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La Toscana sta perdendo 800 milioni di euro a settimana

by redazionetoscanatoday
Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana

Economia toscana e emergenza, Rossi: “Occorrono più risorse per la Cassa Integrazione”

Scritto da Alfonso Musci, martedì 24 marzo 2020

“Le misure introdotte dal governo con l’ultimo decreto potrebbero colpire circa un terzo dell’economia toscana. Si tratta di una stima incerta anche perché, come noto, alcune imprese che appaiono a prima vista non essenziali potrebbero diventarlo in quanto interdipendenti con le filiere individuate come essenziali e perché, all’opposto, alcune attività considerate essenziali potrebbero comunque ridurre la propria produzione”.

In Toscana perdiamo 800 milioni di euro a settimana

“Per affrontare il panico crescente e derivante dalle chiusure di queste nostre imprese, con perdite di valore aggiunto di circa 800 milioni di euro a settimana – prosegue il presidente della Regione Enrico Rossi – non vedo altra strada che quella di iniettare risorse aggiuntive per garantire la cassa integrazione ai lavoratori, indispensabile quanto la sicurezza sui luoghi di lavoro, la sicurezza sanitaria e igienica anzitutto”.
 
“L’industria più colpita assieme al turismo, agli alberghi e al commercio – sottolinea Rossi – è certamente quella ricreativo culturale, per la quale è indispensabile l’aggregazione delle persone. Penso ai cinema, ai musei, ai teatri, allo spettacolo in generale, ai centri sportivi e ai servizi che vi gravitano attorno. Analogamente è colpito tutto il sistema dei trasporti legato alle persone, mentre il trasporto di merci resta e può, da questa crisi, anche aumentare le sue attività e dimensioni. Segue poi per livello di sofferenza l’industria delle costruzioni e quella manifatturiera, che è alla base e a fondamento delle nostre esportazioni”.

La pandemia svela la fragilità del nostro sistema economico

“Questa pandemia svela le fragilità del nostro paese e del nostro sistema economico. Abbiamo un bisogno vitale di politica industriale per assicurare al paese prodotti e beni di base essenziali, che non lo facciano dipendere da altre economie e dalle sole logiche del profitto e del mercato”.

Riportare in Italia le imprese e il know-how volati all’estero

“Dobbiamo ridurre la lunghezza delle filiere e tornare a localizzare imprese e know-how che il dumping e la globalizzazione hanno spostato altrove. Penso all’industria sanitaria, ma anche all’energia, all’acciaio, alla chimica, all’informatica. Serve insomma –conclude Rossi – un grande disegno di politica industriale, per ricostruire quello che la globalizzazione ha reso fragile e distante”.

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