L’assessore alla Cultura Michela Dell’Innocenti: “Massarosa può diventare un’eccellenza Toscana” (di Aldo Belli)

Mi riceve nella stanza a piano terra del Municipio, Michela Dell’Innocenti è stata nominata assessore alla Cultura e al Turismo da pochi mesi, con le elezioni amministrative di maggio. Il sorriso solare che mi accoglie stride un po’ con l’ambiente scarno, mi siedo e il mio sguardo circostante non passa inosservato. “E’ una sistemazione provvisoria, ma non mi ha impedito di incontrare in questi mesi tante persone per ascoltare ciò che si aspettano dal Comune” dice l’assessore. La seconda cosa che noto in silenzio è che non ha il cellulare aperto sulla scrivania. Mi ha promesso un caffè, ma non vedo segretarie scodinzolanti. E’ il primo impatto, come dire, epidermico, si può essere belle senza dover essere delle veline in politica, e non è indispensabile mostrare l’iphone di ultima generazione attaccato all’orecchio per sentirsi importanti. Forse… vedremo… La domanda mi viene spontanea.
Non voglio apparire impertinente, assessore: ma lei da dove spunta fuori?
Fratelli d’Italia. Ha avuto nella mia educazione come valori fondamentali quelli dell’ordine, del rispetto per gli altri, la serietà nello studio e nel lavoro, i doveri prima dei diritti, la patria, insomma ciò che Giorgia Meloni ripete in quelle tre parole Dio Patria e Famiglia. A diciotto anni ero attivista di Alleanza Nazionale. A ventiquattro sono voluta andare come volontaria nella Folgore, due anni di caserma al 183º Reggimento paracadutisti “Nembo” a Pistoia, è stata per me un’esperienza bellissima, formativa…
E si lanciava dal paracadute?
Ovviamente. Mi scusi però, non capisco questa sua meraviglia. Tranne che non voglia ripetermi lo stereotipo della donna che…
Stop stop, per carità. Nessuno stereotipo, converrà tuttavia che avere di fronte una giovane assessore alla Cultura ex paracadutista non capita tutti i giorni. Tornando a noi: quindi ha un’esperienza alle spalle, vita di partito o di movimento se preferisce, non è una parvenu politica uscita dal cilindro del nulla, e come si ritrova assessore?
Il sindaco Coluccini mi conosce da molto tempo, e al di là dell’amicizia credo abbia sempre apprezzato la mia passione per la politica, per il lavoro di squadra, la mia lealtà nel rapporto con le persone e la mia onestà. Non ho chiesto io di diventare assessore e non c’è stata alcuna guerra nel mio partito per nominarmi, se è questo che voleva sapere.
La stima, presumo, deve essere molto alta considerando le deleghe che le ha assegnato:  Turismo, Cultura ed eventi, Agenda Digitale ed Informatizzazione, Marketing Territoriale, Gemellaggi, Politiche Giovanili, Rapporti e Coordinamento del tessuto commerciale locale. 
Questo, forse, dovrebbe chiederlo al sindaco. Sicuramente è una responsabilità non di poco conto, che sento nei suoi confronti e dei miei concittadini, e naturalmente del mio partito per la fiducia che mi ha manifestato.
Quale è secondo lei la qualità più importante che deve avere un assessore alla Cultura?
Ascoltare. Se non si ascoltano le persone non si può capire cosa è giusto fare. Secondo me non esiste una vera cultura senza ascoltare. E dico: ascoltare tutti. Vede, uno dei motivi che mi ha spinto a destra quando frequentavo le superiori è stato il fastidio che provavo per i libri e le lezioni che raccontavano solo e sempre una parte della storia e della cultura, un’abitudine che si ripeteva anche fuori dalla scuola, in paese l’unica cultura o vita culturale era solo quella di sinistra, per il resto tutto disprezzo. Adesso che sto seduta dietro questa scrivania voglio che a Massarosa la cultura sia finalmente di tutti, perché la cultura non ha e non deve avere barriere: questo è il primo obiettivo che mi sono posta, condiviso dall’Amministrazione Coluccini. Non chiudo le porte a nessuno, con una sola eccezione: chi non abbia rispetto per gli altri e per le idee altrui. Fermo restando che noi, io, abbiamo le nostre idee come è giusto che sia.
Mi può fare un esempio, se esiste considerando il breve tempo intercorso dalla sua nomina?
L’iniziativa rivolta ai privati proprietari di fondi sfitti di concederli in comodato gratuito per ospitare esposizioni di arte e pittura. Ad oggi ne sono stati assegnati già 4 e abbiamo dimostrato che anche in carenza di spazi e di risorse economiche un Comune può favorire la promozione culturale attraverso una collaborazione concreta dei cittadini. Se l’obbiettivo di tutti è quello di fare nascere una Massarosa nuova, perché è interesse di tutti i cittadini, occorre capire che non può cadere dal cielo ma è possibile attraverso la partecipazione di ogni cittadino naturalmente secondo le proprie possibilità. Si può contribuire in tanti modi alla cultura, anche con il proprio apporto di lavoro volontario, o mettendo a disposizione spazi e strutture come nel caso del comodato per l’arte.

La mia opinione è che Massarosa, una terra di grandi virtù agricole e paesaggistiche naturali, sia stata devastata nel secondo dopoguerra da una politica regionale e locale che l’ha resa una periferia della Versilia e della Lucchesia, centro per le immondezze e immondezzaio a cielo aperto quale è ormai il lago di Massaciuccoli. Oggi ridotta in larga misura a paese dormitorio. Secondo lei da dove occorre partire?
