ATTUALITA', CULTURA E ATTUALITA' - di Celestino Pio Casula

La pubblicità copia e incolla

di CELESTINO PIO CASULA – La comunicazione pubblicitaria senza identità che prescinde dai luoghi e dalle culture di ciascuno.

L’evoluzione della specie diceva una pubblicità automobilistica Fiat parlando del modello allora in promozione: la Ritmo. Un’altra pubblicità diceva che la Uno è Comodosa, Risparmiosa Scioccosa, Scattosa… con un lancio mondiale a Cape Canaveral. Perché queste due citazioni? Perché allora l’italiano era la lingua (magari con qualche libertà) che faceva da padrona nella comunicazione pubblicitaria, e non solo automobilistica. Poi una involuzione terribile si è abbattuta sulla comunicazione pubblicitaria, uno strano batterio ha portato ad una esterofilia linguistica che ancora, anzi ora molto più in auge, e non solo per la lingua ma anche per i figuranti utilizzati nei i vari “caroselli” pubblicitari sulle tv.

La comunicazione ha perso in questo modo la sua connotazione di parlare alle persone di una data nazione. Il vulnus di questo pensiero imperante è la spersonificazione, la pretesa unificazione, una assurda corsa per rendere tutti uguali, ma uguali a chi, come e soprattutto perché?

L’uguaglianza della globalizzazione. Uguali nei diritti e nei doveri? Magari. Uguali nella tutela della salute? Sarebbe bellissimo. Allora, in cosa saremmo uguali? Solo in quanto numeri, consumatori ammansiti da pubblicità che non enfatizzano più i prodotti che rispondono ad esigenze reali, ma cercano di importi certe necessità che in verità non esistono. C’è una pubblicità di un un colosso commerciale del “freddo” che dice: “Vi faremo cambiare idea“. Idea di che?

Ricordate la pubblicità del “Gigante pensaci tu”, la Linea di Lagostina, Ernesto Calindri ed il logorio della vita moderna? Una pubblicità meno paludata che invitava e informava con eleganza e con rispetto, con intelligenza e con una sottilissima vena comica apparente che trasformava in piccole opere uniche il minuto di comunicazione commerciale.

Ora si chiamano Spot pubblicitari, fatti tutti in altre lingue e poi doppiati, perdendo la relazione con l’appartenenza sociale geografica del consumatore, cioè di tutti noi. Ne consegue, anche in questo caso, una perdita identitaria, che non ha solo un significato culturale.

Questo fenomeno della comunicazione commerciale corrisponde ad una rappresentazione forzata di realtà che invece nella loro diversità, nella loro personalità, nella moltitudine di culture, dovrebbe indurre a far conoscere l’altro. Conoscere non copiare.