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La resilienza: cos’è, come svilupparla

by Ugo Cirilli

La resilienza è una caratteristica particolarmente utile nei periodi come questo. Una caratteristica psicologica che possiamo coltivare e rafforzare

Quante volte abbiamo sentito dire che “la crisi è un’opportunità”, di cambiamento, di miglioramento? Confessiamolo, a volte queste parole ci hanno provocato una certa irritazione, come se ascoltassimo una frase fatta e vuota.

Quella frase, però, contiene almeno una parte di verità e si applica perfettamente alla situazione attuale.

Le restrizioni legate al Covid_19 ci obbligano a ripensare la nostra quotidianità e, forse, la cambieranno anche quando l’emergenza sarà finita.

Basta pensare al fatto che molte persone si stanno dedicando a passatempi costruttivi, corsi di formazione, lettura di nuovi libri… attività per le quali prima magari sembrava di non avere mai tempo. O alla questione dello smartworking: forse ci rendiamo finalmente conto che, virus o non virus, per alcune professioni non è poi così necessario recarsi fisicamente in un ufficio tutti i giorni, consumando benzina, inquinando e perdendo tempo.

L’attitudine a reagire alle situazioni problematiche in maniera costruttiva, riorganizzandosi e cogliendo le opportunità di cambiamento, in Psicologia ha un nome: resilienza.

Il termine proviene dal mondo dell’ingegneria, dove indica la proprietà di alcuni materiali di resistere alle sollecitazioni (urti, pressioni) mantenendo la loro struttura inalterata o tornando perfino alla forma iniziale. Ovviamente noi esseri umani non siamo oggetti, quindi la resilienza è una facoltà che non ci ritroviamo necessariamente innata ma possiamo favorire.

Come diventare resilienti?

Una condizione importante per essere resilienti è la percezione di un “locus of control” interno. Con questa espressione in Psicologia si fa riferimento all’idea di avere potere sugli eventi della vita, di non essere “in balia del fato”. Al contrario, le persone che si sentono travolte dalle situazioni e impotenti, o quasi, hanno un “locus of control esterno”.

Se ci soffermiamo a riflettere, troviamo un esempio di locus of control esterno nelle varie teorie “complottistiche” che circolano in rete in questi giorni. Alcuni individui non accettano il virus per quello che è: una patologia diffusa forse da errori umani ma anche dalla casualità, sulla quale possiamo avere potere adottando le misure di sicurezza. Si sentono vittime di complotti e fanno congetture a volte deliranti, dall’idea che il Covid_19 sia stato propagato intenzionalmente, alle varie speculazioni su “farmaci miracolosi” in uso solo in determinate zone del mondo.

Questa visione può di per sé bloccare la resilienza, sprofondando la psiche nel pessimismo e sottraendo tempo ed energie preziose: anziché cercare opportunità di cambiamento e strategie per vivere meglio il quotidiano, si perdono ore leggendo fonti di notizie dubbie, alimentando risentimento e frustrazione. Chi si ritiene al centro di un complotto non pensa di avere potere sulla situazione. Si percepisce come un burattino le cui sorti sono mosse da fantomatici “poteri forti”.

Fatta questa premessa, come possiamo assumere una mentalità resiliente, in termini pratici?

Fattori che favoriscono la resilienza

La Psicologia, attraverso vari studi, ha individuato alcuni fattori che aiutano a fortificare la resilienza nel quotidiano:

  • avere una buona autostima, percependosi come persone capaci di affrontare le criticità;
  • avere abilità di problem solving: saper risolvere problemi pratici, essere riconosciuti e apprezzati dagli altri per tali capacità;
  • allenarsi a mantenere uno sguardo positivo, cercando sempre le opportunità anche nelle situazioni complesse, anziché sprecare energie lamentandosi;
  • coltivare relazioni sociali positive: sentirsi accettati e apprezzati, contare su una rete sociale solida.

Buone abitudini

Essere resilienti è comunque una condizione da mantenere nel quotidiano attraverso le buone abitudini. È facile, altrimenti, lasciarsi travolgere dallo sconforto.

Sul sito web positivepsychology.com troviamo alcuni esempi di comportamenti che favoriscono la resilienza. Tra questi, rendersi utili per il prossimo (nel periodo attuale coloro con cui condividiamo la quotidianità domestica, ma anche amici e parenti che possiamo aiutare e confortare attraverso social e app di messaggistica). Un’altra pratica utile è individuare i nostri punti di forza per innalzare l’autostima: per tale scopo esiste anche uno strumento online, il test VIA (se conosciamo bene l’inglese). Riconoscendoci ad esempio persone laboriose e tenaci, che in passato hanno superato difficoltà lavorative, ci sentiremo più capaci di tornare alle routine abituali quando sarà conclusa l’emergenza.

Giova alla resilienza anche avere degli obiettivi e concentrarci sui progressi che stiamo compiendo, anziché porre a noi stessi domande sul futuro alle quali non possiamo rispondere. In questi giorni, ad esempio, possiamo stabilire uno o più traguardi, ad esempio “Voglio imparare una lingua straniera con un corso online” e osservare i nostri miglioramenti.

Torniamo quindi a un aspetto sul quale mi ero soffermato anche nell’articolo precedente: alle vuote congetture e alle lamentele sostituiamo l’attività. Teniamo la mente occupata in modo sano, facciamo progetti, interagiamo positivamente con gli altri. E pensiamo a ciò che è in nostro potere per affrontare la situazione: ad esempio rispettare le norme vigenti, per il bene nostro e altrui.

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