Lo sport post-coronavirus
SPORT, SPORT DALLA TV - di Tommaso Gardella

La Fase 2 Sportiva, ovvero: il post-Coronavirus

Da alcuni giorni sentiamo parlare del ritorno a una pseudo-normalità, ripartenza della quale gira voce anche nel mondo dello sport

Dopo la cancellazione ufficiale di Wimbledon, che allungava l’attesa del ritorno sui campi da tennis al 7 giugno e congelava il ranking, a pochi minuti di distanza è arrivato un ulteriore comunicato congiunto di ATP, WTA e ITF che spostano la ripresa al 13 luglio, facendo saltare quindi la stagione su erba ad eccezione (per ora) del torneo di Newport, previsto per la terza settimana del mese estivo.

Il tennis. Nel comunicato rilasciato dagli organizzatori si legge:

“Oltre a Wimbledon, la sospensione riguarda l’intera stagione europea ATP/WTA su erba, ovvero gli eventi maschili di ‘s-Hertogenbosch, Stoccarda, Queen’s, Halle, Maiorca e Eastbourne, nonché quelli femminili di ‘s-Hertogenbosch, Nottingham, Birmingham, Berlino, Eastbourne e Bad Homburg. La sospensione ha effetto a tutti i livelli dell’attività professionistica, incluso il circuito challenger e l’ITF World Tennis Tour. Al momento, i tornei programmati dal 13 luglio in avanti rimangono in calendario per essere disputati nelle date previste“.

In aggiunta, Andrea Gaudenzi (chairman ATP) e Steve Simon (chairman e CEO WTP) hanno espresso la volontà di riprendere al più presto le competizioni quando ci sarà la sicurezza sanitaria necessaria a tutelare giocatori, staff e tifosi, attrezzandosi allo stesso tempo per essere pronti quando le condizioni permetteranno la ripresa delle competizioni.

Senza ulteriori precisazioni, il bilancio degli eventi cancellati si attesta così a 21 maschili e 20 femminili, comprese la finali di Fed Cup.

Ciclismo

Per quanto riguarda il mondo del ciclismo, la Federciclismo ha reso noto, tramite un comunicato, dopo un incontro in videoconferenza tra il ministro dello sport Vincenzo Spadafora e il presidente e direttore generale della federazione Renato Di Rocco e Paolo Pavoni, che “alla richiesta di autorizzare l’allenamento per gli atleti professionisti, donne e fuoristrada di alto livello, il Ministro ha invitato ad avere pazienza invitando tutti i tesserati a rimanere a casa ancora per il mese di aprile“.

La stagione, maschile e femminile, che a detta dell’UCI potrebbe protrarsi fino al primo di novembre, ha tre date come possibili ipotesi di ripartenza: 1 o 15 di luglio e 1 di agosto. Considerando le problematiche odierne e i tempi di preparazione, gli atleti potrebbero prendere in considerazione l’idea di utilizzare gli eventi minori come allenamento per le Grandi del ciclismo.

“In vista della ripresa della stagione ciclistica, verrà data priorità agli eventi in calendario alla data della ripresa; per quanto riguarda il calendario maschile, a seconda dello spazio disponibile e tenendo conto della possibilità di sovrapposizioni, ai tre grandi giri e alle classiche del ciclismo”, si legge nella nota del sito della Federciclismo, sottolineando che le “decisioni saranno sottoposte all’approvazione del Comitato di gestione dell’Uci e del Consiglio ciclistico professionale”.

Il tutto, dichiara David Lappartient, presidente dell’UCI, “in base all’evoluzione dell’epidemia”, che probabilmente ridisegnerà molte tappe delle Grandi del ciclismo (come il Giro, il Tour de France o la Vuelta),modificandole anche in chilometraggio.

