FOCUS, LA PIETRA DI MINERVA - Giancarlo Altavilla

La Ministra Azzolina, un funambolo senza poesia

di GIANCARLO ALTAVILLA – Ha detto ieri l’Azzolina che i banchi di scuola con le ruote servono ad avvicinare gli studenti, non per la pandemia

Ieri mi è tornato alla mente un libro. Fiaba di Natale, il sorprendente viaggio dell’Uomo dell’aria, scritto da Simona Baldelli e pubblicato dalla Sellerio. È la breve storia di un funambolo che, ormai vecchio, decide di salire un’ultima volta sulla corda e di percorrere a molte decine di metri d’altezza lo spazio di una piazza, dal campanile alla biblioteca.

Nell’incedere sul cavo, egli pensa, ricorda, e parla con coloro che gli si avvicinano, al sicuro sulla piattaforma mobile dei vigili del fuoco. Molti personaggi sospesi nell’aria si avvicendano al cospetto del funambolo, e parlano e ascoltano; capiscono l’importanza di sognare, di impegnarsi, di rischiare. E nei dialoghi c’è il dipanarsi del vero e dell’onirico, di ciò che è stato e avrebbe potuto essere.

C’è una figlia che mente, per l’imbarazzo di confessare i suoi errori. C’è un pompiere che parla di tutto, ma tace la sola cosa che gli importa e che lo angoscia. C’è un medico stressato, che niente gli importa e nulla lo angoscia. E c’è una giornalista la cui coscienza è sepolta per sempre nel suo cinismo.

Il libro mi è venuto in mente ascoltando le parole della Ministra Lucia Azzolina, ieri, non ricordo su quale canale televisivo. Quando ha affermato che i banchi di scuola con le ruote non avevano un nesso con la pandemia e non servono a tenere distanziati gli studenti, ché anzi le ruote ‘avvicinano’ e non solo il compagno di banco ma chiunque, ho visto il funambolo.

Davanti alla imbarazzante circostanza che la pandemia a scuola avrebbe richiesto altre e più serie iniziative (per esempio quella di dotare tutti gli istituti di una linea internet e di lavagne elettroniche), risultando quella dell’acquisto milionario di banchi di plastica e a rotelle, la più inutile e grottesca, la Ministra, dopo una breve e pericolosa oscillazione della fune, ha riconquistato la posizione eretta, buona per proseguire. Ipse dixit: i banchi sono un investimento autonomo, e il fatto che consentano di circolare liberamente serve a far scuola all’americana, componendo e modificando i gruppi di studio nelle classi, evitando la staticità e la obsoleta solfa del compagno di banco.

Vedete quant’è importante la giovinezza nelle istituzioni? Pensate forse che a Giovanni Spadolini o a Tullio De Mauro sarebbe venuta in mente un’idea così innovativa e moderna? L’istituzione giovane non ha spiegato perché un investimento solo casualmente condizionato dalla pandemia, sia stato compiuto in fretta e furia (tutto doveva compiersi all’inizio dell’anno scolastico) da un commissario straordinario e in deroga alle regole ordinarie degli acquisti pubblici. Ma questa è solo una curiosità insolente, di chi, è evidente, giovane non è più.

Come il funambolo del libro, anche la Ministra Azzolina, è giunta al di là della piazza, percorrendo abilmente la corda tesa sulla testa degli spettatori, che stanno sempre in basso, si sa. Ma nel passaggio dalle pagine del libro alle parole ministre, si è persa la magia.

Il vecchio, camminando nell’aria, faceva guardare in alto, verso le nuvole, il cielo, le stelle. L’operazione funambolica della Azzolina, invece, non era magica, non era onirica. Era una brutta cover di un film di Fellini.

Il suo incedere non stava nell’aria, ma nello spazio stretto di una corda, appesa al niente.

(foto: licenza pxhere – https://pxhere.com/it/photo/1134226 )