di FORTESTOMACO – Il nuovo gioco Risiko per divertirsi in compagnia! Passate le feste gabbato lo Santo. I Cantieri sono tutt’ora fermi.
di Fortestomaco
I Cantieri della politica (si far per dire!) sono tutt’ora fermi o avviluppati nelle loro interne contraddizioni. Ecco che abbiamo provato ad utilizzare, adattandolo, il famoso gioco di strategie e tattiche militari: Risiko.
La trasposizione presenta subito notevoli difficoltà: in particolare per la spiccata propensione a cambiare facilmente campo dei politici locali. Inoltre, nel gioco del Risiko i territori sono delimitati da rigidi confini mentre nella politica a Viareggio i confini sono molto labili, variabili, mobili, un po’ come la donna del Rigoletto. Poi, fondamentale a Risiko, è mantenere il segreto: mentre nella politica viareggina il segreto è sempre quello di Pulcinella! Comunque proviamo a stabilire le aree basiche sulla nostra mappa suddivisa in territori.
Area del Centrosinistra. Gli strateghi dei vari gruppi si sono riuniti prima della fine dell’anno e poi a Befana, ma non hanno ancora combinato granché! Hanno deciso di meditare ancora, ciascuno a casa sua, prima di rivedersi. Ora sono in piena attività zen, o stanno ristudiando le grandi battaglie del passato: quelle di Cesare, di Napoleone, dei Mille di Garibaldi… Mentre i più moderni e tecnologici preferiscono i droni, la robotica e lo spionaggio.
Colonnelli e generali dei gruppi minori del Centrosinistra non hanno posto al gruppo carbonaro Piddino in maniera chiara, netta e risolutiva la questione della inadeguatezza della candidatura di Federica Maineri, e neppure la loro contrarietà alle primarie. I trascorsi militari della Generalessa Maineri – in qualità di vice comandante in capo nell’esercito degli avversari principali di oggi – consiglierebbero, infatti, di evitare di puntare i piedi. I sergentini carbonari Piddini però si sono indispettiti alquanto… Anzi, a dire il vero incazzati parecchio!
I Piddini carbonari son fatti così! Di fronte ai problemi e alle critiche tirano avanti, e quindi hanno riproposto il loro prendere o lasciare: la Generalessa o le primarie! Durante il periodo di convivenza amorosa con Giorgione, i piddini hanno imparato l’arte del bannare: oggi s’indispettiscono di fronte a critiche, non accettano suggerimenti, non tollerano che ci siano dubbi tra i pochissimi adepti al loro club carbonaro, figuriamoci come reagiscono nei confronti di quelli che considerano ruote di scorta dell’alleanza.
Mentre si svolgevano le riunioni del Cantiere tra Babbo Natale e la Befana, la Generalessa era già scesa in campo – direttamente, da sé, senza attendere le granitiche e numerose schiere del club carbonaro né gli esiti delle riunioni del Cantiere – avec beacoup charme et délicatesse… Un po’ come quelle dell’elefante che entra in un negozio di cristalli. Oltre alle gigantografie con il sol dell’avvenir alle spalle – oggi riproposte con l’annuncio che lei è in campo e pronta per la sfida delle primarie – si è trasformata in intervistatrice, animatrice del risveglio cittadino. In passeggiata ferma la casalinga, il giovane e il pensionato a cui chiede cosa vorrebbero o di cosa ci sarebbe bisogno per Viareggio (il club carbonaro, purtroppo, non le ha fornito nessuna traccia visto che non conosce le esigenze e i bisogni della citta, costretto da anni alla semi clandestinità o alle gestioni commissariali).
In questi raid da giornalista d’inchiesta, la Generalessa è accompagnata dal suo cameramen di fiducia: il grande Geronimo. Qualche malizioso ha pensato che questa propensione da show-girl nasconda, invece, l’astuta indicazione di una strada alternativa, una sorta di intelligente exit strategy: accordo della coalizione su un candidato/a diverso e lei, la Generalessa, proposta a capo di un gabinetto… A Viareggio o a Firenze… O a Lucca… O a capo di un nucleo stampa e propaganda di qualche amministrazione amica.
E nooo! Vi sbagliate di grosso! Quando le ditte minori hanno fatto la proposta di un civico, un potenziale positivo federatore per superare l’impasse del generale capo, i carbonari Piddini hanno subito tuonato: primarie primarie! La proposta non è banale: si tratta di un imprenditore della Nautica, Andrea Giannecchini, conosciuto e stimato in città e nelle darsene, con alle spalle importanti esperienze di direzione di associazioni ed enti istituzionali locali e regionali. Su Giannecchini si è registrato un largo consenso e nessuno apertamente ha mosso critiche. Il Pd non è in grado di fare però un passo indietro sacrificando un po’ di se stesso per favorire un’intesa generale. Manco un secondo di riflessione, una pausa per verificare la questione in una assemblea degli iscritti o negli organismi o con il regionale. Ha invece puntato i piedi : primarie primarie! Giannecchini faccia le primarie e si misuri con la nostra Generalessa!
