Home CULTURA La musica altera la percezione delle news? Una riflessione sull’attualità

La musica altera la percezione delle news? Una riflessione sull’attualità

by Ugo Cirilli

Da quando è scoppiata l’emergenza Covid-19, comprensibilmente i TG e gli altri programmi di attualità hanno dedicato enorme spazio all’argomento. Trasmissioni di approfondimento sono state create e inserite nei palinsesti per l’occasione.

A volte, guardando servizi sull’emergenza, mi sono imbattuto in “colonne sonore” apparentemente appropriate ma che suscitavano una riflessione.

Mentre la voce del cronista o del conduttore presentava dati preoccupanti, numeri dei contagiati, difficoltà del sistema sanitario, una musica piuttosto cupa caricava ulteriormente l’atmosfera di inquietudine.

Perché questo elemento mi fa riflettere?

Perché mi domando se certe scelte sonore siano davvero funzionali a una fruizione ottimale delle news. Per fruizione ottimale intendo una comprensione lucida e razionale dei dati presentati, che rifugga tanto la superficialità quanto i catastrofismi inutili.

Vediamo alcuni studi che spingono a interrogarsi sull’utilizzo della musica nei programmi di informazione.

Gli effetti di un sound “aggressivo”

Uno studio messicano condotto dal prof. Roberto Hernandez Valderrama ha esaminato le reazioni suscitate dalla musica veloce e aggressiva sulle persone. A 31 ragazzi e 106 ragazze, tutti studenti di Psicologia, è stato chiesto di ascoltare alcuni brani musicali heavy metal, di cinque minuti ciascuno. In totale ogni partecipante ha ascoltato 47 minuti di musica. I partecipanti mostravano un grado crescente di irrequietezza durante l’ascolto: la musica particolarmente energica li spingeva a muovere continuamente i piedi e le mani, a cambiare spesso posizione. Per il prof. Valderrama quel sound aveva intensificato l’azione del sistema nervoso simpatico, che scatena l’attivazione fisiologica nelle situazioni di “allerta”. Un’attivazione che doveva essere esternata fisicamente.

I brani musicali stimolavano quindi l’azione, invitavano a muoversi freneticamente a ritmo. È questa, forse, la ragione della popolarità di alcuni generi underground: rappresentano una catarsi emotiva, una “fiammata” di eccitazione che può scaricare dalle emozioni negative.

Le tracce che ho ascoltato durante le trasmissioni sul Covid-19 non erano certo heavy metal, devo precisarlo. Tuttavia, a volte avevano comunque ritmiche veloci e/o utilizzavano accordi minori, dalla connotazione cupa.

Se la musica molto movimentata e dal sound drammatico spinge a muoversi per scaricare l’attivazione fisiologica, siamo però sicuri che sia adatta a introdurre notiziari e approfondimenti?
La nostra attenzione di fronte alle news dovrebbe focalizzarsi sul contenuto.

Se ci sentiamo attraversati da una “scarica d’energia”, ciò potrebbe perfino esasperare la nostra ansia per la situazione.

Esiste una forma di musica che predisponga nel modo giusto all’ascolto e alla comprensione delle notizie?

Mozart e non solo: quando la musica tranquillizza (e migliora la performance cognitiva)

L’idea di un genere che “renda più intelligenti” probabilmente è pura fantascienza, ma esistono studi che hanno individuato momentanei effetti positivi di alcune composizioni sul benessere psicofisico.

È il caso di Mozart: in uno studio pubblicato sulla rivista Acta Cardiologica nel 2015, la sua musica induceva una riduzione della pressione sanguigna sistolica in pazienti affetti da infarto miocardico acuto. In un’altra ricerca, sono stati prelevati campioni di sangue ad alcune persone che ascoltavano il suo concerto per violino n° 3 in Sol Maggiore (K126). Risultava aumentata l’attività dei geni responsabili della produzione di dopamina, un neurotrasmettitore implicato anche nelle sensazioni di buonumore.

In una ricerca del 2010, invece, brani veloci di Mozart ascoltati in sottofondo miglioravano le prestazioni cognitive degli studenti universitari, in alcuni test di abilità (ad esempio individuare coppie di figure uguali ma ruotate con angolazioni diverse). Anche tracce “movimentate” possono quindi giovare all’elaborazione delle informazioni, purché non abbiano una carica energica e una cupezza esagerate.

In uno studio delle Università del Maryland e della Pennsylvania, che avevo già citato un precedente articolo, la produttività e l’accuratezza di alcuni radiologi risultavano incrementate dall’ascolto di musica barocca.

Se i servizi televisivi sulle tematiche d’attualità delicate non si legano benissimo a musiche in modo maggiore, dal sound solare, esistono brani dalle atmosfere più neutre e “serie” ma capaci di calmare almeno in parte la psiche. Ne troviamo alcuni esempi sul sito web della British Academy of Sound Therapy, un ente privato inglese che si occupa di ricerca e musicoterapia. Alcune tracce di questo tipo appartengono al genere “ambient”, dalle sonorità oniriche e rarefatte.

Le possibilità di creare una soundtrack adeguata sono quindi varie. Chi gestisce i media dell’informazione dovrebbe avere sempre come obiettivo la fruizione ottimale delle news da parte dello spettatore, la comprensione dei dibattiti in corso. Creare una sorta di cortometraggio drammatico con musiche ansiogene non è, a mio avviso, il modo migliore per divulgare informazioni e sensibilizzare su questioni delicate.

Per approfondire:

Gruhlke, Luiza & Patricio, Marcelo & Moreira, Daniel. (2015). Mozart, but not the Beatles, reduces systolic blood pressure in patients with myocardial infarction. Acta cardiologica. 70. 703-706. 10.2143/AC.70.6.3120183.

Angel, L. A., Polzella, D. J., & Elvers, G. C. (2010). Background Music and Cognitive Performance. Perceptual and Motor Skills, 110(3_suppl), 1059–1064. https://doi.org/10.2466/pms.110.C.1059-1064

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