Meraviglie della Mente - di Ugo Cirilli

La via bassa e la via alta: controllare l’emotività è possibile

Noi esseri umani siamo spesso sospesi tra istinto e razionalità. A volte ci sentiamo in balìa delle emozioni forti, in altri casi invece riusciamo ad avere il pieno controllo di noi stessi e della nostra mente.

Questa condizione trova una spiegazione nella “doppia via” neurale delle emozioni, scoperta grazie agli studi del neuroscienziato Joseph LeDoux. Già intorno alla metà degli anni ’70 il ricercatore si focalizzò sulla comprensione delle reazioni emotive, studiando sia pazienti che avevano subito lesioni cerebrali che roditori.

Un doppio sistema per elaborare le emozioni negative

Nel tempo, LeDoux ha elaborato un’interessante visione basata su evidenze scientifiche: nel cervello esistono due sistemi che processano la paura, l’ansia, lo stress. Quando percepiamo un elemento spaventoso, o semplicemente fonte di disagio, i nostri sensi inviano le informazioni al talamo, una sorta di “stazione di passaggio” e, da lì, all’amigdala. Quest’ultima struttura cerebrale elabora le informazioni in maniera molto rapida ma non dettagliata, suscitando velocemente reazioni utili alla sopravvivenza. Scatta così in noi una risposta di “allarme”, con i relativi cambiamenti fisiologici (ad esempio l’accelerazione del battito cardiaco). Questo percorso delle informazioni è la cosiddetta “via bassa”.

I dati relativi alla minaccia, vera o presunta, percorrono però anche un’altra via: dal talamo le informazioni vengono inviate prima alla corteccia cerebrale e, solo successivamente, all’amigdala. La corteccia cerebrale permette di compiere un’analisi più accurata, che potremmo definire razionale: si attiva ad esempio mentre cerchiamo di capire a fondo la situazione, valutando se dobbiamo davvero sentirci spaventati, a disagio, oppure no. Questo secondo percorso è la “via alta”.

Le implicazioni della scoperta della via bassa e della via alta

Questi due sistemi spiegano perché due persone possano reagire in maniera molto diversa allo stesso contesto stressante. Qualcuno si lascia andare alla reazione di disagio indotta dalla via bassa, altri si focalizzano sulla comprensione della situazione e sull’autocontrollo (privilegiano quindi la via alta).

Da queste conoscenze possiamo comprendere più a fondo anche come gestire le emozioni negative.

A volte è difficile razionalizzare subito di fronte a una situazione spiacevole. Sarà capitato a molti di sentirsi rivolgere verbi all’imperativo, tipo “calmati”, “stai tranquillo/a”, senza alcun effetto. Questo avviene perché quando la via bassa innesca un forte disagio, è difficile imporsi subito la calma. Possiamo invece respirare in maniera lenta e profonda, concentrandoci su questo semplice atto anziché sul fluire dei pensieri.

Gradualmente ci libereremo dalla morsa dell’emozione. Saremo così in grado di riflettere lucidamente sulla situazione, analizzando gli elementi critici.

La doppia via riassume forse la nostra natura profonda. Da un lato, abbiamo ancora un’impronta istintiva ancestrale, legata a reazioni di sopravvivenza, del tipo “combatti o fuggi”. Un’impronta che talvolta ci ostacola, poiché possiamo percepire come allarmanti situazioni che non lo sono davvero. Dall’altro lato, l’evoluzione ci ha resi capaci di dominare l’emotività e analizzare a fondo la realtà. Dobbiamo solo impegnarci un po’, e la via alta prenderà il sopravvento.

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