Italiani nel mondo
ATTUALITA'

La Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo

di BEATRICE BARDELLI – La storia del Comandante Franz, la tragedia di Marcinelle, in Belgio, nella miniera di carbone di Bois du Cazier.

Oggi, domenica 8 agosto è la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. Una data ed una ricorrenza poco conosciuta dai più ma che ci ha voluto ricordare, con la consueta passione/missione per la memoria storica, il presidente provinciale ANPI (Associazione Partigiani d’Italia) di Pisa, Bruno Possenti. Una data storica, quella dell’8 agosto 1956, una data che ricorda la tragedia di Marcinelle, in Belgio,  quando, poco dopo le 8 di mattina, morirono, nella miniera di carbone di Bois du Cazier, 262 minatori, di cui 136 italiani. Tra questi il Comandante Franz, un partigiano pisano.

Il Comandante Franz, vittima della tragedia di Marcinelle

Alla fine della guerra l’Italia era un cumulo di rovine. C’erano la disoccupazione e la fame. Il Belgio aveva le miniere di carbone, ma mancava la forza lavoro. Il 23 giugno 1946 fu sottoscritto un accordo bilaterale. Il Belgio garantiva all’Italia 2.500 tonnellate mensili di carbone, indispensabile per produrre l’energia e l’acciaio, ogni 1000 operai inviati.         

Nel corso di alcuni anni, ne partirono 300.000. Lavoravano nei cunicoli come talpe. Non esistevano misure di sicurezza. Gli incidenti mortali erano frequenti. Fuori dalla miniera vivevano con le famiglie nelle baracche di lamiera ondulata che i tedeschi avevano costruito, durante l’occupazione, per i prigionieri di guerra.L’8 agosto 1956, nella miniera di Bois du Cazier, presso Marcinelle, un banale incidente innescò una tragedia. Morirono 262 minatori, di cui 136 italiani. Enrico Del Guasta era nato a Pettori, in Comune di Cascina, nel 1920. Prestava servizio militare a Fossombrone. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, col nome di “Comandante Franz”, fu protagonista della lotta di liberazione alla guida di un distaccamento della Brigata Garibaldi che operava nelle Marche. Nel dopoguerra fu costretto ad emigrare in Belgio. Lavorò nella miniera di Bois du Cazier. Visse con la moglie e 4 figli in una baracca in promiscuità con altre famiglie, separate da una tenda appesa a un filo. Il corpo di Enrico fu ritrovato dopo un mese e mezzo. Riportato in Italia, riposa nel cimitero di Pettori. Il Presidente Carlo Azeglio Ciampi lo ha insignito alla Memoria della medaglia d’oro al merito civile. L’8 agosto è stata designata “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. Il Comitato provinciale ANPI di Pisa la dedica al ricordo del “Comandante Franz”.

La tragedia di Marcinelle

Si trattò d’un incendio, causato dalla combustione d’olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica. L’incendio, sviluppandosi inizialmente nel condotto d’entrata d’aria principale, riempì di fumo tutto l’impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone dei 275 presenti. Le 262 vittime, come riportò il quotidiano Le Soir, il 10 agosto 1956, erano di undici nazionalità diverse: 136 italiani, 95 belgi, 8 polacchi, 6 greci, 5 tedeschi, 3 ungheresi, 3 algerini, 2 francesi,  2 sovietici, 1 britannico ed 1 olandese. I loro cadaveri furono ritrovati nei giorni e nei mesi successivi. L’ultimo corpo fu ritrovato nel dicembre del 1957. Tra i 13 superstiti, un italiano, Antonio Iannetta che, arrivato in superficie alle 8.25, dette l’allarme. L’incidente è il terzo per numero di vittime tra gli immigrati italiani all’estero dopo i disastri di Monongah (West Virginia) nel 1907 e di Dawson (New Messico)  nel 1913, con 263 vittime di cui 140 italiani. Il sito Bois du Cazier, oramai dismesso, fa parte dei patrimoni storici dell’UNESCO. Nel 2003 la Rai ha ricordato la tragedia con la miniserie televisiva “Marcinelle” e nel 2006 l’89º Giro d’Italia partì dal Belgio in omaggio alle migliaia di emigrati italiani di quelle zone.