di GIUESEPPE RUDISI – Sabato 28 maggio ore 17 il convegno organizzato nella casa della sua prima infanzia (Casa Diocesana ‘La Rocca’).
E’ un ritorno simbolico quello di Virginia Oldoini, ovvero la Contessa di Castiglione, nella casa della sua prima infanzia a Pietrasanta. L’occasione è un convegno che si terrà in suo ricordo sabato 28 Maggio alle ore 17 presso la Casa Diocesana LA ROCCA di Pietrasanta.
Con il coordinamento di Melania Spampinato Vc. Direttrice della Sezione Versilia Storica dell’Istituto Storico Lucchese la celebre Contessa sarà rievocata nell’ambito di un programma articolato sulle dimore storiche da lei abitate partendo proprio dal Palazzo Lamporecchi-Rigacci di Pietrasanta appartenuto all’autorevole Giureconsulto del Granducato di Toscana Ranieri Lamporecchi nonno materno della Oldoini. A tal proposito la Dott.ssa Spampinato sottolinea: “Dal 1480 all’ultimo scorcio dell’800 le vicende private della famiglia Lamporecchi s’intessono profondamente nella trama storica di Pietrasanta perché in seno a quella famiglia sono fioriti personaggi che le hanno conferito dignità nella politica, nel commercio e nella giurisprudenza.”
Sarà il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ad aprire i lavori, si proseguirà con Luigi Santini Direttore di Versilia Storica con un intervento focalizzato sulla storia della famiglia Lamporecchi, del Palazzo e del loro emblema gentilizio, a concludere Adriana Beverini condividerà con il pubblico i frutti dei suoi lunghi anni di ricerche e studi sulla vita e le gesta della Contessa culminati con la recente pubblicazione del libro dal titolo “La Rapallina-Ambasciatrice di gusto e bellezza” (Edizioni Giacchè).
L’opera è incentrata sugli aspetti più personali e intimi della nobildonna dell’800 attraverso la ricostruzione dell’ambiente familiare e delle principali vicende della sua vita. L’intervento della Beverini sarà quindi una testimonianza ricca di aneddoti e di fatti inediti favorita dal fatto che la relatrice è legata alla Contessa da una lontana parentela che le ha permesso di accedere a ricordi e testimonianze dirette. Nel libro si potrà anche leggere di Virginia quando a tre anni mentre era nel Palazzo Lamporecchi rischiò di cadere in un pozzo e morire. E’ un manufatto che esiste davvero e fu ritrovato nel Palazzo durante dei recenti restauri proprio come era stato descritto dalla Contessa a margine di un fallito attentato alla vita del suo amante Napoleone III°.

Virginia Oldoini nacque a Firenze nel 1837 e morì a Parigi nel 1899. Per la sua proverbiale bellezza e intraprendenza condusse una vita burrascosa tra le corti di Francia e Italia, è considerata una patriota in quanto su incarico del cugino Camillo Benso Conte di Cavour ebbe modo di influenzare l’Imperatore Napoleone III° per coinvolgerlo militarmente nella guerra d’indipendenza contro l’Austria. Con il tempo il ricordo della Contessa si è trasformato in mito in quanto la sua vita turbolenta e sfrenata contravveniva a tutti i dettami dell’epoca, fu immortalata in molti dipinti ma soprattutto di lei rimangono circa 500 scatti eseguiti da uno dei primi studi fotografici del tempo, sono ritratti molto innovativi dove la sua bellezza, il suo gusto e la sua eleganza testimoniano una straordinarietà e originalità di donna che ha ispirato molti film e libri. E’ la Beverini a spiegarci perché la figura della Contessa nonostante sia vissuta alla fine dell’800 sia così attuale e ricca d’interesse:
“E’un fenomeno di Divismo che è nato proprio con lei; con l’uso spregiudicato del suo corpo, dal modo in cui dominava la fotografia. Virginia ha costruito sapientemente il Mito di sé stessa come fecero D’Annunzio (che infatti l’amava), Greta Garbo, la Marchesa Casati sino ad arrivare ad Elvis Presley a Madonna e a tutti i Divi di cui vogliamo sapere tutto non solo della vita pubblica ma anche privata. Più gli anni passano più il Mito di lei ingigantisce. È fondamentalmente perché? Perché è stata una donna che non si è omologata al suo tempo ma si è proiettata nel futuro. Personalità complessa è difficile e quindi affascinante.”
A margine dell’evento ci sarà anche una esposizione di alcuni oggetti appartenuti alla Contessa di Castiglione oltre alle sue lettere originali.
Giornalista pubblicista, è nato a La Spezia, laureato in Giurisprudenza a Pisa, ha lavorato nel settore bancario/assicurativo a Milano e a Siena dove tuttora vive e lavora. Ha collaborato con riviste economiche e finanziarie, e ha scritto per eventi culturali nazionali. Scrittore, ha pubblicato la raccolta di racconti “Carne Umana” e nel 2019 il romanzo “Un film già visto”. Collabora con Mondadori.
