CULTURA, FOCUS, LA PSICOLOGA - di Alessia Ricci

La scuola ai tempi del Covid rivela tutte le sue falle

di ALESSIA RICCI – La scuola di questi tempi è un gran caos perché è ancora distante da quello che è una buona scuola

Dicono che la scuola di questi tempi è “un gran caos”, perché oltre al grembiule gli alunni devono indossare anche la mascherina; e poi c’è la distanza, quella con la maestra e con gli altri alunni, la didattica a distanza, in pratica la distanza da quello che per noi era la normalità.

L’emergenza sanitaria sta mettendo a dura prova i nostri ragazzi, gli insegnanti, le famiglie, tutti quanti, e il benessere scolastico, adesso, va salvaguardato, dicono. Come se la scuola italiana prima del Covid -19 non avesse avuto bisogno di attenzioni, come se la scuola italiana, prima, non avesse avuto ferite da curare, vantandosi di essere tra le migliori per gli approcci educativo-relazionali e culturali esistenti.

In questa emergenza sanitaria stiamo realizzando che non esiste la salute senza la salute psicologica, e che le priorità del sistema scolastico vanno oltre le esigenze puramente educative e didattiche. La scuola è un contesto delicato e fondamentale per la crescita e lo sviluppo personale, che ci accompagna durante l’arco del tempo più vulnerabile e fragile della nostra crescita; entriamo da bambini quasi neonati, se si pensa ai nidi d’infanzia, e usciamo da giovani adulti, se va bene, con la fine delle scuole superiori. Una società in miniatura all’interno della quale si apprendono e si sperimentano diverse modalità relazionali e sociali con cui dialogare con il mondo. Per questo la scuola ha in sé un valore aggiunto che va protetto, non sono solo regole e didattica, ma la scuola è formativa ed esperienzale. Troppo spesso lascia uscire nel mondo i suoi giovani, adulti, impreparati e spaventati, come fosse una figura di riferimento fredda e punitiva.

Il nostro sistema scolastico manifesta da sempre gravi lacune che impediscono un’adeguata e funzionale crescita personale. La scarsa consapevolezza e la mancata presa in carico di quelli che sono i reali bisogni, rappresentano un fenomeno nazionale al quale ci siamo abituati, rassegnati e impotenti, e con il quale conviviamo come se fosse la normalità, italiana. Possiamo elencare fenomeni come il cyber-bullismo, l’abuso di sostanze o l’uso errato delle nuove tecnologie, le strutture fatiscenti, la dispersione scolastica, il dialogo spesso interrotto tra la scuola e gli enti esterni, le difficoltà d’inclusione, emotive e relazionali, il mancato supporto psicologico agli alunni e il mancato supporto ai docenti, oltre che alle famiglie, lasciate sole nel gestire le diverse difficoltà.

Sono solo alcuni dei bisogni tangibili che sono stati gestiti con troppa approssimazione e che ormai impregnano le mura delle classi, diventandone una parte integrante. E tutto ciò definisce quello che è un malessere scolastico generalizzato, che tocca direttamente e indirettamente tutte le figure che gravitano all’interno della scuola: alunni, famiglie, dirigenti scolastici, corpo docenti etc. Una cornice di riferimento in cui dover favorire il processo di apprendimento e di passione per lo studio: un’ardua impresa.

La scuola di questi tempi è un gran caos perché è ancora distante da quello che è una buona scuola. L’emergenza Covid -19 per fortuna, ha fatto luce sulla fragilità del sistema scolastico italiano e sull’urgenza di definire interventi mirati per promuovere e favorire il benessere all’interno dei nostri istituti, a prescindere dall’emergenza sanitaria che in questo momento è indubbiamente prioritaria. Migliorare il sistema scolastico richiede tempo e fondi che spesso sono venuti meno, perché purtroppo qualcosa di più importante a livello nazionale doveva essere gestito.

Adesso, però, è prioritario investire sulla scuola, perché significa investire sui giovani, su noi stessi e quindi nel nostro futuro. L’Ordine Nazionale degli Psicologi e il Ministero dell’Istruzione hanno da poco firmato un protocollo d’intesa per il supporto psicologico nella scuola per intervenire su le difficoltà conseguenti l’emergenza sanitaria. È un primo passo che potrebbe rappresentare l’inizio di un nuovo modo di vedere la scuola. Una scuola accudente, che consenta ai nostri giovani di diventare degli adulti strutturati, sicuri e consapevoli, in grado di inserirsi adeguatamente nella società cui appartengono e di valutarla con giudizio critico al fine di ricercare e ambire a un ideale di cambiamento.

(foto: ninocare – licenza pixabay https://pixabay.com/it/photos/libri-porta-ingresso-cultura-1655783/ )