Home LA TORRE DI TATLIN - di Giovanni Bruno La lotta tra modernismo e tradizionalismo nella Chiesa del XXI secolo

La lotta tra modernismo e tradizionalismo nella Chiesa del XXI secolo

by Giovanni Bruno

Il doppio corpo del papato

Il Vaticano è scosso da un nuovo terremoto il cui epicentro è causato da un caso editoriale:  la pubblicazione del libro del cardinale Robert Sarah Dal profondo dei nostri cuori. La fibrillazione non è provocata tanto dalle posizioni notoriamente ultra-reazionarie dell’autore, ma nel coinvolgimento del papa emerito Joseph Ratzinger il quale, avendo risposto ad una richiesta di riflessione sul tema dell’apertura del matrimonio ai sacerdoti, è divenuto coautore del libro. Le cronache mostrano un imbarazzante balletto in cui le tardive dichiarazioni di obbedienza e rispetto “fraterno” al papa in carica nascondono malamente le finalità dell’operazione. Viene infatti più di un dubbio che i protagonisti/antagonisti (Ratzinger, Sarah) da un lato e i coprotagonisti (padre Georg, segretario dell’emerito, l’editore Fayard) dall’altro siano in buona fede: piuttosto, che abbiano lanciato una mossa d’azzardo in una partita più grande, per l’egemonia sul mondo cattolico e il controllo della gerarchia. Comunque la si voglia pensare, benevolmente o malevolmente, il risultato è (in apparenza) un grande pasticcio in cui Ratzinger sembra disorientato e raggirato, protetto (malamente e in ritardo) dal segretario Georg Ganswein.

In realtà, evidente a qualunque osservatore anche non esperto di cose vaticane, l’episodio è piuttosto grave e fa emergere alla ribalta delle cronache la presenza sempre più aggressiva di un’opposizione “tradizionalista” al pontificato di Bergoglio, accusato di essere troppo “progressista” o, in termini più consoni al linguaggio ecclesiastico, troppo cedevole ai richiami del “modernismo”.  Lo scontro che si sta consumando nelle segrete stanze della Chiesa (che vanno ben oltre la cinta delle mura del Vaticano) evidenzia come nella Chiesa si stia alzando un vento reazionario sempre più impetuoso, per insidiare sempre più esplicitamente i tentativi di colpire la corruzione e contestualmente aprire alle nuove istanze della società e avviare un processo di restaurazione politica e teologica.

Il novantaduenne Ratzinger, papa emerito – un’anomalia nella lunga storia della Chiesa cattolica – evidentemente non più ispirato dallo Spirito Santo, probabilmente sottovalutando la portata delle polemiche suscitate dalla pubblicazione del libro del cardinale Sarah in cui compare come co-autore, si è trovato nuovamente schierato in prima linea in contrapposizione a Bergoglio. Sicuramente esistono divergenze tra il rigido teologo prussiano e il focoso comunicatore argentino, ma è probabile che Ratzinger non volesse assurgere esplicitamente ad antipapa, come riferimento di una montante campagna di denigrazione verso l’attuale pontefice in carica: di fatto però il papa emerito, prestandosi alla diabolica lusinga di sentirsi ancora interpellato su temi e questioni dottrinarie, si è esposto ad una manovra politica della fazione interna, dai tratti scismatici, che vorrebbe stravolgere lo spirito del Concilio Vaticano II e costringere la Chiesa a volgere la testa verso una restaurazione dogmatica. Ratzinger non vuol essere l’antipapa, ma facendo da controcanto al ponti pontefice ufficiale rischia di alimentare il doppio corpo del papato, assumendo di fatto il ruolo di capofila della parte più retriva e reazionaria della Chiesa, i cui richiami controriformistici tridentini danno i brividi.

Nella Chiesa da sempre esistono sensibilità fortemente contrapposte, che in alcuni casi – nemmeno troppo rari – hanno provocato scismi, denunce di eresie, richiami all’ordine dottrinario e ad un’ubbidienza acritica e determinata dall’imposizione fideistica dell’adesione alla lettera mistica del dettato evangelico: la novità sta che il pontificato bifronte Bergoglio-Ratzinger non è nato all’insegna della contrapposizione e della reciproca scomunica, ma di un “naturale” passaggio di consegne. Ovviamente, le differenze tra i due papi sono sempre stati chiari: uno, il teologo rigorosamente ancorato ad una visione “rigida” del messaggio evangelico, l’altro, il predicatore capace di comunicare e avvicinarsi alla comunità, attento alle aspettative dei fedeli che sentono la necessità di fermare le cattive pratiche e interrompere le protezioni degli abusi e della corruzione. Non è un caso allora che una imbarazzante e acefala “sinistra” mondiale, in crisi di personalità, con scarse idee ed evanescenza di valori e principi, avendo abdicato all’ambizione di cambiare il mondo e instaurare una società più giusta, abbia assunto abusivamente Bergoglio a proprio leader.  

Il tentativo di nuovo corso si manifesta in molteplici campi: dalla battaglia contro la corruzione e la piaga dei preti-pedofili, a temi sociali come la volontà di accoglienza della Chiesa, o politici come l’opposizione contro le guerre e le organizzazioni criminali come la mafia, da battaglie culturali come una parziale accettazione dell’omosessualità a temi come il sacerdozio alle donne o la questione aperta col Sinodo per l’Amazzonia, che ha dato la stura allo scontro emerso con pubblicazione del libro di Sarah. Su questo tema, i rappresentanti del Movimento Shalom di San Miniato hanno argomentato mirabilmente l’esigenza di superare rigidità su questioni come il celibato dei sacerdoti, evidenziando che non vi è alcuna limitazione dottrinaria, ma solo una scelta che va lasciata libera. È un esempio, assieme a moltissimi altri: don Biancalani che a Pistoia accoglie i migranti, il padre comboniano Alex Zanotelli da sempre schierato contro le guerre che stigmatizza la violenta propaganda razzista di Salvini, don Ciotti fondatore di Libera contro le mafie, don Puglisi vittima di Cosa Nostra … l’elenco potrebbe continuare a lungo.

In questa fase storica, non si sente proprio il bisogno di un’insorgenza reazionaria, di una nuova guerra di religione, alimentata da una visione auto centrata e miope della storia e della società: è auspicabile, anche per la cultura laica, che nella Chiesa non riemerga una concezione retrograda della religione ad alimentare nuove forme di fideismo, al servizio della repressione sociale e della volontà di potenza nel mondo.

You may also like

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accetto Continua a leggere

Privacy & Cookies Policy