LA MENTE E IL LOOK: LA PSICHE VIENE INFLUENZATA NELL’ABBIGLIAMENTO E LO INFLUENZA (di Ugo Cirilli)

La moda, nelle sue varie sfaccettature, è un argomento spesso dibattuto sui principali media. Tuttavia, non sempre ci si sofferma abbastanza sulle valenze psicologiche che il look può assumere.

La ricerca ha messo in lue due interessanti dati di fatto. Da un lato, la scelta di un determinato abbigliamento può suscitare specifiche reazioni psicologiche nel prossimo e perfino in chi lo indossa. Dall’altro, il look che indossiamo può riflettere il nostro umore del momento, più di quanto pensiamo.

Vediamo quindi alcune interessanti connessioni tra la psiche e il modo di vestire.

Gli effetti dell’eleganza

Potremmo pensare che nella nostra società, che ha sdoganato l’abbigliamento casual anche in molti ambienti di lavoro, l’eleganza non colpisca più come un tempo, ad eccezione di specifici contesti.

Invece, l’abito formale influenza ancora profondamente la percezione che gli altri hanno della persona che lo indossa. Secondo alcuni studi il look elegante può far apparire un individuo più autorevole e affermato.

In una ricerca inglese ad esempio avvocati e dentisti, presentati in fotografia a un campione di persone, davano l’impressione di essere più competenti e affidabili quando indossavano un completo, o quantomeno una camicia bianca con cravatta, anziché jeans e t-shirt.

L’abbigliamento elegante può cambiare addirittura il comportamento e l’idea di sé del professionista che lo indossa. In un interessante studio sperimentale americano, alcuni giovani partecipavano a un gioco di ruolo, in cui interpretavano la parte di businessmen che negoziavano un acquisto di merci, con un’altra persona a rappresentare la controparte. Alcuni di loro dovevano presentarsi con un completo formale, altri con gli abiti di tutti i giorni o con i pantaloni di una tuta. I giovani dal look elegante concludevano la simulazione di trattativa guadagnando le condizioni più favorevoli. Secondo i ricercatori il completo li rendeva più sicuri e tenaci nella negoziazione.

Un jeans…malinconico?

Quando pensiamo al jeans, probabilmente le prime sensazioni evocate non saranno di malinconia: si tratta di un capo legato a un’idea di libertà e di praticità, reso iconico da attori e rockstar…

Eppure, non sempre il suo utilizzo è un emblema di vitalità e buonumore.

In uno studio inglese sul rapporto delle donne con il look, è stata osservata una tendenza a indossare jeans casual quando l’umore era basso. Quando le donne si trovavano in una condizione di buonumore, spesso preferivano abiti più elaborati, dal taglio preciso e dai colori più vivaci. La possibile spiegazione? Il jeans è un capo pratico, spartano: chi si trova in una condizione di malumore tende a dare poca importanza alle apparenze, preferendolo agli outfit più ricercati.

Le scarpe parlano di noi

Cosa dicono di noi le scarpe che indossiamo?

In una ricerca del 2012 dell’università del Kansas, alcune persone osservavano le fotografie delle scarpe indossate più spesso da altri individui, cercando di capire qualcosa sulla personalità di questi ultimi. I risultati sono interessanti.

Le calzature di marca costose, appariscenti e in condizioni impeccabili erano considerate un segno di insicurezza: l’impressione era che il proprietario cercasse a tutti i costi l’attenzione altrui.

Modelli appuntiti e con il marchio piuttosto evidente davano l’idea che chi le indossava non fosse molto gentile e collaborativo, come era invece giudicato chi optava per calzature comode e non dispendiose. Curiosamente, la forma appuntita della scarpa suscitava anche un’impressione di instabilità emotiva, così come il tacco particolarmente alto.

Un dato sorprendente dello studio è che, in molti casi, i giudizi basati sulle scarpe coglievano aspetti reali della personalità dei proprietari.

Se è vero che “l’abito non fa il monaco”, dobbiamo tuttavia riconoscere che la scelta di un certo look non è solo un fatto estetico. Potrebbe influenzare tanto gli altri quanto noi stessi e, in alcuni casi, rivelare qualcosa della nostra personalità o del nostro stato d’animo.

Studi citati:

Furnham, A., Chan P. S., Wilson E. (2013) What to wear? The influence of attire on the perceived professionalism of dentists and lawyers. Journal of Applied Social Psychology, vol. 43, Issue 9, September 2013 (pages 1838-1850)

Kraus, M. W., & Mendes, W. B. (2014). Sartorial symbols of social class elicit class-consistent behavioral and physiological responses: A dyadic approachJournal of Experimental Psychology: General, 143(6), 2330-2340.

University of Hertfordshire. “Happiness: it’s not in the jeans.” ScienceDaily. ScienceDaily, 8 March 2012. 

Gillath O., Bahns A. J., Ge F., Crandall C. S. (2012). Shoes as a source of first impressions. Journal of Research in Personality, Volume 46, Issue 4, August 2012, Pages 423-430