Chi ha in mano (non agitatevi per favore, si fa solo tanto per dire… metaforicamente) strategie e tattiche dei carbonari è un tristo maresciallo minore: vive nell’ombra, parla poco, non ama il confronto, è sicuro di sé solo quando detta le parole scritte al giornalista. Lui è con e per la Maineri senza se e senza ma… Si fa forza e cerca di farsi coraggio (un po’come gli viene) e e dice perentorio: o la generalessa o le primarie!
Meglio una guerriglia interna, una sorta di Todo Modo sciasciano, per stabilire chi sarà il capo e poi “…alla pugna con una parola sola, categorica, dettata dal destino … Vincere e vinceremo! Mentre il sole illumina la faccia sorridente della Generalessa…” Forse, anche qualche ditta minore pensa di regolare i conti nella famiglia allargata (magari quelli con il Pd, rimasti in sospeso qualche tempo fa a seguito dei commissariamenti regionali e del tabula rasa ) con il ricorso alle democratiche primarie: Un candidato per ciascun partito o per raggruppamento del Cantiere e poi tutti al pre-voto. Ahahah! Non ce la facciamo più dal ridere… Ci vuole ancora la toilette e un pronto ricambio di braette.
Se non è ambizione, certamente è la granitica e apodittica convinzione di avere nel corpo d’armata la Migliore. Ovvero Lei, la Generalessa, già aiuto regista del film del 2020 “L’ Ammucchiata delghingariana: c’eravamo tanto amati.” Lei, del resto, è anche una fans sfegatata del film disneyano “Cenerentola” e ogni giorno canta a squarciagola: “I sogni son desideri di felicità… Se hai fede chissà che un giorno la sorte non ti arriderà.. Tu sogna e spera fermamente. Dimentica il presente E il sogno realtà deverrà“. Ci crede davvero, sinceramente, onestamente, francamente: e questo è il vero problema!
A Viareggio l’élite intellettual-filosofica-materialistica – un piccolissimo gruppo settario e bolscevico – pensa che sia utile regalare al Club carbonaro Piddino il leniniano Che fare? Forse, pensano, ma ovviamente s’illudono, che leggendolo, non le parti bianche come fanno di solito ma quelle scritte in nero, i dirigenti Piddini potrebbero trarne qualche utile consiglio. Macché! I dirigenti carbonari sono abbonati da tempo soltanto ai “Diari delle Schiappe“ “e certo non vogliono perdere tempo con libri preistorici!
Tra qualche giorno il Cantiere tornerà a riunirsi con due possibili scenari: tutti proni e chini dietro al Club carbonaro Piddino: “for Maineri Sindaca o for primarie”; oppure – a giudicare dall’assenza di spina dorsale delle ruote di scorta – crisi del cantiere e divisione del campo. Sotto il grande cielo come diceva Confucio: grande è la confusione e la situazione è eccellente. E’ stata infatti annunciata – sollecitata da diverse parti – anche la disponibilità a candidarsi dell’ex Presidente della Provincia di Lucca, nonché ex assessore regionale Stefano Baccelli, che quindi potrebbe essere un altro candidato alle primarie del Cantiere (in qualità di indipendente… Civico! Figuratevi voi!): sembra attratto e stimolato dal Risiko, ma anche dal prossimo Carnevale, e sappiamo che ha già tirato fuori dal suo armadio una bella maschera. Stiano, dunque, tranquilli la Maineri e i dirigenti carbonari Piddini: le primarie saranno per davvero una agguerrita competizione senza risparmio di colpi più o meno proibiti! Certamente una prova generale per la già scritta Vittoria! Comunque sia… Voilà: ecco a voi l’orticello per ora solo allagato (non allargato) del fu centrosinistra.
Area Centrodestra: la situazione è quasi speculare. Strategie e tattiche tutte da definire, solo molto fumo e niente arrosto. C’è, invero, un candidato già indicato da tempo da Forza Italia, Ciro Costagliola, ma sembra destinato a farsi da parte per lasciare il passo all’onorevole Riccardo Zucconi di Fratelli d’Italia – a quanto si dice varato dal nazionale del partito e rispedito al mittente. Da quello che ci risulta, però, Riccardo Cuor di Leone ancora non ha sciolto il nodo, pare che lo farà, ma ancora l’ufficialità non c’è! Ci auguriamo vivamente che il nodo non sia come quello gordiano.
Temi, strategie, tattiche della campagna di primavera, quindi, tutte ancora da definire. Carte sul tavolo da mescolare, un po’ di finte, qualche bluff ma per ora nessuna decisione definitiva e i dadi sono ancora nel loro bussolotto. Un barlume di tattica comune alle aree c’è: attesa ansiosa dell’avvento della zona Cesarini per segnare un golletto insperato, a tempo quasi scaduto, per distrazione degli altri, l’hai visto mai?
