La Coop.Porto Turistico Viareggio: Porto allarme rosso

La Cooperativa Porto Turistico rinnova l’allarme sulle condizioni di gestione e sulle prospettive del Porto di Viareggio.

La Cooperativa del Porto Turistico di Viareggio interviene sulla mancata nomina del segretario dell’Autorità portuale e sulla mancata realizzazione di una variante del Piano Regolatore
del Porto di Viareggio.

L’Autorità Portuale

L’Autorità Portuale Regionale comprende i porti di Viareggio, Marina di Campo, Porto Santo Stefano e Giglio. Un’aria diportistica e ambientale di grande pregio economico e bellezza. L’Autorità portuale regionale è un ente dipendente della Regione Toscana (istituita con la L.R. 28 maggio 2012 n.23).

Il suo primo fine dovrebbe essere quello di gestire, invece è finita nell’elenco delle Burle del Granducato Ross con il suo commissariamento: in pratica, la Regione ha commissariato se stessa e così il triangolo marino va avanti dalla primavera del 2021. Il compenso principesco del segretario dell’Autorità probabilmente non è risultato sufficiente nella spartizione delle merende. E gli operatori portuali, ovviamente, soffrono della mancanza di risposte da un anno perché, a quanto pare, nessuno firma e le carte si affastellano al protocollo dell’Autorità.

L’allarme della Cooperativa Porto Turistico Viareggio

“Avevamo già lanciato l’allarme sui limiti del Comune di Viareggio chiamando alla discussione tutti i portatori d’interesse del Porto in un Convegno svolto nel settembre del 2020” ricordano gli amministratori della Cooperativa Porto Viareggio, “poi il coronavirus purtroppo ha bloccato la discussione”.

“Riteniamo più che legittimo” proseguono, “che cantieri, piccole e grandi imprese, concessionari di
ormeggio chiedano la revisione del Piano Regolatore Particolareggiato affinché le loro attività possano crescere, creando benessere in città. Bisogna però fare attenzione a non gettare via il buono contenuto
nell’attuale PRP e limitarsi a guardare ai propri pur condivisibili interessi.

Il buono del PRP. Non si può dedicare il porto solo ai grandi yacht.

“Il buono del PRP, secondo la Cooperativa Porto Turistico, è che ha trovato un equilibrio tra i diversi portatori d’interesse: che non può essere rimosso da varianti originate dall’ascolto di una sola parte degli interessati. Lo diciamo meglio: non si può pensare ad un Porto dedicato unicamente ai grandi yacht, perché la storia c’insegna che la monocoltura non è mai una scelta vincente. A maggior ragione in un’economia altamente volatile come l’attuale bisogna sapere diversificare gli investimenti e la programmazione futura”.

Il piccolo e medio diporto

“Non ci si può inventare una variante al PRP che elimini gli attracchi per il piccolo e medio diporto,
dai precari ormeggi sul canale a quelli delle darsene storiche e fino a quelli de La Madonnina o al
previsto Triangolino. Non si può non tenere conto del grande incremento produttivo che ha avuto
questa tipologia di nautica durante la crisi pandemica. Oggi per avere una qualsiasi barca di
quelle dimensioni occorre attendere almeno due anni e l’usato è esaurito da tempo.
Certo se quel PRP fosse stato attuato almeno in parte, oggi potremmo parlare di come
implementare le opere nel bacino acqueo del Porto, alla ricerca di una razionalizzazione degli
spazi che oggi è più che mai una chimera, ma che è l’unica strada per mantenere quell’equilibrio
tra i vari portatori d’interesse, dal piccolo circolo ricreativo, ai grandi cantieri, passando per la
pesca e il piccolo e medio diporto, magari guardando ad alcuni grandi Porti del Mediterraneo,
come Montecarlo, dove convivono barche da 5 metri ad 80 ed oltre e che è in continua
espansione”.

Il Comune di Viareggio purtroppo è assente

“Purtroppo manca l’azione mediatrice e programmatrice dell’Amministrazione Comunale” proseguono, “che sul tema non ha mai detto una parola seria e che per vocazione dell’attuale sindaco evita ogni
confronto e ‘banna’ chi è ritenuto non allineato. Nessuno sa cosa pensa di fare nel porto eppure
detiene due importanti concessioni quali quelle de La Madonnina e del Triangolino. In un lontano Consiglio Comunale parlò di investimenti per 20 milioni di euro, ad oggi non siamo
neanche a 500.000, quanto basta per ammodernare una banchina e farci la propaganda
elettorale”.

La guerra sull’Autorità Portuale

La Cooperativa Porto Turistico di Viareggio interviene anche su quella che definisce “una guerra del tutto personale con la Regione Toscana per la nomina del segretario dell’Autorità Portuale: tiene bloccata l’intera attività dell’Amministrazione per occuparsi dei suoi interessi elettorali su Lucca, si permette di eliminare il pontile economicamente più produttivo dell’Approdo de La Madonnina (parliamo di oltre 300.000 euro l’anno di mancati incassi) supponiamo per rincorrere il sogno, ormai solo nella sua fantasia, della costruzione del più bel porto del mediterraneo o più semplicemente per iniziare a sostituire il piccolo e medio diporto con i grandi yacht”.

In conclusione

“Ci sembra ce ne sia abbastanza per lanciare un appello a tutti i portatori d’interesse del Porto,
comprese le rappresentanze dei commercianti e degli artigiani che traggono beneficio dalle
presenze in barca nei vari Approdi di Viareggio, per aprire un tavolo comune di lavoro per la
realizzazione di una variante capace di accogliere le giuste istanze di tutti e per aprire un
confronto con l’Autorità Portuale per la sua realizzazione. Per quello che ci riguarda convocheremo nelle prossime settimane un’assemblea di tutto il diporto piccolo e medio di Viareggio per meglio definire la nostra posizione”.