Lei ha citato alcuni fatti emblematici: la discarica, le condizioni del lago, e il dormitorio. Mi permetta di aggiungerne un’altra che reputo molto significativa: a Massarosa non esiste un luogo di ritrovo e di vita sociale per i giovani. Le precedenti Amministrazioni ai giovani hanno lasciato solo la strada. Il tessuto commerciale è ridotto all’osso. Se ancora esiste una qualche opportunità di trascorrere una serata, in estate, seduti a bere qualcosa ed ascoltare un po’ di musica lo si deve solo all’intraprendenza di singoli. Se qualcuno ancora viene da fuori è solo grazie alle feste tradizionali che si svolgono nelle nostre frazioni e anche in questo caso grazie unicamente allo spirito di volontariato delle persone. I ‘Venerdì sotto le stelle’ che abbiamo organizzato per vitalizzare il centro di Massarosa durante l’estate, ancorché con i limiti del tempo ristretto che avevamo a disposizione, vanno letti come un piccolo segno della nostra volontà di riportare la vita sociale laddove adesso solo si dorme. Ma è evidente che si deve puntare più in alto.
In alto dove, assessore?
Massarosa può, e deve, diventare un luogo di eccellenza toscana e in Toscana. Possediamo tutte le condizioni per farlo. La natura tra il lago e le nostre colline dove si respira la storia, non solo le terme romane ma anche la storia che vanta ogni nostro paese; non si comprende perché il lago di Garda o quello di Como o quello Maggiore sono quello che sono e non è invece il Massaciuccoli. Lì probabilmente chi ha amministrato, a differenza di qui, aveva ben chiaro cosa aveva tra le mani. Noi siamo l’altra sponda del lago di Giacomo Puccini, e mi permetto di dire con una potenzialità di territorio oggi maggiore a quella ormai congestionata di Torre del Lago. Lei per caso ha mai sentito lungo la nostra sponda la presenza di Puccini? Le risulta che le nostre terme romane siano inserite in qualche guida o promozione dei viaggi in Toscana? La nostra campagna ha prodotto cibo e vino per secoli, oggi che sta crescendo la coscienza alimentare del ‘chilometro zero’ – che è anche un fatto culturale – Massarosa potrebbe essere un centro agricolo primario unendo le coltivazioni con le innovazioni tecnologiche, promuovendo il marchio d’origine controllata, garantendo centinaia di posti di lavoro qualificati.
La cultura territoriale, quindi.
Esattamente. Altro che paese dormitorio! Mi rendo conto che è un lavoro immane, che richiede tempo, investimenti, ma non è un sogno. E l’Amministrazione Coluccini vuole camminare su questa strada. Dovremo trovare interlocutori disponibili, specialisti e studiosi che ci aiutino, e penso che esistano anche a Massarosa persone da ascoltare per la loro esperienza di lavoro.
Nel frattempo attendiamo che arrivi l’Eldorado.
Guardi, quando ti lanci con il paracadute ci sono due cose indispensabili: il cielo e la terra. Io ho trent’anni, non rinuncio al cielo e voglio stare con i piedi per terra. L’obbiettivo che si pone la nostra Amministrazione non è l’Eldorado, fare di Massarosa un comune di eccellenza è possibile e realistico, non sarà facile, ma è possibile con tanto lavoro e tanta buona volontà, la situazione finanziaria che abbiamo trovato è drammatica e cercheremo di trovare risorse pubbliche e private fuori dal bilancio comunale. E mentre guardiamo il cielo, già stiamo preparando il programma di attività culturali per l’autunno-inverno: posso anticipare che intendiamo prima di tutto raccogliere tutte le esperienze presenti sul nostro territorio per valorizzarle, come i gruppi musicali giovanili, gli artisti e i pittori, le associazioni di volontariato e sportive, culturali. Vogliamo disegnare con le nostre mani e tutti insieme il nuovo’ biglietto da visita’ di Massarosa. E non escludo l’interesse a trovare anche forme di collaborazione con altri comuni della Versilia.
E’ arrivato il caffè. E con le tazzine anche il momento di chiudere la nostra conversazione.
Saluto l’assessore Dell’Innocenti, esco dal Municipio e mi avvio verso il parcheggio. Ripenso all’iniziale mia sensazione, jeans e camicetta fiorita abbottonata a misura, due occhi leggermente a mandorla sorridenti dietro una montatura con gli ovali grandi che le incorniciano il volto, sulla pelle bianca non battuta dal sole risalta il rossetto di un rosso cadmio, di gradazioni di rosso ne possiede un’infinità, mi ha confessato che è il suo gioco preferito. Durante la nostra conversazione il cellulare ha squillato diverse volte nella borsetta, un’occhiata e via. Di segretarie non ne ho vista nessuna. Mi pare che l’assessore abbia le idee molto chiare sul lavoro che le è stato affidato. Confesso che mi ha colpito – in un’assessore di Fratelli d’Italia – quel ripetere ‘la mia porta è aperta a tutti’, in tempi come questi dove anche a livello locale sovente capita d’incontrare assessori dall’investitura divina che vivono solo della propria corte, magari anche dichiarandosi poi di sinistra.
Provo a sbilanciarmi, salendo in auto: Michela Dell’Innocenti non mi ha dato l’idea della velina, né che il sindaco Coluccini l’abbia prescelta per fare l’assessore alle cerimonie. Staremo a vedere. E speriamo non si sciupi strada facendo.