La Pasqua è un giorno straordinario per tutti

di ALDO BELLI – Buona Pasqua a tutti i nostri lettori, la nostra storia non può prescindere dalla Passione e dalla Resurrezione di Gesù.

Il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero, a loro scelta. Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto Barabba. Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: “Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?”. Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia… I sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò: “Chi dei due volete che vi rilasci?”. Quelli risposero: “Barabba!”. Disse loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?”. Tutti gli risposero: “Sia crocifisso!”… Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso!

Non fu la Legge, fu il popolo a condannare Gesù alla Croce. In fondo, potremmo anche aggiungere: il popolo – in quella circostanza – libero delle proprie azioni. Il significato religioso travalica nella storia, e rimane sempre attuale duemila anni dopo. Nel giorno in cui si festeggia la Resurrezione di Gesù, nella festa l’onta più grande rimane.

Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa…. l’angelo disse alle donne: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto… Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: “Salute a voi”. Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: “Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno”.

Così come Gesù si presenta bambino ai pastori, e nell’ultimo gemito di vita terrena sulla Croce si rivolge al padre come qualsiasi altro uomo, “Elì, Elì, lemà sabactàni? – padre mio perché mi hai abbandonato? – tre giorni dopo sceglie due donne per dare l’annuncio della sua resurrezione. Anche in questo epilogo il significato religioso travalica nella storia, e rimane ugualmente attuale. Lo dovrebbe essere anche per la Chiesa Cattolica che continua a negare il sacerdozio alle donne.

Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, dicendo: “Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore disse mentre era vivo: Dopo tre giorni risorgerò. Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché non vengano i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: È risuscitato dai morti. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!”. Pilato disse loro: “Avete la vostra guardia, andate e assicuratevi come credete”. Ed essi andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia.

Il sepolcro fu sigillato e protetto dalle guardie, ma nessuna pietra o armatura riuscì a nascondere la verità, e questo è un altro significato religioso che travalica nella storia. Come in questi giorni i nostri occhi si appannano di fronte alle atrocità della guerra dimenticando le guerre che perdurano da secoli in altre parti del mondo.

Paradossalmente, nell’epilogo del Vangelo secondo Matteo la dignità umana si rinviene negli opposti: i discepoli di Gesù – pur essendo una minoranza e perseguitata – che non rinunciano al proprio credo fino all’estremo martirio e non per la propria personale salvezza o il proprio personale interesse, e Giuda il traditore che alla vista di Gesù condannato si pentì dandosi la morte, “Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi”. Anche questo è un significato religioso che travalica nella storia, attuale ancora duemila anni dopo.

Buona Pasqua a tutti i lettori di TOSCANA TODAY.