Colabianchi volta le spalle al sindaco Brugnaro e al presidente Zaia. La Venezi “non dirigerà l’opera inaugurale della stagione lirica”.
La nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del Teatro La Fenice, com’era prevedibile, ha registrato l’entusiasmo del pubblico, basta scorrere le pagine dei Social (sugli articoli di giornale sponsorizzati dai soliti nostalgici snob di Lotta Continua ritorneremo).
La notizia vera di oggi è un’altra: la lettera che il sovrintendente Nicola Colabianchi ha inviato “Alle lavoratrici e ai lavoratori del Teatro La Fenice di Venezia”. “Something is rotten in the state of Denmark”: dice Marcellus, ufficiale danese, nell’Amleto di William Shakespeare (Atto I, scena IV), “C’è qualcosa che puzza in Danimarca”.
23 settembre 2025: Colabianchi dichiara all’agenzia AdnKronos. “Ho approfondito con cura e attenzione tutti i profili possibili per il ruolo di direttore musicale del Teatro La Fenice di Venezia e ho deciso di puntare su Beatrice Venezi in quanto è un ottimo direttore d’orchestra e perché è una donna che a soli trentacinque anni si è già affermata a livello internazionale. Ho avuto modo di apprezzare in più occasioni le sue qualità musicali ed umane”.
Il sovrintendente Colabianchi, lo stesso giorno. Scrive nella lettera ai lavoratori/sindacati resa pubblica: “La mancata procedura di confronto preliminare che avevo promesso nel corso dell’incontro del 17 settembre u.s. e che non ha avuto seguito. Desidero innanzitutto porgere le mie più sentite scuse per non aver rispettato l’impegno preso con Voi. Ho il dovere, però, di spiegarvi perché ho ritenuto necessario prendere una decisione così rapida, compiuta nell’esclusivo interesse di tutelare il Teatro La Fenice”.
I casi sono due. O il sovrintendente Colabianchi ha “approfondito con cura e attenzione tutti i profili possibili per il ruolo di direttore musicale…” (quindi impiegando il dovuto tempo), oppure ha “ritenuto necessario prendere una decisione così rapida. Delle due l’una.
Ma perché il sovrintendente incorre in questa evidente contraddizione? Tralascio di citare le competenze tra Consiglio di Amministrazione e Sovrintendente, poiché è stato lo stesso Colabianchi a risolvere ogni dubbio di legittimità e trasparenza sulla nomina, essendone stati lui l’autore principale (“ho deciso di puntare su Beatrice Venezi”) e coincidendo con l’approvazione unanime del Consiglio di Amministrazione, del Presidente della Fondazione, il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, e da tutti i consiglieri di indirizzo. E allora?
Colabianchi – lui lo scrive – si era impegnato a discutere la nomina del direttore musicale con i lavoratori/sindacati. Il rilievo di questa lettera con il timbro ufficiale delle “più sentite scuse per non aver rispettato l’impegno preso“, esula da ogni formalità: tantè che il Consiglio di Amministrazione e il Consiglio di Indirizzo della Fenice hanno approvato senza porsi il problema del placet sindacale (non previsto da nessuna parte). Si presume, dalla logica dei fatti, che il sovrintendente non avesse neppure informato i due Consigli della sua iniziativa sindacale: la quale rimane, conseguentemente, un fatto personale che non riguarda la Fondazione.
Tuttavia, suscita una certa inquietudine. Immaginate cosa penserebbero al Metropolitan di New York o al londinese Royal Opera House di Covent Garden, se sapessero che in Italia in un Teatro come La Fenice il direttore musicale deve essere nominato in accordo con i sindacati! E lei, Sindaco Brugnaro, che si dà tanto da fare per valorizzare la modernità della sua città in Italia e nel mondo?
Ma le contraddizioni non finiscono qui. Beatrice Venezi assumerà l’incarico di direttore musicale a partire da ottobre 2026.
Zaia: “una donna che a soli 35 anni ottiene un meritato e prestigioso successo. E’ una grande notizia anche perché la Venezi è una delle poche donne al mondo ad assurgere ad un incarico di vertice nell’ambito dei teatri lirici, confermando così la vocazione di Venezia e del Veneto a valorizzare in ogni occasione la figura femminile”. Il Presidente Sindaco di Venezia Brugnaro: “grande soddisfazione per la scelta, sottolineando come la nomina del Maestro Venezi rappresenti un significativo valore aggiunto per l’attività del Teatro in termini di professionalità, visibilità internazionale, energia e rinnovamento”.
Or bene, o il Sindaco di Venezia e il Presidente della Regione Veneto hanno dichiarato delle cazzate, oppure: grande festa, dunque! Per La Fenice e per Venezia, e da celebrare quanto prima! Invece, scrive il sovrintendente: “non dirigerà l’opera inaugurale della stagione lirica”. Colabianchi dovrebbe spiegare il motivo di questa sua decisione al sindaco Brugnaro, al presidente Zaia, e al pubblico. Se non lo fa, allora significa che la citazione di Marcellus è buona, parafrasando: “C’è qualcosa che puzza a La Fenice”.
In discussione, a questo punto, non è il ruolo dei sindacati (sanno bene da che parte è sempre stata TOSCANA TODAY): ma l’autorevolezza del sovrintendente Colabianchi. Atteniamoci ai fatti: la lettera di Colabianchi ha acceso la miccia delle reazioni sindacali (e questo è un male per il Teatro); il senso, quindi, è che il sovrintendente stia “in mano” ai sindacati, oppure che abbia iniziato a sentire franare la terra sotto i piedi individuando nei sindacati l’ultima ancora per non essere accompagnato, anzitempo, alla porta. Se così fosse, in entrambi i casi, presidente e amministratori della Fondazione avrebbero di che preoccuparsi per il prossimo futuro.
I sindacati e i lavoratori de La Fenice è da un po’ di tempo che non sono soddisfatti della gestione del Teatro (il che non è un bene). Ma comunque, non sono certo disponibili a fare da sgabello a nessuno.
Disponibili da consultare:
Comunicato Fondazione La Fenice di nomina di Beatrice Venezi
Lancio AdnKrons nomina Beatrice Venezi direttore musicale
Sovrintendente Nicola Colabianchi “Ai lavoratori e alle lavoratrici”
