La Questura di Lucca: Vietato Manifestare!

di BEATRICE BARDELLI – Il diniego allo svolgimento della manifestazione a Fornaci di Barga contro il Green pass, per la difesa del lavoro.

Vietato manifestare. E’ questa la linea praticata dalla Questura di Lucca che ha comunicato il diniego allo svolgimento della manifestazione a Fornaci di Barga contro il Green pass, per la difesa del lavoro e della dignità, indetta per domenica 19 dicembre dal movimento Valle del Serchio Alternativa. Nonostante l’articolo 17 della Costituzione reciti che le autorità possono sì vietare le riunioni in luogo pubblico ma “soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”. Immediata la reazione degli organizzatori della manifestazione che hanno inviato alla stampa un comunicato decisamente indignato dal titolo inequivocabile “Non ci chiuderete la bocca! Nel comune di Barga la Costituzione è cancellata: una vergogna che non dimenticheremo”.

“Si tratta di un atto grave e senza giustificazioni, che denunciamo con forza all’opinione pubblica. In questo modo il territorio del comune di Barga è stato dichiarato chiuso alla democrazia – esordiscono gli organizzatori – . Lo svolgimento dei fatti che hanno portato a questa conclusione non lascia spazio ad interpretazioni sulla natura esclusivamente politica delle decisioni prese”.

I fatti

“Subito dopo l’annuncio della manifestazione – spiegano – il Cipaf (associazione dei negozianti, che non sappiamo quanti commercianti rappresenti davvero) si era espresso contro il corteo a Fornaci di Barga. Noi abbiamo spiegato, sia pubblicamente che alla questura, l’assoluta volontà di non disturbare in alcun modo le attività commerciali. Abbiamo ribadito come il luogo di ritrovo e quello di conclusione della manifestazione fossero ben lontani dai negozi, mentre il corteo sarebbe sfilato in via della Repubblica dalle 15:00 alle 15:20, in un orario che non avrebbe arrecato alcun intralcio alle attività presenti. Abbiamo poi fatto presente ai nostri interlocutori che un divieto a Fornaci sarebbe stato un atto ingiustificabile, tenendo conto che in questi giorni abbiamo manifestato nei centri storici di quasi tutti i capoluoghi regionali. Che forse lo shopping natalizio a Fornaci è più importante di quello di Firenze? Suvvia, siamo seri…”. Un pretesto. “Ma quello del commercio era solo un pretesto, dietro al quale si nascondeva la volontà politica del potere locale di negarci in ogni modo la manifestazione – continua il comunicato – . Proprio per far emergere la realtà delle cose abbiamo allora proposto di spostare la manifestazione a Barga, con un corteo che sarebbe sfilato fuori dal centro storico. Ma la risposta è stata la stessa: nel comune di Barga non si manifesta, a meno che non siate disposti a farlo di venerdì…Ogni persona che abbia a cuore le libertà democratiche e la nostra Costituzione è in grado di capire la gravità del divieto che ci è stato opposto. Ogni persona che comprenda minimamente le dinamiche locali può ben capire quali poteri politici si siano mossi per imporre arrogantemente il loro diktat”.

Non ci chiuderanno mai la bocca!

“Bene, sappiano questi “signori” che non ci chiuderanno mai la bocca! Se avessimo potuto manifestare avremmo portato le ragioni dei lavoratori sospesi, di chi è rimasto senza reddito, di chi è costretto a tamponarsi ogni 48 ore, quando tutti sanno che vaccinati e non vaccinati si contagiano ed infettano allo stesso modo. Avremmo portato le ragioni della dignità di chi non si piega ad un regime orrendo e senza scrupoli. Bene, sappiano lor signori che lo faremo ugualmente – termina il comunicato – . Il governo può vietarci un corteo, ma – almeno per ora – non può chiuderci la bocca. E lo faremo con un argomento in più: un divieto a manifestare che è una vera vergogna sia per chi lo ha deciso che per chi lo ha imposto in tutti i modi. Una pagina triste ed ingloriosa sia per la democrazia che per il comune di Barga”.