ATTUALITA', DIARIO - di Moreno Bucci, OPINIONI

La sindrome dell’Avana e l’energia a microonde

di MORENO BUCCI – L’esposizione all’energia a radiofrequenza attraverso armi biologiche potrebbe creare microbolle nell’orecchio umano.

E’ arrivata – di recente – anche in Italia la “sindrome dell’Havana”. Ne hanno scritto i quotidiani e la cosa è stata presentata con enfasi come il “malessere dei diplomatici statunitensi”.

Da Wikipedia si legge che: “Alla fine del 2016, i diplomatici hanno sentito un forte suono penetrante di notte e hanno avvertito un’intensa pressione sul viso. Seguirono dolore, nausea e vertigini. Mentre il suono alla fine si è fermato, alcune persone si sono lamentate di dolore e vertigini continui insieme a problemi di concentrazione. I sintomi erano abbastanza debilitanti da interferire con il loro lavoro durante il periodo di spiegamento. Negli anni che seguirono, molti ufficiali dell’intelligence e personale militare riportarono sintomi come confusione, nausea e disorientamento che in genere iniziavano con un improvviso inizio di dolore e pressione alla testa e alle orecchie. Hanno riportato altri sintomi come difficoltà di concentrazione, annebbiamento del cervello, problemi di memoria, sensibilità alla luce e disturbi legati al sonno (sonnolenza e insonnia).

Le sequele a lungo termine della sindrome dell’Avana includono:

• Emicrania • Problemi con la visione a distanza • Strabismo • Vertigini ricorrenti • Sangue dal naso,

Gli esperti affermano che i sintomi generali sono simili a quelli riportati da individui con lesioni alla testa, sebbene nessuno del personale abbia riportato un colpo alla testa o relative condizioni di salute preesistenti. Si presume che la causa più probabile della sindrome dell’Avana sia un tipo di dispositivo meccanico che emette energia ultrasonica o a microonde:

Tale esposizione all’energia a radiofrequenza attraverso armi biologiche altamente specializzate potrebbe potenzialmente creare microbolle nel fluido all’interno dell’orecchio di una persona. Quando queste bolle viaggiano attraverso il sangue nel cervello, possono causare minuscoli emboli d’aria che provocano danni alle cellule, simili alla malattia da decompressione (disturbo che sviluppano i subacquei di acque profonde se emergono troppo rapidamente),

Un’altra spiegazione è che i sintomi possono essere dovuti alla penetrazione diretta delle onde a radiofrequenza nel cranio, che interrompe l’attività elettrica e chimica nel cervello e ricollega determinati percorsi neurali. Questo ricablaggio può essere la ragione per cui i sintomi sembrano profondi e hanno sequele di lunga durata.”

Negli Stati Uniti la cosa è stata presa in grande considerazione: il 6 luglio scorso, il Senato ha approvato all’unanimità una legge a sostegno dei dipendenti pubblici americani che hanno subito lesioni cerebrali da possibili attacchi energetici diretti (Sindrome dell’Avana). La CIA e il Dipartimento di Stato decideranno i criteri per risarcire le persone colpite.

Ecco una notizia che può sembrare curiosa ed estemporanea. E invece non lo è. Intanto perché –provenendo da fonti USA e riguardando funzionari di rango – non può essere sottovalutata. E poi perché – in qualche modo – anche se ancora da convalidare dalla scienza medica – non è possibile negare che effetti di questo tipo possano essersi verificati anche da noi. Se qualcuno ha o ha avuto sintomi simili non può essere escluso che vi siano tra le cause fonti di emissione di onde a radiofrequenza. Verificare tale possibilità aiuta certo a comprendere i fenomeni fisici ed anche a supportare gli studi che stanno facendo gli americani. Di questa situazione debbono occuparsi coloro che usano – per diverse ragioni – le onde a radiofrequenza. Di certo impedirà ai medici di escludere fenomeni di questo tipo “a priori”.

(foto: licenza pxhere – https://pxhere.com/it/photo/503365 )