Meraviglie della Mente - di Ugo Cirilli

La solitudine tra rischi e opportunità

Il tema della solitudine e dei suoi effetti sulla psiche è oggi particolarmente attuale. Le limitazioni della socialità, vissute per affrontare l’emergenza sanitaria, si sono rivelate particolarmente difficili per le persone che vivevano sole, lontane magari da amici e parenti che non potevano raggiungere.

La Psicologia ha studiato gli effetti della solitudine, tracciando però un’importante distinzione: c’è una solitudine “subita”, provocata da circostanze esterne alla volontà, e una solitudine che può essere cercata e desiderata in alcuni momenti della vita. È la prima, la solitudine sofferta e non voluta, a minacciare il benessere psicofisico soprattutto se prolungata nel tempo. Alcune ricerche ipotizzano un possibile collegamento tra tale condizione e un rischio più alto di incorrere in alcune problematiche di salute (ad esempio di natura cardiologica). Secondo i ricercatori, questo nesso sarebbe dovuto al maggior rilascio di ormoni dello stress e al peggioramento della qualità del sonno, che possono caratterizzare chi soffre molto la solitudine nel quotidiano.

A volte, però, possiamo aver bisogno di trascorrere un po’ di tempo da soli. Stare con noi stessi senza tante distrazioni può rivelarsi essenziale per conoscerci, per riflettere sulle questioni importanti o anche solo per rilassare la mente.

La scoperta di uno studio inglese

Uno studio recente, che ha sottoposto a risonanza magnetica 40.000 cittadini britannici di mezz’età e anziani, presenta risultati interessanti. A livello cerebrale, le persone solitarie mostravano alcune peculiarietà: avevano connessioni più forti e un volume superiore della materia grigia in un circuito di aree del cervello detto default network. Tale rete cerebrale è coinvolta in alcuni processi mentali immaginativi, come rievocare ricordi passati, fare ipotesi su possibili scenari presenti o futuri. Secondo i ricercatori, è possibile che le persone abituate a trascorrere tanto tempo sole avessero sviluppato una particolare attitudine all’autoriflessione, facendo spesso congetture attraverso l’immaginazione.

Uscire e vivere esperienze da soli

La solitudine tra rischi e opportunità
Foto di StockSnap da Pixabay

Anche nel nostro modo di vivere il tempo libero, concederci qualche uscita ed esperienza da soli potrebbe non essere così male. Siamo molto condizionati socialmente a mostrarci in pubblico con amici, partner, familiari. Tuttavia, in una ricerca del 2015 di cui ho già parlato, è emerso che anche persone che prediligevano la compagnia trovavano piacevole visitare una mostra d’arte da sole.

Secondo le autrici dello studio, attività basate sulla contemplazione di un’opera, come ammirare dipinti o vedere un film al cinema, possono essere vissute in maniera appagante anche da soli. Non richiedono infatti un’interazione sociale, quanto piuttosto un’”immersione” sensoriale e mentale nella dimensione artistica.

Cercare un equilibrio

Potremmo quindi dire che tutto sta nella misura. Ritagliarsi dei momenti per stare soli con noi stessi può aiutarci ad allenare alcune facoltà mentali, o permetterci di vivere con pienezza alcune esperienze. Diversa è la condizione di chi si trova a vivere uno stile di vita solitario che risulta triste, o addirittura angosciante. In quel caso il benessere psicofisico può risentirne. Nell’anziano, poi, un livello troppo scarso di stimolazione sociale può contribuire al rischio di sviluppare una forma di demenza.

Possiamo quindi coltivare una vita quotidiana in cui trovino spazio tanto il piacere di una socialità positiva, quanto la capacità di ritagliarsi parentesi di solitudine, per conoscere meglio noi stessi e riflettere con calma.

Questo articolo è un testo puramente informativo e non rappresenta in nessun modo prescrizioni o consigli medici.

Studi citati

Nathan Spreng, Emile Dimas, Laetitia Mwilambwe-Tshilobo, Alain Dagher, Philipp Koellinger, Gideon Nave, Anthony Ong, Julius M. Kernbach, Thomas V. Wiecki, Tian Ge, Yue Li, Avram J. Holmes, B. T. Thomas Yeo, Gary R. Turner, Robin I. M. Dunbar, Danilo Bzdok. The default network of the human brain is associated with perceived social isolation. Nature Communications, 2020; 11 (1) DOI: 10.1038/s41467-020-20039-w

Rebecca K. Ratner, Rebecca W. Hamilton, Why you’re better off going alone than not at all, Los Angeles Times, 29/05/2015