Intesa Sanpaolo: 30 mil. di € di finanziamento alla società toscana leader nel settore Luxury Fashion & Lifestyle per il nuovo piano di investimenti.
Ci sono notizie che vanno oltre la cronaca, quella del finanziamento di Intesa Sanpaolo alla toscana Stefano Ricci S.p.A. è una di queste. Purtroppo, il copia-incolla generalizzato del giornalismo liquido ha ormai fiaccato l’attitudine a leggere tra le righe, perdendo di vista i segnali.
La Stefano Ricci S.p.A. è una multinazionale che si estende sulle colline di Fiesole per 10.000 metri quadrati, leader nel settore Luxury Fashion & Lifestyle: fu fondata dal designer fiorentino Stefano Ricci e dalla moglie Claudia, tutt’oggi di proprietà e a conduzione familiare. Nel corso del tempo, si è trasformata da piccola impresa di manifattura in un gruppo internazionale del lusso con l’ingresso di Niccolò Ricci (Ceo) e di Filippo Ricci (Direttore creativo): 800 dipendenti in tutto il mondo (tra produzione rigorosamente italiana e retail), 81 boutique mono-brand, che includono Flagship stores nelle capitali di tutto il mondo, 19 shop-in-shops, presente nel mondo con 52 punti vendita a gestione diretta e 31 gestiti da terzi in Europa, CIS, Asia Pacific e Middle East. Le collezioni di alta sartoria, camicie, cravatte, pelletteria, maglieria, calzature e sportswear sono eredi della grande tradizione artigianale fiorentina e toscana. Nel 2024 la società ha chiuso il bilancio con un fatturato consolidato di 233 milioni di euro.
La Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, al 30 settembre 2025 ha erogato oltre 3 miliardi di euro a PMI, privati e famiglie della Direzione Regionale Toscana e Umbria, dice il suo direttore Tito Nocentini: “Riteniamo fondamentale sostenere lo sviluppo internazionale di aziende dinamiche come Stefano Ricci S.p.A. che, attraverso il supporto prestato dalla Banca anche nell’ambito della finanza di impresa, ha consentito di contribuire a promuovere il Made in Italy della moda nel mondo, creando valore e rafforzando la competitività di questa importante realtà toscana. Un impegno quotidiano al fianco delle imprese del territorio per accelerare gli investimenti in internazionalizzazione, innovazione e sostenibilità”.
La notizia del finanziamento di Intesa Sanpaolo alla Stefano Ricci, nel contesto dell’impegno di supporto allo sviluppo e all’innovazione, espone, dunque, due anomalie di sistema: assume paradossalmente l’aspetto di quell’Italia difforme da ciò che si considera normale.
La Stefano Ricci rappresenta la trama dell’economia nazionale basata sul lavoro e sul rischio d’impresa, sull’ingegno italiano, sul patrimonio umano trasmesso di generazione, l’impresa responsabile di quel capitalismo italiano disegnato dalla piccola e media impresa sul quale il Paese è cresciuto nel dopoguerra: è la dimostrazione del bluff ancora non digerito (ma del quale si patiscono gli effetti) della Globalizzazione improntata sulla sostituzione dell’economia con la finanza e con l’abbaglio truce dell’internazionalizzazione concepita come delocalizzazione, è l’esempio contrario dei politici e dei manager senza visione del futuro che hanno trasformato l’Italia in una colonia industriale.
Intesa Sanpaolo, attraverso la Divisione Banca dei Territori (guidata da Stefano Barrese) ha deciso di supportare, con un finanziamento da 30 milioni di euro, i piani di sviluppo internazionale della Stefano Ricci: le risorse finanziarie saranno investite in piani di sviluppo all’estero e nel sostegno agli investimenti tra cui l’apertura di boutique, progettazione interni per lusso e ospitalità, l’acquisizione di fornitori strategici e internalizzazione della filiera. E’ prevista l’espansione della rete distributiva attraverso l’apertura di nuovi punti vendita monomarca a gestione diretta in USA (Washington D.C. nel 2025 e Scottsdale nel 2026), in Cina (ChengDu e Shenzen, entrambi nel 2025), Città del Messico e India; previsti anche nuovi negozi monomarca gestiti da terzi a Ho Chi Minh City e Almaty. “Il nostro piano di sviluppo internazionale” dice Niccolò Ricci, “esce rafforzato grazie al finanziamento del gruppo Intesa Sanpaolo che dimostra, così, attenzione alle attività produttive del Paese. Continuare a investire, attraverso aperture di boutique nelle nuove capitali del lusso e il potenziamento dei progetti di Interior Design, legati all’ospitalità di alta fascia, sono le direttrici lungo le quali intendiamo portare avanti il processo produttivo di un’eccellenza interamente realizzata in Italia e dedicata a una clientela che sa apprezzare la qualità assoluta”.
La sinergia tra una grande banca ed una multinazionale italiana di proprietà e a conduzione familiare, il contesto di un sistema bancario partner dello sviluppo industriale e commerciale “al fianco delle imprese del territorio per accelerare gli investimenti in internazionalizzazione, innovazione e sostenibilità”, trasformano così l’anomalia in un modello concreto per una politica economica nazionale che rilanci produttività, occupazione e salario.
