di MARIO PECCATORI (Ass. Culturale-Politica Madreterra Nostra). La cristianità come valore di rinnovamento culturale etico e sociale.
L’Associazione “MadreTerra Nostra”, di cui ho l’onore di essere cofondatore e Presidente, nell’Atto Costitutivo ha integrato il suo “manifesto” che, tra le altre cose, espone la propria ispirazione alla Costituzione Italiana ed al valore del Cristianesimo, in questi termini: “La comunità si evolve in Stato per il perseguimento di una nuova epoca di Umanesimo e lo Stato nella sua azione si ispira alla Costituzione Italiana ed al Cristianesimo, che rappresenta la più alta forma di valorizzazione dell’uomo. Il riferimento al Cristianesimo non vuole discriminare chi si professa ateo o agnostico, poiché alla frase “senza Dio” non si vuole attribuire un valore restrittivo ma piuttosto come mancanza di etica e di morale. Si conviene così che il cristianesimo con i suoi principi è alla base di ogni etica sociale umana e delle norme del vivere civile”.
Prima, però, di affrontare il tema insito nel titolo sarà opportuno richiamare alla memoria e proprio in conformità alle basi statutarie di “MadreTerra Nostra,” l’Articolo 8 della Costituzione Italiana che recita:
Art. 8 – “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Vi si noti la frase fondamentale contenuta in questo articolo: “…in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano”!
Questo non pregiudica l’argomento da affrontare sul valore della cristianità, ma ne rafforza il contenuto e la validità sociale insito in una comunità umana.
Il valore reale del Cristianesimo e della Cristianità va ricercato nella sua origine, nel messaggio reale che il Cristo, Gesù di Nazareth Giudeo, ha lasciato in eredità a tutti i popoli; un messaggio semplice ma fondamentale e cioè quello del valore della dignità della persona umana, il punto focale dell’umanesimo.
Ma a questo punto è necessario fare una digressione e soffermarci a valutare il significato di “religione”; si, perché anche il cristianesimo fa parte di quelle espressioni dell’animo umano verso il trascendente che vengono definite religioni.
Oggi accettiamo questo termine, “religione” come qualcosa di restrittivo, di impositivo, di legame con una divinità superiore e spesso come l’”oppio dei popoli”, ma soprattutto come una parte trascendente dell’essere in connessione con il Divino a cui rivolgere le nostre aspettative.
In realtà l’etimologia del termine ci riporta alle parole latine relegere (osservare coscienziosamente, raccogliere con attenzione ciò che attiene al culto) e religare (legare, unirsi a principi, valori, o alla divinità), mentre il significato attuale di “religione” si riferisce a un complesso di credenze, sentimenti, riti e dogmi che legano l’individuo o un gruppo umano a ciò che considera sacro, in particolare alla divinità (da enciclopedia Treccani).
In realtà quel sentimento che noi chiamiamo religione ed a cui attribuiamo valori diversi e/o divergenti, ha sempre fatto parte della natura umana sin dalle sue origini: il dubbio della sua collocazione nel mondo reale ed i fenomeni che lo circondano e lo regolano ha sempre intrigato la mente umana e l’ha portata a darsi delle risposte coerenti con le proprie necessità.
Il mistero, perché mistero lo è, della propria esistenza ha trovato risposta nel trascendente nelle Divinità che regolano il tutto, in Coloro e/o Colui che, come dice Dante Alighieri nella sua “Commedia” “…Colà ove si puote ciò che si vuole…”, regola tutto l’universo.
La religione, come regola, si è poi evoluta nelle concezioni di uomini di pensiero e di azione e, purtroppo, come succede in tutte le cose relative all’”uomo” inteso come comunità umana, ha trovato collocazione presso personaggi che ne hanno fatto uso per il proprio potere.
Nelle società umane si sono sviluppate molteplici espressioni religiose, ognuna con una propria origine, finalità, scopo, regola e forza.
Ma l’importanza che vi si deve ricercare sta nel messaggio morale ed etico che vi può essere trovato.
Noi, nella nostra civiltà occidentale, possiamo ritenerci fortunati di essere i testimoni ed eredi del messaggio universale che ci ha lasciato il Cristo, vero spartiacque tra un’epoca prevaricatrice della dignità umana ed un umanesimo dei e per i popoli.
Le anomalie e le forme di arrogante prepotenza collegate all’uso improprio delle forme culturali che si sono evolute all’interno del Cristianesimo per fini di potere e sopraffazione, si devono ricondurre a quell’aspetto “diabolico” che proprio il Cristo nel suo messaggio ha condannato apertamente, insito nell’animo umano di chi vuole prevaricare e sottomettere i propri simili.
Noi tutti dovremmo riflettere profondamente su quei valori e principi cristiani di cui è farcita la nostra cultura e civiltà, quei principi che, anche a livello di strutture extranazionali si cerca di sottomettere a nuove forme di credo transumanistico, a forme aberranti dell’essere umano, a sopraffazioni della dignità dell’essere cercando di rendere l’umanità succube di automatismi e condizionamenti sociali che nulla hanno più a che vedere con l’umanesimo.
Ecco allora che la cristianità trova il suo valore come rinnovamento culturale, etico, morale e sociale nella coscienza di appartenere ad una stessa unica famiglia umana dove i sentimenti seguono le regole del rispetto reciproco, del diritto dell’uno valido fino al limite del diritto dell’altro, del dovere comune di uniformarsi alla legalità di uno Stato; principio sancito dallo stesso Cristo nella frase: “Dai a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”!!!
In queste parole sta il fondamento della divisione dei poteri tra quello religioso e quello politico perché l’uno pone regole di etica e di morale per il comune rispetto della dignità umana e l’altro di legalità per una vita comune armonica e dignitosa.
In conclusione il valore della Cristianità è tale che non nega a nessuno il proprio pensiero più intimo e non nega nemmeno la possibilità di essere atei perché lascia inalterato il valore che deve essere dato alla dignità dell’uomo come persona; dignità della persona che, sembrerà strano ai meno informati, è ben presente e definita nella stessa Costituzione della Repubblica Italiana concepita, approvata, ratificata e tutt’ora valida, in forma rigida e personalistica.
Mario Peccatori (Chiusi, 1947) si è laureato in Scienze Biologiche all’Università di Siena. Ufficiale di prima nomina in Artiglieria dell’Esercito Italiano, ha svolto la sua attività presso il Laboratorio di Radiopatologia e Fisiopatologia delle Radiazioni del CAMEN di S.Piero a Grado a Pisa dove ha conseguito la Specializzazione Nucleare ad indirizzo Radiopatologico, Radiotossicologico e Radioprotezionistico. Ha svolto attività di studio e ricerca presso laboratori militari ed universitari, Cultore della Materia presso il Dipartimento di Fisiologia e Biochimica dell’Università di Pisa, ha collaborato con l’Università di Bologna ai Corsi di Radiotossicologia presso la Scuola di Specializzazione in Tossicologia per Medici e Farmacisti. Brigadier Generale del Corpo Tecnico dell’Esercito nella riserva. Cavaliere al Merito della Repubblica; dello Sport; e dell’Ordine Dinastico della Cavalleria Angelica di S. Michele Arcangelo e Padre Pio. Autore di varie pubblicazioni e appassionato di poesia, attualmente è presidente dell’Associazione Culturale-Politica “MADRETERRA NOSTRA”, e dell’ASD “UNIVERSITAS” di Pisa, Maestro di Ju Jitsu e titolare della Scuola Italiana di Arte Marziale.
