LA POESIA SU TOSCANA TODAY, POESIA - di Eugenio Salomone

“La speranza non è mai persa”

di EUGENIO SALOMONE – Il medico deve essere autonomo dalla politica e superiore alla demagogia della comunicazione

La  pandemia da Covid 19 ha rinnovato e riscoperto le paure arcaiche di sempre: la malattia, la morte, la solitudine tenute lontane, esorcizzate con la musica. i viaggi gli svaghi, le vacanze, il vino, gli amici, il cinema ed il teatro. Un virus piccolo invisibile destabilizza e muta gli umori, cambia la vita scompiglia le carte, crea nuovi destini, disegna nuovi progetti. Il virus è un evento inatteso, imprevedibile, ingovernabile ed anarchico. Ci sentiamo soli e senza difese. Il virus come la peste di Albert Camus è una malattia morale. Ci allontana crea sospetti ed untori divide e crea nemici, ci impoverisce perché ci rende egoisti isolati nei nostri domicili od anche negli studi, chiusi dentro di noi.

La nuova dittatura sanitaria ci ha tolto molte delle nostre difese e ci ha tolto tanta libertà: “Nessuno sarà mai libero sino a tanto che ci saranno i flagelli. Albert Camus”. Così le paure e lo spavento hanno ritrovato forza. L’ angoscia è la sensazione di vivere con la paura. “Più contagiosa della peste la paura si diffonde in un batter d’occhio”(Nikolai Gogol).

La vita è da mesi sospesa in attesa di nuova primavera. I medici, gli psicologi, i sanitari tutti, devono essere un argine, dei soldati. L’ obbligo è mettersi tra la malattia e la morte a volte si vince spesso si perde, ma il fine è curare sempre in ogni situazione, sperando contro tutto e tutti, accettando di non potere o sapere guarire. Il medico deve essere professionale e saper fare il suo mestiere anche se con vittorie provvisorie: non oggi appunto, forse solo  allontanando la morte. Il medico dovrà essere autonomo dalla politica e superiore agli attacchi della comunicazione, spesso mendaci e strumentalizzati da piccoli poteri, locali o nazionali. La reazione all’angoscia è la negazione anche dell’evidenza ed il rifiuto delle scienze sino al fanatismo e alla rigidità del pensiero.

Per contrastare tutto questo allora bisogna essere modello di comportamento etico ed onesto e mantenere l’equilibrio per darlo a chi si affida con fiducia, per avere consiglio e cura. La speranza deve essere mantenuta sempre anche nelle diagnosi infauste che spaccano e sono un piombo quando devono essere comunicate.  Sembra di non vedere la fine di questi tempi e la speranza vacilla, ma “la speranza non è mai così persa da non poter essere trovata” (Ernest Hemingway). Nella speranza (non il ministro) di trovare serenità e pace almeno nelle prossime feste cerchiamo di avere un atteggiamento di resilienza e di pensare che le difficoltà sono un’occasione di cambiamento e molto di buono c’è nelle persone e nella creatività italiana, nonostante la pandemia.

(foto: angelac72 – licenza pixabay https://pixabay.com/it/photos/sunrise-speranza-mattina-natura-1670979/ )