto da parte degli altri la Chiesa di Roma ha detto, no, questo no. Sono sicuro che molti parlamentari dalla coscienza debole si sentiranno chiamati a raccolta. Spero siano pochi, solo i soliti. Il mio incoraggiamento va all’Onorevole Alessandro Zan, perché insista, perché prosegua nella strada che è giusta.