COMMENTI, DIARIO - di Moreno Bucci

La guerra contro il Covid nella geopolitica internazionale

di MORENO BUCCI – Chi uscirà prima dalla pandemia, vince la guerra e dominerà l’economia, con il nazionalismo l’Europa sconfitta.

È una “guerra”, quella che si conduce contro la pandemia del covid19! Sembrava a tutti una felice rappresentazione di quello che stava accadendo ed era bello spingere i cittadini a resistere per vincere la guerra. Ora, però, si sta presentando, con la terza “ondata” un fenomeno inatteso: sullo scacchiere mondiale si sono palesate situazioni di rapporti tra gli stati non dissimili da quelle che si manifestano in previsione di un conflitto.

Vanno colte, queste situazioni, perché finora sono state celate dal chiacchiericcio che in campo nazionale e internazionale ha dominato finora la cronaca politica e non solo. In Italia, paese colpito fra i primi in occidente, è prevalso un insipiente ricorso a manifestazioni di pura contrapposizione, che non oso considerare “politico” e che si è estrinsecato nel diverbio tra il governo e le regioni guidate dal centro destra. L’avvento di Draghi al governo della Repubblica ha tolto il velo della propaganda e le dinamiche si stanno facendo più chiare.

Era parso che bastasse “oliare” meglio gli ingranaggi per dare il via alla risposta di massa al virus: vaccinare, vaccinare, vaccinare. Qui cascò l’asino: non c’erano i vaccini in quantità sufficiente. Con scarse “munizioni” la guerra si vince male. Ma non è la guerra tra gli italiani e il virus, quella vera. La guerra è mondiale. Intanto, le varianti. Il virus, si sa, cambia per sopravvivere. E ogni volta che cambia, anche lo scacchiere delle risposte vincenti che gli umani debbono mettere in campo cambiano, poiché quelle già predisposte possono non bastare.

Allora, quali sono le varianti principali? La inglese e la brasiliana. Due paesi, il Regno Unito e il Brasile, che si sono distinti per il “disinteresse” verso le attenzioni a difesa della popolazione. Sono, però, due paesi molto  differenti. Bolsonaro lascia che i suoi cittadini muoiano, Johnson li vaccina. Anche Trump aveva scommesso sul vaccino. Ha perso le elezioni, però la sua strategia l’ha proseguita Biden. Regno Unito e USA hanno il vaccino.

Anche Russia e Cina, hanno il vaccino. Se ne sa meno, ma ce l’hanno. L’Europa, no; non ce l’ha. Ovvero, qualcuno lavora per i vaccini altrui, ma un vaccino tutto tedesco, o francese, o italiano, o spagnolo, o italo-tedesco-francese-spagnolo, non c’è ancora.

Allora, se siamo in guerra,  chi ce l’ha la “bomba atomica” per vincere questa guerra? Chi ce l’ha esce prima dalla pandemia, vince la guerra e riparte “in tromba” dal punto di vista economico. Ed i paesi che  fanno parte dell’UE, legati dal loro nazionalismo, ri-perdono la guerra.