ATTUALITA', DIARIO - di Moreno Bucci

L’abbandono di Viareggio si tocca con mano

di MORENO BUCCI – Una vecchia guida francese che parlava di Viareggio, gli edifici vuoti e in stato di degrado nel centro cittadino.

Era uno dei primi anni della mia presenza a Strasburgo, in quella che allora era la “Conferenza dei poteri locali e regionali d’Europa”, forse il 1978. Una delle mie abitudini, nelle ore libere, era quella di frequentare le librerie. Mi accadde di soffermarmi su una guida d’Italia e di cercare la “presentazione” di Viareggio, la città della quale ero allora uno degli amministratori. Rimasi di stucco: sì, si dava atto della storia e della fama della città, ma in un passaggio la guida lamentava che troppe costruzioni erano vecchie e “délabrées” (in cattivo stato, scalcinate).

Sì, rimasi di stucco. Ma cominciai a far mente locale di quell’affermazione e, piano piano, affiorarono alla mente situazioni corrispondenti a quanto scritto. Edifici pubblici, diverse abitazioni private, insomma, la guida aveva colto nel segno.

Tornato a Viareggio feci una ricognizione più precisa dello stato dei fatti, poi mi rivolsi al sindaco, Paolo Barsacchi: “Bisogna tenere e far tenere in migliori condizioni lo stato della città. Dobbiamo adoperarci per farlo noi come ente locale, ma anche sollecitare i privati ad intervenire”. Paolo prese nota e, piano piano, si adoperò per migliorare le cose.

Ecco: oggi non ho bisogno di rileggere una guida francese per vedere la “Ville délabré” che è ri-diventata Viareggio. Prendiamo, ad esempio, il canto di Via Matteotti e Via Veneto. Lì c’era il Distretto Sanitario, in una proprietà della Misericordia. Era stato chiuso da tempo. A Viareggio esisteva al Cotone, l’insediamento “della Lisca”, che venne d’uopo di chiuderlo. Delle centinaia di migranti che ci vivevano una trentina, salvo se più, vennero sistemati dal sindaco Marcucci in quell’immobile, che nel frattempo era stato acquisito in cambio con la Misericordia dell’Istituto De Sortis. Del trasferimento dei migranti dalla Lisca si occupò Giulio Lazzeri. Giulio si era messo, dopo il suo pensionamento, a disposizione della circoscrizione Viareggio Nuova per “recepire” le istanze dei cittadini, con un appuntamento giornaliero. Persona di grande intelligenza e disponibilità fu utile, facendo emergere situazioni di difficoltà. Fu incaricato dal Sindaco di “scremare” dagli ospiti della “Lisca” e di individuare chi spostare in Via Matteotti. Lo fece con la solita competenza ed empatia. “ho scelto quelli che hanno un lavoro vero”, mi disse, quando chiesi come aveva proceduto.

La situazione, nel tempo, piano piano si degradò. Alla fine di gennaio del 2016, l’Amministrazione Del Ghingaro sgombrò l’immobile dagli ospiti rimasti. Fu considerato un atto positivo. Oggi, a più di cinque anni da quei giorni, l’edificio è ancora lì, chiuso e “cementato”, in un contesto veramente molto degradato, se si considerano anche le vicine proprietà della Provincia.

Ci sono tante situazioni “délabrées” in città, questa è forse la più vecchia di quelle regalateci negli ultimi anni. Va detto che qualcuno (SEL), già a quel tempo, si chiedeva: “Che progetti ha l’Amministrazione Comunale su quella struttura? Ci auguriamo che non verrà lasciato un edificio vuoto e in stato di degrado nel centro cittadino per vari anni, e speriamo altresì che venga nuovamente utilizzato per fini sociali.” Speranza vana.

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