La pista in tartan allo stadio comunale di Viareggio la prima in Italia

La pista in tartan dello stadio dei Pini-Bresciani avrà una nuova vita? Non ora ma fra un paio d’anni, assicura il Palazzo. Chi vivrà, vedrà. E così dopo un lungo periodo in cui era finita nel dimenticatoio, il ‘gioiello’ di mezzo secolo fa potrebbe tornare a brillare. Con tutto quel che vorrebbe dire in termine di indotto non solo legato allo sport di base ma anche per il turismo in bassa stagione: la migrazione primaverile di centinaia e centinaia di giovani atleti tedeschi o scandinavi, destinazione Viareggio e Versilia, era finalizzata agli allenamenti allo stadio dei Pini-Bresciani e al jogging in pineta, a Levante come a Ponente. Dagli anni ’70 in avanti per oltre un quarto di secolo. Poi stop. Non totale ma sostanzioso. Ora insomma c’è da ricostruire quel legame molto importante anche per l’economia cittadina. Ma il punto di partenza sarà – per Viareggio e dintorni – riavere uno stadio funzionale e all’avanguardia, con una pista in tartan (utilizzabile ovviamente anche dalla sezione atletica del Cgc Viareggio) in grado di rispondere alle esigenze degli atleti.

GIA’ la pista in tartan: la prima in Italia in un impianto pubblico. Costò 85 milioni di vecchie lire: 30 vennero garantiri con un contributo a fondo perduto da parte della Fidal, gli altri 55 furono in carico al Comune con un mutuo di 25 anni. Era il 12 ottobre 1969 quando la pista venne inaugurata al termine del raduno della Nazionale maschile (che alloggiava al collegio ‘Colombo’ e a villa Cavanis di Capezzano Pianore). Il nuovo impianto all’avanguardia fu il risultato di una grande azione a tenaglia fra pubblico (il Comune con l’allora emergente assessore allo sport, Paolo Barsacchi) e privato (il Cgc Viareggio rappresentato dal presidente Torquato Bresciani) nei confronti della Federazione italiana di atletica leggera: i dirigenti federali sapevano che a Viareggio c’erano uomini innamorati dell’atletica leggera a cominciare da Torquato Bresciani che con la ‘sua’ società Atletica Viareggio alla metà degli anni ’20 aveva tenuto a battesimo il talentuoso saltatore in lungo Arturo Maffei. Non era stato dunque un caso che nel 1967, prima ancora dell’inaugurazione della pista in tartan, sulle pedane e sulle piste in tennisollite dello stadio dei Pini, venisse disputato il triangolare fra Italia, Spagna e Stati Uniti. Per gli americani si trattava del ritorno in Europa a distanza di sette anni dalle Olimpiadi di Roma. E dopo l’inaugurazione della pista in tartan – 12 ottobre 1969, con esibizioni di atleti azzurri – Viareggio, sempre con il sostegno logistico del Cgc, ospitò nel 1970 i campionati mondiali militari e nel maggio 1991 i campionati nazionali universitari. Facile immaginare la soddisfazione degli organizzatori e anche il giro di affari che migliaia di giovani potevano garantire alle categorie economiche cittadine.

MA IL FEELING fra Viareggio e l’atletica leggera ad alto livello non era che agli inizi: il 26 luglio 1971 allo stadio dei Pini si svolge triangolare fra le nazionali di Italia, Grecia e Spagna. Fu la prova generale per la grande epopea del meeting Internazionale arrivato – con una breve ma tempestosa parentesi – anche nel nuovo secolo: l’11 agosto 1972 prese il via la prima edizione del meeting internazionale ‘Riviera della Versilia’ andato avanti fino al 1989, per poi ripartire dopo una sosta di otto anni e un maquillage all’impianto con l’etichetta di Gran Galà di atletica leggera della Versilia, dal 1997 al 2003, arricchiti soprattutto nella fase ascendenti da grandi personaggi, primo fra tutti Pietro Mennea, per passare poi all’indimenticabile notte mondiale del 1987 di Alessandro Andrei nel lancio del peso. Nel 2002, lo stadio dei Pini ha ospitato i campionati nazionali assoluti. Il canto del cigno per i grandi eventi, nel luglio 2005 quando si svolse un altro triangolare fra Italia, Russia e Francia. Poi the end. Sono passati tredici anni di quasi oblio per l’atletica leggera ad alto livello. Forse è scoccata l’ora per ripartire con realismo. Corsi e ricorsi storici aspettano lo stadio dei Pini-Bresciani.