La Formula Uno

In F1, dopo un mese di discussioni, è stato il direttore sportivo Ross Brawn a rilasciare una dichiarazione ufficiale durante l’intervista, concessa ai microfoni di Sky Sports UK, con l’ex pilota Martin Brundle. Brawn si è detto fiducioso di un possibile calendario composto da 18-19 gare a patto che il via del mondiale scatti i primi di luglio (il 5 luglio) e saltando la pausa estiva di agosto, consentendo ai team di lottare per un numero congruo di gare, ai tifosi di viverle (anche se inizialmente da casa) e al circus di non perdere troppi introiti.

Il primo GranPremio sarebbe quindi quello di Spielberg, in Austria, sperando che in questi 3 mesi il problema virus sia minimizzato al punto da riuscire a garantire i livelli di sicurezza essenziali che, naturalmente, dovranno essere certificati e autorizzati dalle autorità locali dei singoli paesi ospitanti.

La Motogp

La Motogp è quella, al momento, più a rischio dopo la cancellazione dei GP del Mugello, di Barcellona e, nella giornata di ieri, anche del GP di Germania (in programma il 21 giugno al Sachsenring) attestato, precedentemente, come la prima gara valevole della stagione, mettendo così a rischio il rispetto dei 13 Gran Premi minimi per la validità del campionato. Per evitarne l’annullamento, ipotesi che nessuno esclude, vari team stanno pensando a un’alternativa, come spiega Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati Corse: “10 gare in 5 paesi, in pratica due gare sullo stesso circuito a distanza di una settimana”.

L’ipotesi, nella quale rientrerebbe anche la possibilità di portare la MotoGP in piste nuove (come Portimao in Portogallo), comporterebbe un minor numero di spostamenti, in nome della sicurezza, e minor costi di trasporto da un paese all’altro. Rimane da sistemare il problema della trasferta extra europea, dopo che la settimana buca è stata cancellata per necessità: il 27 settembre, infatti, finita la gara di Aragón in Spagna, i team dovranno impacchettare il tutto e spedirlo per farlo arrivare, 3 giorni dopo, in Thailandia per il GP di Chiang Mai il weekend successivo. Piloti e staff dovranno quindi fare i conti con il pochissimo tempo a disposizione per abituarsi al clima e combattere il jet lag.

L’ipotesi delle 10 gare andrebbe contro lo spettacolo, che da sempre caratterizza la classe regina della MotoGP ma come dice Paolo Ciabatti “in questo periodo vale la regola del piuttosto che niente..” 

Il calcio

 Il calcio, che nelle ultime settimane (e soprattutto oggi, dopo le dichiarazioni di Malagò al Corriere dello Sport) ha vissuto un periodo che definirlo travagliato risulta un eufemismo, ha forse trovato il modo per ripartire, possibilmente (in base alle disposizioni governative, che stimano la ripartenza il 4 di maggio) i primi di maggio.

Mercoledì, intanto, si è svolta in videoconferenza la seconda riunione della commissione medico scientifica della FIGC, presieduta dal prof. Paolo Zampelli, con lo scopo di delineare il percorso per la ripresa dei campionati professionistici. Sempre la FIGC, in una nota sul sito, ha dichiarato che il protocollo per la ripartenza “è ispirato ai principi di semplicità, fattibilità e attendibilità, e prevede una serie di prescrizioni e raccomandazioni per l’individuazione e la conservazione di un ‘gruppo squadra’ ” (calciatori, allenatori e staff) “che risulti completamente negativo”. L’idea possibile è quella del ritiro al chiuso, come la preparazione estiva, sotto la sorveglianza dei medici delle squadre. Prima del ritiro verranno eseguiti tutti i controlli del caso a partire da uno screening, cui verrà sottoposto tutto il ‘gruppo squadra’, seguito da test sierologici, un’anamnesi accurata e una visita clinica (esami strumentali e del sangue). Il tutto senza dimenticare la sanificazioni dei vari impianti sportivi dove le squadre si ‘chiuderanno’( quindi palestre, sale fisioterapiche, spogliatoi ecc..), e lo stesso trattamento da riservare anche ai direttori di gara.

(foto: Pexels – licenza pixabay https://pixabay.com/it/photos/atleti-pubblico-concorrenza-corte-1866487/ )