Il Centro sinistronzo. Le truppe cammellate della Granaiola fanno finta di essere pronte: i mezzi stanno facendo il riscaldamento motori, le nuove batterie sono state collocate. Un manipolo di grandi strateghi, quelli che si riunivano la mattina nel bar vicino al Municipio per congiurare contro il Padron del Baccellaio, sono coraggiosamente e coerentemente scesi nuovamente in campo. Non nel campo largo, ma nell’orto dei Getsemani dove avevano sperato di dare il bacio fatale al Giorgione. Le cose sono andate un po’diversamente: anticipati dal classico calcio nel sedere sono caduti scornati da cavallo. Ma hanno subito detto che invece erano scesi perché loro sono di Sinistra con la esse maiuscola (ahahah!!! Le nostre mutande si stanno di nuovo colorando di un giallo intenso).
Sono e resteranno i comici più blasonati di tutti i tempi… Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo, destinati a qualcosa in più… si parlava con profondità …. tra un bicchier di coca ed un caffè tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi farò… (Ahahah!). E manco a dirlo si son dati appuntamento con Un caffé per Viareggio al Varignano… Come hanno scritto: per Crescere e vivere nei quartieri. Si ritrovano al Varignano dove sono diventati popolarissimi: negli ultimi dieci anni avevano addirittura noleggiato un pulmino-navetta per garantire i loro frequentissimi viaggi nelle periferie. La gente del quartiere mormora entusiasticamente: “Sono ancora qua, da dieci anni abbiamo il loro fiato sul collo… Questi amministratori sono sempre tra noi! E così cresciamo sempre di più!…” Ahahah! Roba da Canzonetta del Carnevale!
In questa area si aspetta in febbril ansia sospetta colei che non arriva ancor… Si vedrà dopo Carnevale, ai primi di marzo, sempre in quella famosa e famigerata zona Cesarini. Aspettano, aspettano e sperano: “O cavallina , cavallina storna… con negli occhi l’eco degli scoppi, seguitasti la via tra gli alti pioppi… O cavallina cavallina storna…” ci porterai la Marialina?
Continua intanto l’esilarante spettacolo di Fare Viareggio sotto la supervisione della Senatrice Granaiola e la direzione artistica delle quattro volpi nel deserto (Federico Pierucci, Sandra Mei, Valter Alberigi e lo Zappelli Zigezag). E’ stato diramato un allerta, bollino rosso per Viareggio e zone limitrofe: convegno di volpi strage di galline!
Eserciti o plotoni sparsi. Ce ne sono e si stanno organizzando, ma non si sa ancora se decideranno di prender le armi per davvero e partecipare alla battaglia di primavera. Forse, si schiereranno con qualche cartello principale come truppe irregolari o forse decideranno di far guerriglia a se stanti e contro tutti. Siamo sicuri che comunque anche loro si fregeranno dell’aggettivo civismo! Nelle segrete riserve indiane sono stati notati anomali movimenti di truppe: sono gli spostamenti delle varie tribù? Movimenti delle Logge? Per favore, mi raccomando, spiegate al Segretario Cittadino del Pd che non ci si riferisce a quelle coperte del Mercato di Via Cavour! Si segnalano anche attività insolite di politici che hanno calcato la vita cittadina da protagonisti negli anni tra la prima e la seconda Repubblica. No, non vi allarmate, non si aspetta la Dia de los Muertos né un Halloween del Burlamacca, soltanto una Transmetamorfosiclorofilliana!
Per ora sulla mappa del Risiko viareggino, in campo c’è solo un esercito con soldati e mezzi pesanti già posizionati e pronti per giocare: hanno un obiettivo che tengono segreto, hanno alle spalle campagne vittoriose e possono esibire le loro realizzazioni nelle zone occupate. Generali adeguati alla guerra ibrida ci sono e possono contare anche su quelli attualmente impegnati nel Servizio Sanitario di Corpo d’Armata. Loro, a differenza degli altri cantieri, stanno lavorando per davvero. Saranno le truppe del Generale Patton di Lucca o dintorni? A voi, cari lettori, indovinare!
Si potrà cominciare a giocare ufficialmente solo quando tutti saranno pronti, ma con una avvertenza, un avviso ai contendenti: il gioco è a tempo e molto probabilmente dovrà finire a marzo o ad aprile. Prima di dare le carte e cominciare la partita dovremo quindi ancora aspettare. A Carnevale, proprio durante i baccanali, forse inizieranno a delinearsi un po’ meglio i contesti di guerra, la fisionomia delle aree, e conosceremo, alfine, i generali o le generalesse che guideranno le truppe in campo.
Mi raccomando non uscite mai di casa senza avere in tasca una confezione di Maalox o, in alternativa, il vecchio Antonetto, quello che potete prendere anche in tram! Solo a digiuno e almeno tre volte al dì!
PS: Il civismo è la nuova moda, quasi un’ossessione! Tutti i politici ne vanno matti… E chi non è civico peste lo colga, parafrasando la battuta del grande Amedeo Nazzari nel film La cena delle beffe. Viareggio è infatti in attesa delle beffe, ma molto probabilmente senza la cena.
