ATTUALITA', FOCUS

La Grande Abbuffata, la Corte dei Lucchesi a Viareggio

Il viareggino Giampieri: se affidi una città ai forestieri, è ovvio che ti mangiano la pappa in capo, e l’elenco forse è incompleto

 di Alberto C. Giampieri

Ci avete fatto caso? Il sindaco uscente – provenienza Capannori – ama circondarsi di collaboratori e tecnici che condividono le sue origini di Lucca e dintorni. Quasi sempre si tratta di incarichi ad affidamento diretto o nomine fiduciarie, talvolta l’incarico è l’esito di un bando. Ricapitoliamo.

Valter Alberici, suo fedele scudiero. Se l’è portato dietro da Capannori, dove il fido Valter ricopriva un incarico dirigenziale. Qui a Viareggio – dopo la rottura del sindaco con Rossella Martina – ha fatto il vicesindaco. E’ stato per cinque anni il “volto umano” del delghingarismo, sempre pronto (apparentemente), all’ascolto e al dialogo. Ma poi tanto decideva sempre il Capo.

Brunella Menchini (di Lucca, vive a Lucca, come recita la sua pagina Facebook), sua addetta stampa. Prima, durante il dissesto, attraverso un artificio contabile, poi con ufficio in Comune.

Matteo Garzella, definito dalla stampa “il più delghingariano di Lucca”, 38 anni, lucchese di Sorbano del Vescovo: nell’ottobre del 2019 viene incaricato di progettare i percorsi partecipativi del Comune di Viareggio; 39mila euro, Iva inclusa. Lo stesso Garzella risulta il coordinatore dell’opuscolo “E’ il tempo della bellezza”: 72 pagine a colori, distribuito nell’imminenza delle elezioni a tutti i viareggini. Ufficialmente, il “bilancio sociale di fine mandato”, nei fatti somigliante  a un opuscolo elettorale, sia per gli slogan che per le foto del sindaco (unico politico rappresentato). Cinque, in varie pose: pensoso, ufficiale, con la mascherina, eccetera. Pubblicazione progettata da Anteprima Adv, agenzia di comunicazione con sede in piazza dei Servi a Lucca. Anteprima peraltro risulta essere cliente dello studio professionale di Del Ghingaro, e secondo fonti di stampa avrebbe visto Valter Alberici, prima delle nomine a Viareggio, come consulente marketing. La stessa agenzia di comunicazione lucchese nel 2018 ha ricevuto un incarico da 32mila euro per la comunicazione da parte di Sea Ambiente e Sea Risorse, due società controllate dal Comune. Tutto regolare, per carità, non stiamo facendo una questione di legalità, ma di scelte politiche.

I Care: il presidente del consiglio di amministrazione della società che ha assorbito la vecchia Azienda pluriservizi e i dipendenti della fallita Patrimonio è Moreno Pagnini, nato a Capannori (e ti pareva) nel 1961.

Proviene da Capannori anche la comandante della polizia municipale Iva Pagni.

Andiamo alla Mover, la società che gestisce i parcheggi. Carlo Basili, nato e residente a Lucca, è il vice presidente del Cda.

Fondazione Carnevale: la presidente è Marialina Marcucci, nata a Barga, portatrice di un cognome “importante” e  imprenditrice di successo.

Una società lucchese, la So&Co ha vinto l’appalto per la gestione dei cimiteri, che comprende anche il laghetto dei cigni

Avendo tempo e spazio, si potrebbe continuare, ma fermiamoci qui. Attenzione: non stiamo insinuando che tali procedure siano irregolari e/o illegali, non spetta a noi dirlo. Ci limitiamo a una valutazione politica, quella dovrebbe essere ammessa, se l’articolo 21 della Costituzione è tuttora vigente.

Qual è dunque il succo di quanto sommariamente ricordato? Del Ghingaro è un uomo estremamente coerente. Vantando la sua superiore competenza, ha sempre rivendicato la funzione di salvatore di Viareggio. E giustamente, dal suo punto di vista, giacché nei 5 anni trascorsi non ha perso occasione per ricordare che la classe dirigente locale ha distrutto la città e fatto fallire il Comune. Attardandosi, molto spesso, i soliti viareggini, in liti “da pollaio” (parole sue). Ora, poiché i pollai sono abitati da polli, ne consegue che il sindaco uscente considera buona parte dei viareggini giovani gallinacei o – in senso figurato, secondo il vocabolario Treccani –  “persone ingenue, credulone, che si lasciano raggirare con molta facilità”. Questo ovviamente non si applica ai suoi sostenitori, chiamati ad applaudire acriticamente le sue gesta. Sì, quelli vanno bene.

Ma appunto, se i viareggini hanno tali difetti, devono essere guidati e amministrati da gente che “sa”, ha “competenza, umanità e libertà”. E allora se vengono di là dal monte, è meglio. Se poi questo configuri – politicamente parlando – una scientifica occupazione del potere a Viareggio da parte dei lucchesi, è un giudizio che lasciamo ai lettori.